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Archive for the ‘Congressi/Manifestazioni’ Category

Operazione ” CULTURA PER TUTTI “

L’Associazione SEMPERINSIMA, in collaborazione con il Comune di Bagnatica propone; “TRA ABITUDINI E CAMBIAMENTI”

Un venerdì al mese, dalle 21.00 alle 23.00 sarà trattato un argomento di interesse pubblico, la serata comprenderà filmati d’epoca, testimonianze, documenti e relatori che spiegheranno l’evento trattato.
Sotto è riprodotto il programma annuale, partendo da venerdì 04/11/16 ore 21.00 sala Consiliare Comune di Bagnatica
L’Associazione ringrazia l’Amministrazione comunale per tutto il supporto fornito, ” Economico e Tecnico “.

IL PRESIDENTE Belotti Eugenio

04/11/16 EVENTI DRAMMATICI “1946 MONARCHIA O REPUBBLICA”
DICEMBRE 2016 STORIA “17/10/1956 ATTIVATA LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE – UNA STORIA FINITA O………”
GENNAIO 2017 ATTUALITA’ “CIBO ALTERNATIVO A KM 0″
FEBBRAIO 2017 SALUTE “CAMMINARE UNA BELLA FAVOLA”
MARZO 2017 PERSONAGGI ITALIANI “UMBERTO II° IL RE DI MAGGIO”
APRILE 2017 SCIENZA “IL FULMINE; LA POTENZA DELL’ ATMOSFERA”
MAGGIO 2017 EVENTI TECNOLOGICI “ARADO AR 234 L’ALBA DI UNA NUOVA ERA”
GIUGNO 2017 ROMA ANTICA “ROMOLO; IL PRIMO RE L’INIZIO DELLA SUPERPOTENZA ROMANA”
SETTEMBRE 2017 PIANETA “ACQUA – SARA’ IL PROBLEMA ASSOLUTO”
OTTOBRE 2017 EVENTI DRAMMATICI ” CAPORETTO – H 02.00 24/10/1916 L’ORA PIU’ BUIA DEL REGIO ESERCITO ITALIANO – 100 ANNI DOPO”
NOVEMBRE 2017 STORIA “IL BOOM ECONOMICO 1950 – 1960

Le date esatte degli incontri saranno resi noti, tramite manifesti comunali e ad ogni fine serata precedente.

Posted on ottobre 31st, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

CULTURA PER TUTTI programma 2016 – 2017

L’Associazione SEMPERINSIMA onlus è lieta di annunciare l’inizio di un percorso culturale adatto per tutti.
In accordo con il Comune di Bagnatica (Bergamo) l’Associazione inizierà ad ogni mese un programma culturale, dove gli esperti dell’Associazione spiegheranno EVENTI-MANIFESTAZIONI ecc. legati al pianeta e al Ns. territorio.

Siete tutti invitati alla serata di presentazione del programma; venerdì 21/10/16 alle ore 21.00 nella Sala Consiliare del Comune di Bagnatica.

Il programma partirà dal 04/11/16 con la serata ” 1946 MONARCHIA O REPUBBLICA “.
SALA CONSILIARE COMUNE DI BAGNATICA ORE 21.00

04/11/16 EVENTI DRAMMATICI “1946 MONARCHIA O REPUBBLICA”
DICEMBRE 2016 STORIA “17/10/1956 ATTIVATA LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE – UNA STORIA FINITA O………”
GENNAIO 2017 ATTUALITA’ “CIBO ALTERNATIVO A KM 0″
FEBBRAIO 2017 SALUTE “CAMMINARE UNA BELLA FAVOLA”
MARZO 2017 PERSONAGGI ITALIANI “UMBERTO II° IL RE DI MAGGIO”
APRILE 2017 SCIENZA “IL FULMINE; LA POTENZA DELL’ ATMOSFERA”
MAGGIO 2017 EVENTI TECNOLOGICI “ARADO AR 234 L’ALBA DI UNA NUOVA ERA”
GIUGNO 2017 ROMA ANTICA “ROMOLO; IL PRIMO RE L’INIZIO DELLA SUPERPOTENZA ROMANA”
SETTEMBRE 2017 PIANETA “ACQUA – SARA’ IL PROBLEMA ASSOLUTO”
OTTOBRE 2017 EVENTI DRAMMATICI ” CAPORETTO – H 02.00 24/10/1916 L’ORA PIU’ BUIA DEL REGIO ESERCITO ITALIANO – 100 ANNI DOPO”
NOVEMBRE 2017 STORIA “IL BOOM ECONOMICO 1950 – 1960

Il Presidente Belotti Eugenio

Posted on ottobre 18th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

VERTICE EU di BRATISLAVA

BAGNATICA 16/09/16 – La stabilità più importante è quella dei nostri figli prima ancora delle regole”. Lo ha detto Matteo Renzi arrivando al Vertice Ue al castello di Bratislava per il vertice informale a 27. “La difesa europea è la sfida per l’Europa” che “deve essere capace di proteggersi da sola”, perché “non c’è continente, non c’è unione se non può difendersi da sola”, ha detto il presidente francese Francois Hollande. In questo quadro “la Francia può essere la prima, ma non vuole essere sola”, aggiunge Hollande, che sottolinea il ruolo della Nato ma parlando con i giornalisti osserva: “Se gli Usa facessero la scelta di allontanarsi, l’Europa deve essere capace di difendersi da sola”.

L’Ue cerca una diagnosi per il futuro, ma 27 divisi a Bratislava (Paola Tamborlini e Marco Galdi) – Divisi sulla Brexit, sulla flessibilità, sull’immigrazione. Divisi anche sull’accordo Ttip di libero scambio con gli Usa. Con i paesi del gruppo Visegrad che annunciano di puntare alla revisione dei Trattati. Oggi a Bratislava, nel primo vertice europeo senza un inquilino di Downing Street, i 27 sono praticamente obbligati a trovare un punto di incontro. O almeno arrivare ad una “diagnosi realistica” e soprattutto condivisa perché, come osserva Donald Tusk alla vigilia, “l’unica cosa sensata è fare una valutazione sobria e brutalmente onesta della situazione”. E se da una parte c’è un Jean Claude Juncker che confessa di sognare gli Stati Uniti d’Europa, dall’altra c’è un Tusk che pragmaticamente avverte: non si può partire dalla “beata convinzione” che vada tutto bene. Per evitare che la Ue si sgretoli, insomma, bisogna “assicurare i cittadini che abbiamo imparato la lezione della Brexit”.
Non a caso tutti parlano di un vertice, quello di Bratislava, “cruciale” che deve segnare “un punto di svolta” per il futuro dell’Europa. Lo fa la stessa presidenza Slovacca che indica come obiettivo del summit quello di dare un “chiaro segnale” del fatto che l’Europa è forte, unita e in grado di dare risposte ai cittadini. Lo fa Angela Merkel sottolineando che “l’Europa è a un momento chiave della sua esistenza” ed è “importante decidere insieme su diverse cose”. E le fa eco il presidente tedesco Joachim Gauck: a Bratislava si farà “un punto decisivo” sul futuro dell’integrazione europea. Fin qui le parole. Ma la realtà è che gli stati arrivano al vertice con molte recriminazioni da fare. Dopo le polemiche con i paesi Euro-med, la cui riunione ad Atene ha fatto infuriare i falchi di Germania, resta aperto il tema della flessibilità e delle regole. Sul quale è tornato il premier Matteo Renzi.

“Sulle regole europee intendiamoci: l’Italia le sta rispettando – ha detto – altri paesi no” perché “c’è la regola del deficit ma anche la regola del surplus primario che la Germania non rispetta. Se le regole valgono devono valere per tutti”. Il premier però precisa anche che l’obiettivo del summit è “dare un futuro all’Europa” che però, precisa Renzi che prima del vertice vedrà Juncker e Schulz, “non può essere fatto solo di regole”. Poi l’immigrazione, altro dossier che ha diviso i 27, bacchettati ieri da Juncker nel discorso sull’Unione. L’Italia tornerà a chiedere, anzi “pretendere”, come ha detto il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, maggiore collaborazione da Bruxelles. Ma l’osso più duro sono i paesi dell’Est Europa, da sempre contrari alle quote. Da loro, o meglio dal gruppo Videgrad (Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia) arriva l’ostacolo più duro per il vertice di oggi: sotto la guida del premier ungherese Viktor Orban, intendono mettere sul tavolo la revisione dei Trattati Ue per dare agli stati membri più potere diminuendo il ruolo della Commissione. Un estremo tentativo di mediazione, per evitare l’ennesima frattura della quale l’Europa proprio non ha bisogno in questo momento, lo faranno Tusk, Juncker, Schulz e il premier slovacco Fico che ha la presidenza Ue di turno, durante una cena pre-vertice.
Anche sull’accordo di libero scambio Ttip le divisioni non mancano: 11 stati – compresa l’Italia ma non Francia e Germania – hanno firmato una lettera per chiedere alla commissione di continuare i negoziati. Di certo i leader dovranno trovare un punto di incontro, per dare un segnale che l’Europa è in grado di superare quella “crisi esistenziale” di cui ha parlato Juncker e frenare l’ascesa dei populisti nelle principali capitali europee. Uno è quello della sicurezza e della difesa. Federica Mogherini alla vigilia ha inviato una lettera a Tusk, Juncker ed i 27 per aggiornare sul piano della difesa comune. I lavori sono già cominciati. Da Bratislava si punta quindi a far uscire almeno una linea che indichi alcuni punti prioritari, dall’immigrazione alla sicurezza interna e delle frontiere esterne, fino alla crescita e all’occupazione, su cui lavorare per arrivare al vertice di marzo di Roma con nuove proposte o decisioni.

Posted on settembre 16th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Onde gravitazionali, a un passo dalla scoperta: potrebbero rivoluzionare gli studi sull’universo

Washington DC 09/02/2016 – Due grandi buchi neri si sono fusi dando origine a quelle manifestazioni dell’Universo che gli scienziati cercano da anni: le onde gravitazionali. Un tweet galeotto potrebbe svelare una delle più importanti scoperte dell’Universo. Ma per ora si tratta solo di rumors. La risposta si avrà solo dopo giovedì11 febbraio quando su Nature verrà pubblicato uno studio specifico. Ma sull’argomento è stata anche annunciato un incontro a Washington DC in cui verranno illustrati i risultati di Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory).

DI COSA SI TRATTA
Albert Einstein le aveva previste nella sua famosa teoria della relatività generale. Si tratta di increspature dello spaziotempo, increspature che si propagano come fossero delle vere e proprie onde. Secondo quelli che continuiano a definire “rumors”, i ricercatori avrebbero captato i segnali della fusione di due buchi neri di 29 e 36 masse solari. Una volta fusi l’uno con l’altro, i due buchi neri avrebbero generato un oggetto ancora più mostruoso della dimensione di 62 masse solari che, a sua volta, avrebbe generato i segnali che gli scienziati di tutto il mondo attendono da anni, ovvero le tanto ricercate onde
gravitazionali. Dal punto di vista pratico, senza entrare troppo nei dettagli, si tratta di una perturbazione che si propaga nello spazio-tempo e ne modifica struttura. Pensate a un’onda del mare che nasce e
poi si propaga. In questo modo l’onda modifica sia la pressione che la densità.
COSA HA DATO ORIGINE AI RUMORS
La data fatale è il 25 settembre quando il cosmologo Lawrence Krauss si fa scappare alcune considerazioni sulla presunta scoperta di un segnale relativo alle onde gravitazionali, un evento accaduto dopo la riapertura del più grande osservatotorio terrestre per lo studio

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delle onde gravitazionali, Ligo appunto: «CI siamo, LIGO avrebbe rivelato un segnale interessante».

NON SOLO I BUCHI NERI
Secondo gli studi più recenti a generarte le onde gravitazionali non sarebbe solo la fusione tra due buchi neri. Secondo i fisici le sorgenti potrebbero essere i sistemi stellari binari composti da nane bianche, stelle di neutroni o buchi neri. Nel video in basso la simulazione di due stelle di neutroni che orbitano l’una attorno all’altra che producono onde gravitazionali.
ECCO L’ANUNCIO DELL’INCONTRO DI GIOVEDI’
(Washington, DC) – I giornalisti sono invitati a partecipare alla National Science Foundation questo giovedi alle ore 10.30 presso il National Press Club per un rapporto sullo stato del rilevamento delle onde gravitazionali insieme ai ricercatori dell’Osservatorio gravitazionale-onda laser Interferometer (LIGO).
Quest’anno ricorre il 100 ° anniversario della prima pubblicazione di previsione dell’esistenza delle onde gravitazionali da parte di Albert Einstein. Con interesse per questo argomento suscitato dal centenario, il gruppo discuterà i suoi sforzi insieme ai presenti .
LIGO è un sistema di due rivelatori identici accuratamente costruiti per rilevare incredibili minuscole vibrazioni dal passaggio delle onde gravitazionali, è stato concepito e costruito dal MIT e Caltech. Il progetto è stato finanziato dalla National Science Foundation, con contributi significativi da altri partner statunitensi e internazionali. I rivelatori gemelli sono situati a Livingston, Louisiana, e Hanford, Washington. La ricerca e l’analisi dei dati dai rivelatori è svolta da un gruppo globale di scienziati, tra cui la LSC, che comprende il GEO600 collaborazione, e la collaborazione VIRGO.

CHE COS’E’ LIGO
Si tratta di un gigantesco oggetto formato da due strumenti ottici. Quando fu realizzato, nel 2002, costò circa 365 milioni di dollari. E’ diviso in due tronconi localizzati in Alabama e nello stato di Washington. Attraverso questa costosissima struttura gli scienziati stanno tentando da anni di catturare una infinitesima perturbazione dello spazio causata proprio dal passaggio di un’onda gravitazionale.
LA RICERCA ITALIANA AL TOP
Dopo il 1988 anche il nostro Paese si è prodigato in questa difficile ricerca. Tra i leader del settore il gruppo romano che dal 2003 attraverso i rivelatori criogenici Explorer (Cern) e Nautilus (nei laboratori di Frascati), hanno affrontato la ricerca prima dell’entrata in funzione di Ligo negli Stati Uniti. I pioneri in Italia sono stati Guido Pizzella ed Edoardo Amaldi dell’Università di Roma. Lo studio italiano fu presentato a Thuile nel 1988, studio ottenuto dopo la scoperta di una supernova. Ma va detto che la ricerca delle onde gravitazionali, o meglio gli esperimenti, iniziarono a Roma nel settembre del 1970. A capo della squadra italiana fu proprio Guido Pizzella che aveva proposto lo studio ad Edoardo Amaldi.

Posted on febbraio 9th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Parigi, Cop21 al via. Hollande: “Non deludiamo il mondo”. Obama: “Noi, inquinatori pentiti”

PARIGI 30/11/15 – Centocinquanta leader del mondo nella capitale francese per la ventunesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite che proseguirà fino all’11 dicembre. Tra gli impegni più urgenti: siglare un accordo sui limiti del riscaldamento climatico. Renzi su Facebook: “L’Italia non si tira indietro. Il nostro Paese è già protagonista in ricerca e Green Ecomony”
IN UNA CAPITALE francese blindata prende il via oggi la Cop21, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Per i 150 leader mondiali riuniti a Parigi si tratta dell’ultima chiamata per salvare il pianeta. Sarà un vertice fuori misura per una sfida colossale il cui primo obiettivo è siglare un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico per evitare una catastrofe ambientale irreversibile. La vigilia della manifestazione è stata segnata da scontri tra polizia e manifestanti che hanno portato al fermo di 208 persone.

“Abbiamo un obbligo di successo” e “la posta in gioco è troppo importante per potersi accontentare di un accordo al ribasso”, ha detto il ministro degli Esteri francese e presidente della conferenza, Laurent Fabius, in apertura dei lavori. “L’11 dicembre”, il giorno in cui si concluderà la Cop21, “il mondo si aspetta da noi quattro parole: la missione è compiuta”. “L’accordo” per limitare il surriscaldamento globale “non è scontato ma è alla nostra portata”, ha sottolineato, promettendo che la presidenza francese “veglierà affinché tutti i punti di vista siano tenuti in considerazione”.

In avvio di conferenza il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto di osservare un momento di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. Poi la parola è passata al presidente francese Francois Hollande che, dopo aver ringraziato “per tutti i segni di supporto, tutti i messaggi, tutti i gesti di amicizia” giunti dopo gli attentati di Parigi, ha definito la Cop21 come “un’immensa speranza che non abbiamo il diritto di deludere. È una sfida che non dobbiamo perdere perché si tratta di un miliardo di essere umani che ci guarda”. Il surriscaldamento del clima, ha proseguito il titolare dell’Eliseo, “crea conflitti, crea più migrazioni delle guerre. Dobbiamo intervenire in nome della giustizia climatica. Quello che è in gioco in questa conferenza è la pace perché rischiamo una guerra per l’accesso all’acqua. Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande come quella sul futuro del pianeta, della vita. Qui non bastano le dichiarazioni di intenti, noi a Parigi siamo a un punto di rottura e di partenza per una trasformazione mondiale”, ha proseguito Hollande. “Abbiamo l’oppportunità di creare uno sviluppo con le energie rinnovabili, il trasporto pulito e la biodiversità. Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere”.

Dopo il presidente francese ha preso nuovamente la parola il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che ha definito la conferenza sul clima “un’occasione politica unica che potrebbe non tornare”. E rivolgendosi alla platea dei capi di stato ha avvertito: “Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”, trovando un accordo per arginare entro i due gradi l’aumento delle temperature del pianeta causato dalle emissioni inquinanti. Per farlo i leader dovranno cercare “il compromesso, il consenso e, se è necessario, anche la flessibilità”.

Tra i primi leader a parlare, il presidente Usa Barack Obama: “Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia mondiale e del secondo inquinatore per dire che noi, Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell’aver creato il problema ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso”.

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Nella mattinata sul sito di le Bourget, a nord di Parigi, trasformato in una sorta di fortezza dopo gli attentati del 13 novembre, Hollande e Ban Ki-moon hanno accolto Barack Obama, Xi Jinping, Vladimir Putin, Narendra Modi e decine di altri capi di stato. Per l’Italia è arrivato il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, dopo la stretta di mano con il segretario dell’Onu ha postato su Facebook la foto dell’incontro e ha commentato: “L’Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra. Quattro miliardi di dollari da qui al 2020, lo sforzo delle istituzioni e delle aziende a cominciare da Eni e Enel, un grande investimento educativo per le nuove generazioni. Siamo tra i paesi leader nella ricerca con scienziati di altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della Green economy. Abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni. Sull’efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale. Dunque, noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile. Siamo a Parigi per trovare un compromesso alto. Il mondo di oggi e di domani guarda a Parigi. L’Italia non si tira indietro”. Presente anche il primo ministro di Israele, Benyamin Netanyahu, giunto a bordo di un’auto priva di segni distintivi che indicassero il Paese di provenienza (bandiera e nome sul parabrezza, che erano invece su tutte le altre auto ufficiali) e attorniato da una scorta di diverse altre vetture.
L’accordo che la comunità internazionale è chiamata a definire punta a limitare il riscaldamento globale a 2 gradi rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. La comunità scientifica è ormai unanime sul fatto che oltre questo limite la terra andrebbe incontro a un caos climatico dai risvolti catastrofici. In vista della conferenza 183 paesi su 195 hanno presentato degli impegni per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Questi impegni, che già di per sé rappresentano un significativo passo in avanti, porterebbero comunque a un riscaldamento prossimo ai 3 gradi, quindi insufficienti. Il summit punta quindi a delineare per i prossimi decenni dei meccanismi di revisione al rialzo dell’accordo.

Posted on novembre 30th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Conferenza sul clima a Varsavia

Per i delegati del Paese martoriato dal tifone Hayan bisogna passare all'azione. Sano Naderev ha dato il via allo sciopero della fame

VARSAVIA 12/11/2013 – Il supertifone Haiyan si è abbattuto anche sulla 19esima conferenza Onu contro i cambiamenti climatici, che da oggi riunisce a Varsavia le delegazioni di oltre 190 paesi di tutto il mondo impegnate a gettare le basi per un nuovo accordo globale sul clima entro il 2015.

Delegati filippini: "Basta rimandare" - Proprio da un delegato delle Filippine, giunge l'appello più accorato. Sano Naderev ha cominciato a digiunare e lo farà "fino a che non ci saranno risultati significativi" nei lavori della conferenza. Naderev ha affermato: "La crisi climatica è una follia. E noi qui, a Varsavia, possiamo fermarla. Il mio Paese si rifiuta di accettare una 30esima e poi una 40esima conferenza per risolvere il problema dei cambiamenti climatici".

Sulla stessa linea anche un'altra delegata filippina, Alicia Ilaga, che ha chiesto ai leader mondiali di passare ai fatti: "Cosa possiamo chiedere di più a questa conferenza se non di trasformare questi negoziati in azioni?".

Scenari apocalittici - Il legame tra uragani e cambiamento climatico è un punto molto dibattuto tra i climatologi che si attendono eventi via via più violenti legati all'aumento delle temperature oceaniche. Varsavia ha lanciato negoziati che dovrebbero portare nel 2015, a Parigi, alla sigla di un nuovo accordo globale sul clima per la riduzione dei gas a effetto serra (GHG).

Per ora, l'unico testo che limita i gas che provocano riscaldamento climatico è quello del protocollo di Kyoto, ma si applica solo ai paesi industrializzati, con l'eccezione

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degli Stati membri che non l'hanno ratificato. L'accordo di Parigi prenderà il posto di quello di Kyoto, e dovrà coinvolgere anche gli Stati Uniti e i principali paesi emergenti, tra cui la Cina, il paese più inquinante del mondo.

Posted on novembre 12th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Troppo costoso Perche è fallito il patto sul clima

Doveva ridurre il surriscaldamento globale. Dietro front degli stati per carenza di fondi

L’era di Kyoto è alla fine. Non è sta­ta un successo, il Protocollo ratifi­cato da 191 Paesi (ma non dagli Stati Uniti) doveva agire da moltiplicato­re degli sforzi per limitare il surriscalda­mento del pianeta: per qualche tempo c'è riuscito ma non nella misura voluta. Ora sta lentamente spegnendosi. In un rap­porto pubblicato ieri dalle Nazioni Unite e dal World Resources Institute di Washington si legge che «le emissioni (di gas serra, ndr) stanno ancora crescendo e gli impegni per azioni di riduzione future, in aggregato, sono inferiori a quanto la scienza suggerisce essere neces­sari».

Soprattutto, succede che la crisi finan­ziaria mondiale ha bloccato — anzi, ha fatto retrocedere — molti degli sforzi che si stavano facendo per ridurre le emissio­ni di gas a effetto serra: nessuno vuole più prendere impegni, costa troppo. Stati Uniti, Canada, Giappone e Russia hanno già comunicato che non firmeranno al­cun nuovo accordo vincolante quando il regime attuale di Kyoto cesserà, a fine 2012; i Paesi emergenti, guidati da Cina e India, hanno confermato, se ce n'era biso­gno, che non penderanno impegni se non volontari; persino l'Unione europea, finora all'avanguardia sulle questioni del clima, sta facendo passi indietro.

 

Il vertice a Durban

Per la prossima riunione annuale a Durban le ambizioni sono minime: la proposta di impegni vincolanti farebbe fallire il summit.

Alla fine di novembre si terrà a Dur­ban, Sudafrica, la riunione annuale della Convenzione sul cambiamento del clima. È di grande rilievo perché in teoria do­vrebbe chiarire cosa succederà quando, alla fine dell'anno prossimo, gli impegni presi da molti Paesi sulla base del Proto­collo di Kyoto non saranno più vincolan­ti. Non c'è però alcuna speranza che si possa arrivare a un Kyoto Due, cioè a un nuovo protocollo sulla base del quale un certo numero di Paesi, in particolare quel­li ricchi, si assumano l'obbligo di ridurre le proprie emissioni di quantità predeter­minate. Molti funzionari dell'Onu, sotto la cui egida la Convenzione si tiene, riten­gono che Durban sarà «successo o rottu­ra». L'ambasciatore del Paese ospite che guida l'organizzazione dell'incontro inter­nazionale, il sudafricano Nj Mxakato-Diseko, dice però che «parlare di qualsiasi strumento vincolante sarebbe irresponsa­bile, molto irresponsabile». Di più: «Per­sino iniziare a suggerire — aggiunge — che il risultato di Durban deve essere uno strumento legalmente vincolante sareb­be irresponsabile perché farebbe collassare il sistema». Ambizioni rninime, insom­ma, da parte di chi organizza, per non fa­re crollare tutto.

Il problema, ovviamente, è il denaro. In piena crisi finanziaria e con rischi di una nuova recessione all'orizzonte, i go­verni non sono disposti a impegnare ri­sorse per la riduzione delle emissioni, nemmeno a costringere le proprie indu­strie ad affrontare i costi che comporta emettere meno gas serra. Che gli Stati Uniti non aderiscano a un Kyoto Due non stupisce, nonostante le promesse del pre­sidente Obama di cambiare passo sul tema del clima. Ma il ritiro dal regime di Kyoto di Giappone e Canada, in passato difensori del Protocollo, è una novità. An­cora più sorprendente è quanto ha dichia­rato nei giorni scorsi Jos Delbeke, diretto­re generale della Chinate Action della Ue. «Gli europei — ha detto — si pronunce­ranno politicamente a favore del Protocollo di Kyoto» ma non si legheranno ad alcun nuovo patto a meno che «altre par­ti non entrino nel club». L'Europa, insom­ma, non vuole essere la sola a tagliare le emissioni e a gravare di costi le sue im­prese rendendole meno competitive in una fase come questa. Secondo stime del­la Commissione di Bruxelles, l'obiettivo di ridurre entro il 2020 le emissioni di gas serra del 20% rispetto al livello del 1990 già costa alla Ue quasi 50 miliardi l'anno. In più, alcuni grandi gruppi indu­striali minacciano di delocalizzare le pro­duzioni se i costi continueranno a cresce­re. Le preoccupazioni per il cambiamento del clima, insomma, nel pieno della crisi sono crollate, nella lista delle priorità. An­che un impegno che era stato preso un anno fa alla conferenza di Cancùn, in Messico, rimane disatteso: si tratta di cre­are un fondo, il Green Climate Fund, che dal 2020 dovrebbe dare cento miliardi di dollari l'anno ai Paesi poveri per combattere l'aumento delle temperature e i suoi effetti; finora, però, non si è fatto alcun passo avanti sul dove trovare il denaro e sul come poi gestirlo. «Questo non è il pe­riodo migliore per parlare di finanza per­ché tutti i Paesi sviluppati sono in una cri­si finanziaria», ammette Christiana Figueres, la segretaria esecutiva della Unfccc, la Convenzione dell'Onu sui cambiamen­ti climatici. La signora Figueres deve fare la faccia ottimista in vista della riunione di Durban e dice di puntare a «un'ampia cornice» di accordi che combini un se­condo round di Kyoto accettato dai Paesi ricchi con alcuni impegni che dovrebbe­ro prendere quelli poveri. Ma è oltremo­do cosciente delle difficoltà economiche che gran parte del mondo sta vivendo il guaio è che il pianeta continua,

 

La nuova analisi

Gli scienziati californiani hanno calcolato che negli ultimi cinquantanni la temperatura è cresciuta di 0,911 gradi

imperterrito e noncurante della crisi, a scal­darsi troppo. Una nuova analisi, condotta da un gruppo di scienziati californiani — Berkeley Earth Surface Temperature — ha analizzato i dati di un miliardo e sei­cento milioni di rapporti sulle temperatu­re terrestri e ha stabilito, sembra in misu­ra piuttosto solida, che negli scorsi cinquant'anni la superficie del pianeta ha vi­sto aumentare la sua temperatura di 0,911 gradi centigradi. È quasi la metà dei due gradi di surriscaldamento che — dicono molti scienziati — provochereb­bero le peggiori catastrofi, dalle inonda­zioni alle siccità; ed è una misurazione che potrebbe togliere ogni dubbio sulla realtà dell'innalzamento globale della temperatura. Che non è detto sia del tut­to dovuto all'attività umana. Ma che con­siglia comunque di cercare una nuova «strategia del clima», probabilmente non più fondata sul porre limiti astratti alle emissioni ma sulla ricerca e magari su una carbon tax globale. Per chiudere, sen­za fuggire, l'era di Kyoto.

Posted on dicembre 24th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

La SEMPERINSIMA è al salone del gusto di Torino dal 21 al 25/10/10

LA NOSTRA TERRA NON PUO’ ASPETTARE LA STATISTICA E L’ECONOMIA

Ecofriends presenta il proprio impegno a tutela delle Foreste

al Salone Internazionale del Gusto

Ecofriends – Associazione Cittadini e Imprese Amiche dell’Ambiente – sarà presente a

Torino dal 21 al 25 ottobre 2010 alla quarta edizione dell’incontro mondiale delle comunità

del cibo di Terra Madre, che si svolgerà, in concomitanza con il Salone Internazionale del

Gusto: Padiglione 3, stand U002.

In apertura del COP10, il summit internazionale dedicato alla biodiversità, che si tiene a Nagoya in

questi giorni, il segretario esecutivo Djoghlaf Ahmed ha citato Albert Einstein: <<Non si può

risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato>>.

In termini concreti ciò significa che non possiamo affidare esclusivamente agli strumenti

della statistica e dell’economia il potere di orientare i comportamenti umani in direzione

della sostenibilità. Tali discipline infatti non sono ancora in grado di attribuire un valore adeguato

alle risorse fondamentali per la nostra sopravvivenza.

Per passare da un modello si sviluppo di tipo dissipativo ad uno di tipo conservativo occorre

affrontare una sfida culturale che riparte dal territorio e che si fonda sull’innovazione e sulla

conoscenza. Non si tratta solo di avere nuove tecnologie ma occorre metterle a sistema, applicarle

realmente e permettere una reale interazione fra istituzioni, industria e popolazione. In questo

senso la sfida che abbiamo di fronte permea tutta la società e ciascuno di noi può fare moltissimo.

Possiamo fare concretamente qualcosa: il Living Planet Report 2010 del WWF, presentato il 14

ottobre scorso, parla anche del tema su cui Ecofriends baserà le proprie attività nel corso del

prossimo anno.

Il 2011 è stato dichiarato infatti dall’ONU come anno internazionale delle foreste. La risposta

a un’impronta ecologica che supera le capacità di un pianeta consiste infatti nell’aumentarne la

biocapacità ripristinando foreste o piantagioni su suoli degradati.

Le foreste infatti possiedono un’importanza vitale per la nostra esistenza: forniscono

materiale da costruzione, legname per imballaggio, per la fabbricazione della carta ed energia.

Immagazzinando carbonio, contribuiscono alla regolazione del clima, mitigano gli impatti di

inondazioni, frane e altri pericoli naturali e purificano le risorse idriche. Inoltre, ospitano circa il 90%

della biodiversità terrestre. Il fatto che le piantagioni da legno presentino una produttività

significativamente maggiore delle foreste naturali offre nuove opportunità per le forniture future

di legname, polpa, biocombustibili e biomateriali, nonché per lo sviluppo economico e del lavoro.

<<Se ben gestite e collocate in posizioni strategiche, le piantagioni possono risultare

compatibili sia con la conservazione della biodiversità sia con le esigenze dell’umanità >>.

Ecofriends affronterà il tema assieme ai propri associati con cui da tempo sta portando avanti

un percorso di crescita. Ne è un esempio la tipografia Arti Grafiche Castello, PMI operante in

provincia di Mantova che nel 2009 ha ottenuto la certificazione di Catena di Custodia secondo lo

standard FSC – Forest Stewardship Council – il quale permette di garantire la provenienza della

materia prima da foreste gestite responsabilmente da un punto di vista ambientale, economico e

sociale e di monitorare la rintracciabilità della stessa durante tutto il processo produttivo.

Anche i partner accompagneranno Ecofriends durante il 2011. Fra questi citiamo il web

magazine Greenews.info, con cui Ecofriends organizza la conferenza stampa di lancio di

Greencommerce.it, e-commerce riservato ai prodotti “eco” e “bio” di aziende italiane che possano

vantare un percorso concreto e documentabile di riduzione del proprio impatto ambientale (25

ottobre – ore 13,30 Sala Avorio – Lingotto Fiere). Greencommerce.it integra i tre principi che lo

caratterizzano – Greenwashing free, preferenza per produzioni italiane e distribuzione a Km.0 – con

quello della trasparenza dell’informazione, regola aurea di Ecofriends che, per prima, ha

istituzionalizzato la rilevanza del cittadino come controparte e garanzia stessa dell’impresa, e che

ASSOCIAZIONE ECOFRIENDS – CITTADINI E IMPRESE AMICHE DELL’AMBIENTE

Via Codisotto 8, 46019 – Buzzoletto di Viadana (MN)

tel: 0375-82203 – mobile: 338-6904076 mail: segreteria@ecofriends.it - skype: ecofriends2

www.ecofriends.it I www . futurodomani . com/associazioni/ecofriends I www.zoes.it/it/pubblico/ecofriends

www . facebook .com/ecoamic i I www . twitter .com/EcoFriends_i t

COMUNICATO STAMPA Ecofriends 20 ottobre 2010

richiede perciò ai propri

 

 

 

 

 

Slow Food

 

che si terrà Sabato 23 ottobre alle ore 18 presso la Sala Avorio di

Lingotto Fiere, in occasione del quale verrà premiato il miglior Eco-Packaging dei Presidi

. In tale occasione la Palm, partner ambientale del Salone del Gusto, presenterà il

associati

di informare, in modo corretto e completo, il consumatore,

chiamato a partecipare al percorso di sostenibilità.

Al Tema dell’imballaggio è dedicato invece il convegno

"ll buon packaging: imballaggi

responsabili e sostenibili",

Posted on ottobre 21st, 2010 by eugenio  |  Commenti disabilitati

SEMPERINSIMA onlus entra in ECOFRIENDS

Pubblicato da: ecofriends il Gio, 05/08/2010 – 15:57
 "I tempi delle decisioni senza senso, dei ritardi inconcepibili, dei progetti fallimentari per opera e onestà, delle mezze misure, degli espedienti inutili e devastanti ma soprattutto della politica cialtrona, stanno per finire, sta per iniziare un nuovo periodo: io l’ho chiamato: Epoca delle conseguenze".   URL del video o codice embed: See video
 
 
 
 
 
 
 

Posted on agosto 6th, 2010 by eugenio  |  Commenti disabilitati

 

 

   

 

     

     

Posted on agosto 5th, 2010 by eugenio  |  Commenti disabilitati

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