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Archive for the ‘ENERGIA SOLARE’ Category

Tesla, arriva il ciclo energetico integrato casa-auto. Da fonti rinnovabili al 100%

E’ un ciclo energetico quasi del tutto indipendente quello messo a punto da Tesla: il costruttore americano aveva già espresso l’intenzione di allargare il suo business e diventare un’azienda fornitrice di soluzioni ecocompatibili integrate. Ora però Elon Musk, numero uno del marchio di Palo Alto (California), entra nel dettaglio della sua green strategy a lungo termine, quella basata sull’energia solare.

Il concetto di base è semplice: le auto elettriche di Tesla (che vuole venderne mezzo milione l’anno a partire dal 2018, contro le 80/90.000 previste per il 2016) saranno ricaricate da una grande batteria domestica da parete, a sua volta alimentata da pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell’abitazione; quest’ultima, grazie all’energia solare, potrà quasi isolarsi dalla rete elettrica pubblica, ricorrendovi solo quando necessario, magari nelle fasce orarie in cui l’elettricità costa meno. Anche se in Tesla sono convinti che le suddette tecnologie siano “sufficienti per alimentare un’intera casa con energia rinnovabile al 100%”.

Posted on ottobre 31st, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

L’aereo «Solar Impulse» conclude il giro del mondo a energia solare

ZURIGO 26/07/2016 – Per la Svizzera è quasi una celebrazione ufficiale, a pochi giorni dalla vera Festa nazionale, che si tiene il primo di agosto. L’aereo elvetico Solar Impulse 2 è atterrato senza problemi martedì alle 2.06 ora italiana ad Abu Dhabi, attuando così il giro del mondo grazie solamente ad energia solare. Un giro durato sedici mesi. Nell’ultima tappa tra il Cairo e gli Emirati Arabi ai comandi dell’aereo c’era Bertrand Piccard, anima e promotore principale del progetto. Ad Abu Dhabi è stato accolto da una piccola folla e fra i presenti c’era anche la ministra svizzera dell’Energia, Doris Leuthard.

«Ho atteso questo momento per 15 anni: adesso tocca a voi proseguire la missione, siete il futuro», ha affermato Piccard, che è stato raggiunto dall’altro pilota André Borschberg, con il quale si è alternato alla guida dell’aereo durante il giro del mondo. Oltre alla presenza della ministra elvetica, a dare un tono ufficiale all’evento è anche la dichiarazione del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha espresso la sua «profonda ammirazione» per l’impresa. «È una giornata storica, non solo per voi ma per l’umanità», ha detto nel corso di una discussione con Piccard trasmessa sul sito di Solar Impulse.
Costruito appunto in Svizzera, il velivolo in fibra di carbonio ha un’apertura alare di 72 metri, più ampia di quella di un Boeing 747, ma pesa “solo” 2300 kg, più o meno come un Suv, contro le 180 tonnellate di un Jumbo Jet. Sulle ali ci sono più di 17.000 celle fotovoltaiche in silicio, che riforniscono quattro motori elettrici e caricano oltre 630 kg di batterie al litio. È il primo aereo solare in grado di volare giorno e notte. La velocità è peraltro bassa: Solar Impulse 2 ha viaggiato a velocità medie comprese fra i 50 ed i 90 chilometri orari. Il pilota deve essere particolarmente attento, perché con la grande apertura alare e la bassa velocità si possono effettuare solo virate molto morbide.

«Ho lanciato questo progetto nel 2003 per trasmettere il messaggio che le tecnologie pulite possono compiere l’impossibile», ha scritto Piccard in un tweet. «Perché quindi non sognare, non provare ancora», ha aggiunto, proponendo la creazione di un comitato internazionale per le energie pulite, per «consigliare i governi» e «lottare contro il cambiamento climatico». Betrand Piccard, figlio d’arte (il padre era l’esploratore Jacques), nel marzo 1999 aveva compiuto il giro del mondo in pallone senza scalo, insieme al britannico Brian Jones, ma ha dovuto attendere a lungo prima di realizzare il suo nuovo sogno, Solar Impulse. Partito il 9 marzo del 2015 da Abu Dhabi, il velivolo a propulsione solare ha percorso oltre 42.000 chilometri in 17 tappe. Il viaggio avrebbe dovuto durare cinque mesi, per 25 giorni di volo effettivo. Nella tappa tra il Giappone e le Hawaii, le batterie hanno però subito danni irreversibili, e Solar impulse 2 è stato costretto ad un lungo scalo.

Ora il dibattito è aperto anche sulle conseguenze tecnologiche dell’impresa di Solar Impulse. Grazie al progetto sono state tra l’altro sviluppate batterie che stoccano più energia e che allo stesso tempo sono più leggere. I pannelli solari sono stati inoltre concepiti per avere un rendimento più importante rispetto alla media. Questi passi avranno ripercussioni soprattutto sulle micro-applicazioni, ad esempio su alcuni oggetti che funzionano ad energia elettrica o con carburanti fossili, secondo Cédric Philibert, specialista di energie rinnovabili presso l’Agenzia internazionale dell’energia.

Restano gli ostacoli per un’applicazione generalizzata all’aviazione. «La superficie delle celle necessarie per trasportare solo due persone corrisponde a quella di un Airbus o di un Boeing; per un aereo di linea è quindi qualcosa di inconcepibile», secondo Vincent Jacques Le Seigneur, direttore dell’Osservatorio delle energie rinnovabili. L’industria aeronautica studia attualmente anche velivoli elettrici alimentati da batterie ricaricate a terra o lo sviluppo di velivoli che hanno comunque meno bisogno di carburanti, oppure ancora il biocherosene, prodotto a partire da vegetali. In attesa di capire quali sviluppi potranno esserci, Solar Impulse è in ogni caso, secondo molti, un esempio di ciò che di nuovo si può pensare e realizzare, anche nell’aviazione.

Posted on luglio 27th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Legno e fotovoltaico per battere la crisi dell’edilizia

La Rainoldi di Castione ha realizzato l'impianto più potente della valle (VALTELLINA)

CASTiONE ANDEVENNO (SONDRIO) Trasformare la propria azienda in un «prototipo» fondendo la tradizione ul-tracinquantennale con lo spirito innovativo. E guadare alle nuove tecnologie e alla green economy per battere la crisi. Stabilendo anche un primato: il più grande impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica di tutta la Valtellina.

Protagonisti della scommessa, decisamente vinta, sono la Rainoldi Legnami  storica segheria di Castione che produce legname da costruzione, imballaggio e per falegnamerie – e la Abc Log di Colico, impresa «giovane» che si occupa proprio dello studio e dell'installazione di impianti fotovoltaici. E tutto parte proprio da qui. Spiega Annalisa Rainoldi, titolare con il marito Marco Vairetti e la sorella Maria Cristina Rainoldi, della segheria: «L'idea iniziale era quella di produrre da soli l'energia che ci occorre per le nostre lavorazioni. Si tratta, in media, di circa un milione di kilowatt/ora all'anno. E abbiamo puntato sul fotovoltaico, anche perché garantisce, oltre al risparmio, un impatto ambientale decisamente basso».

E' così nato, grazie agli ingegneri della Abc Log Marco Barona e Andrea Aguzzoni e all'opera di Laura Barona, l'impianto da 700 kilowatt di potenza che, come detto, è di gran lunga il più potente della nostra provincia. E che consente di produrre circa 800 kilowatt/ora all'anno, più di due terzi del fabbisogno aziendale. Un investimento rilevante (oltre 2 milioni di euro) per un'azienda di piccole dimensioni (15 dipendenti e oltre 5 milioni annui di fatturato). Ma che offre ora tanti sviluppi…

Aggiunge Annalisa Rainoldi: «La filiera del legno è un settore in espansione in questo periodo, in partico-lare grazie obiettivi perseguiti dalla green economy. E la realizzazione dei tetti è strettamente legata alla possibilità di installare impianti fotovoltaici. Per questo consideriamo la nostra sede una sorta di prototipo e lavoriamo su questo fronte con la società controllata Progetto Legno (15 dipendenti e circa 5 milioni annui di fatturato, ndr), specializzata in strutture in legno lamellare e massiccio. Abbiamo un esempio virtuoso da proporre ai clienti. E proprio in questa direzione stiamo investendo, anche con la realizzazione di case con struttura portante in legno e impianti autonomi per la produzione di energia, tutte in elevata classe energetica. Ne stiamo realizzando una nell'hinterland di Milano, dopo altri esempi anche in valle in frazione Colda di Sondrio».

Ma c'è qualcosa di più in questo progetto. E lo spiega Laura Barona: «La nostra è un'impresa giovane. E abbiamo trovato grande disponibilità da parte di un'azienda che ha alle spalle decenni di storia. Credo sia importante sottolineare questo fatto, perché non è facile trovare chi, al di là delle parole, dimostri nei fatti di puntare sui giovani, sulla loro voglia di sperimentare e sul loro entusiasmo. Credo sia questa la strada maestra da seguire per uscire da questa crisi, soprattutto per quanto riguarda l'edilizia. Al momento il settore è fermo, ma ci sono esempi virtuosi che possono essere messi in campo. Certo, occorre puntare sulla qualità, per offrire un prodotto in linea con i tempi. Unendo, così come è stato in questo caso spe-cifico, la tradizione di un'azienda presente sul mercato da tempo con l'innovazione garantita dalle nuove tecnologie».

Posted on febbraio 21st, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

Sol dell’avvenire in Portogallo

Finora Amareleja, un paesino deil'Alentejo a est di Lisbona, era fa­moso per essere il posto più torrido del Porto­gallo. Ma dalla fine di dicembre que­sta zona pianeggiante, piena di quer­ce e sugheri, ha un altro record: ospi­ta la più importante centrale fotovol­taica del mondo, grande come 250 sta­di di calcio. Un vasto parco energeti­co su una superficie di 250 ettari, con 2.520 pannelli solari di 143 mq, lunghi 13 metri e larghi quasi 11.

A vederlo sembra un paesaggio da fan­tascienza, con i «se­guidores solares» (come vengono chiamati in porto­ghese) che eviteranno l'emissione an­nua di 85 mila tonnellate di anidri­de carbonica in atmosfera. Costruito in due anni (al costo di 240 milioni di euro) dalla spagnola Acciona, l'impianto può produrre ogni anno 46 Mw: sufficienti a soddisfare i con­sumi di elettricità di 30 mila perso­ne. Questa sorta di foresta hi-tech, in uno dei sette paesi europei senza centrali nucleari, ma che produce con «green energy» (soprattutto eolica) il 40,7 per cento del fabbisogno di elettricità, sta diventando un'attra­zione turistica.

«Vengono da tutto il mondo per vi­sitare la nostra centrale, come è suc­cesso con il segretario di Stato americano per l'Energia, Samuel Bodman» racconta José Pós-de-Mina, a capo del Comune di Moura, da cui dipende Amareleja. La collocazione del mare di specchi non poteva essere più indo­vinata: l’Alentejo è la regione che go­de di più ore di sole in Europa, 3 mi­la all'anno. «Abbiamo più esposizio­ne solare che in Nord Africa» dice Francisco Aleixo, direttore dell'im­pianto. Nei pressi di Moura è opera­tiva anche una fabbrica che ha costrui­to i pannelli solari della centrale (262.080 moduli fotovoltaici) e dà la­voro a 200 persone.

«L'idea di usare l'esposizione solare di Amareleja mi venne nel 2001» ri­corda Mario Baptista Coelho, docen­te della facoltà di scienze di Lisbona. «Prima fondai l'impresa Renatura, poi convinsi il sindaco di Moura, quindi diedi vita alla Amper, comprata dalla Acciona nel 2006. Gli spagnoli ci mi­sero i soldi».

Anche in Spagna si ingegnano per produrre energia pulita. Il Comune di Santa Coloma (Barcellona) ha lancia­to il cimitero sostenibile: investendo 720 mila euro, ha installato sui 2.300 metri dei tetti del camposanto 750 mq di pannelli solari che soddisfano il fabbisogno elettrico di 60 famiglie.

Posted on dicembre 16th, 2009 by enrico  |  Commenti disabilitati

Energia solare

Energia solare

 La terra riceve 174 petawatt (10 15 watt) di radiazione solare nell'alta atmosfera. Non tutte le radiazioni arrivano però al suolo, grazie alla presenza dell'atmosfera che in parte la riflette e in parte la assorbe le radiazioni.

Il ciclo della radiazione solare

Circa il 35% delle radiazioni solari in entrata è riflesso verso lo spazio, si parla in questi casi di radiazione riflessa. Il 14% delle radiazioni solari è assorbita negli strati dell'atmosfera, si parla in questi casi di radiazione assorbita. La presenza dell'atmosfera non riduce soltanto la quantità della radiazione solare verso la superficie terrestre ma anche la sua qualità, contribuendo a diffondere il 20% della luce in più direzioni e alterare lo spettro elettromagnetico della radiazione. Un semplice schema grafico può aiutare a comprendere il flusso dell'energia solare.

radiazioni solari

Come in qualsiasi sistema aperto la Terra riceve e cede energia. L'energia assorbita dalla Terra (51%) o dall'atmosfera (14%) viene successivamente ripropagata verso lo spazio esterno, sotto forma di radiazione reirradiata. Nel lungo periodo il bilancio energetico della Terra è sempre in equilibrio.

Energia solare e la vita

Durante il suo passaggio l'energia solare dà luogo ai processi di fotosintesi clorofilliana e alla stessa vita sul pianeta. Un composto chiamato clorofilla permette alle piante verdi di assorbire l'energia luminosa per produrre materia vivente e dar inizio alla catena alimentare. Alla loro morte le piante e gli animali sono mangiati da altri organismi, tutto si mescola nel terreno per facilitare la nascita di nuove piante.

La tecnologia per sfruttare l'energia solare

Per energia solare si intende l'energia, termica o elettrica, prodotta sfruttando direttamente l'energia irraggiata dal Sole verso la Terra. Ogni istante il Sole trasmette sull'orbita terrestre 1367 watt per m². Alle latitudini europee l'irraggiamento solare medio è di circa 200 watt/m². Quindi l'irraggiamento solare moltiplicato per ogni metro quadro disponibile permette di determinare una potenza complessiva di 50 milioni di Gw. In altri termini, diecimila volte la quantità di energia utilizzata dall'umanità. Essendo poco concentrata, l'energia solare è tuttavia difficile da convertire in energia utile. Le principali tecnologie in grado di convertire l'energia solare in energia utile sono:

  • Pannelli solari
    convertono i raggi solari in energia termica per riscaldare un liquido e cedere calore, tramite uno scambiatore, e riscaldare l'acqua sanitaria o per il riscaldamento domestico.

     

  • Pannelli solari a concentrazione
    concentrano i raggi solari in un punto tramite un sistema di specchi parabolici, il calore così generato surriscalda un liquido termovettore o un serbatoio fino a 400~ 600°C. Il calore generato può essere riutilizzato per generare forza vapore e quindi elettricità.

     

  • pannelli solari fotovoltaici
    si basano sulla caratteristica tipica di alcuni semiconduttori di convertire l'energia elettrica quando sono irraggiati dalla luce solare.

Le applicazioni dell'energia solare

I pannelli solari sono utilizzati per produrre acqua calda e riscaldamento nelle abitazioni. Si tratta di microapplicazioni in grado di compensare parzialmente il ricorso alle caldaie a gas e al riscaldamento domestico. Allo stesso modo i pannelli solari di tipo fotovoltaico, quelli finalizzati alla produzione di energia elettrica, consentono di ridurre la domanda di energia dalla rete elettrica senza tuttavia eliminarla del tutto. La quantità di energia producibile dai pannelli solari ha la caratteristica d'essere intermittente e discontinua. Ad esempio, nelle giornate nuvolose la resa dei pannelli solari si riduce radicalmente, mentre di notte è praticamente nulla. Queste caratteristiche rendono l'energia solare una valida opzione energetica complementare ma non alternativa alla rete. In alcuni casi, i pannelli fotovoltaici possono sostituirsi alla stessa rete elettrica. E' il caso dei dispositivi collocati in zone disabitate o di montagna, non ancora raggiunte dalla rete elettrica (esempio segnaletica stradale luminosa). Questi dispositivi integrano un accumulatore per immagazzinare energia solare durante il giorno e rilasciarla di notte per alimentare il dispositivo elettrico.

Le centrali a energia solare

Sono in corso diverse sperimentazioni per estendere su scala l'applicazione delle tecnologie a energia solare. Le vie finora percorsa sono sostanzialmente due:

  • centrali solari a concentrazione
  • centrali solari fotovoltaiche

Le centrali solari a concentrazione riflettono i raggi solari con un sistema di specchi, concentradoli verso un unico punto, allo scopo di creare calore da impiegare per far girare delle turbine e generare elettricità. Questi esperimenti sono portati avanti da Enel e da Rubbia nel cosiddetto "Progetto Archimede" nella centrale di Priolo. Al momento la Spagna è molto più avanti dell'Italia nella realizzazione delle centrali solari a concentrazione.

Le centrali solari fotovoltaiche si basano invece sulla tecnologia dei semiconduttori, la stessa utilizzata dai pannelli fotovoltaici per uso privato. Nel caso delle centrali il numero dei pannelli è cento o mille volte superiore a quelli installati su una casa, sono posti in schiera su terreni molto soleggiati, adibiti esclusivamente per ospitarli. La centrale solare di Serpa nel sud del Portogallo è attualmente la più potente solar farm fotovoltaica finora costruita. Ha una capacità di 11 MW e una capacità produttiva di 20 GWh ogni anno, tale da soddisfare il fabbisogno di energia elettrica per 8mila abitazioni ed equivalenti a un risparmio di 30 mila tonnellate di CO2. La centrale solare fotovoltaica è composta da 52 mila moduli fotovoltaici disposti su 60 ettari di terreno. E' stata inaugurata nel marzo del 2007, progettata e realizzata grazie ai contributi dell'Unione Europea.

Posted on dicembre 1st, 2009 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Tellururo di cadmio

Quella che <copia le piante> non è l’unica via per fare fotoelettricità. Ce ne sono altre. una delle prime sarà lo stabilimento che realizzerà alle porte di Milano, probabilmente ad Arese, che dovrebbe cominciare a sfornare pannelli fotovoltaici di nuova generazione. Non più di silicio: saranno sandwich di vetro abbinati a strati sottilissimi di Tco (conduttore), solfuro di cadmio (Cds) e Tellururo di cadmio (CdTe). Più facili da produrre (il processo non è dissimile da quello del vetro trattato con strati protettivi  o antiriflesso di parabrezza e finestre), più duraturi e a base di un materiale, il cadmio, ampiamente disponibile e oggi gettato in discarica come sottoprodotto minerario. Una tecnologia brevettata dalla SSE Solar su cui anno deciso di investire, unendo le forze, il Gruppo Marcegaglia, il ministero dell’ Ambiente e la regione Lombardia.

Posted on luglio 10th, 2009 by enrico  |  Commenti disabilitati

Da mirtilli e spinaci

Ci sono nuovi, futuribili ma non troppo, pannelli fotovoltaici che impiegano come elemento attivo i <pigmenti presi dai frutti di bosco> e a differenza dei normali pannelli solari oggi in commercio hanno eliminato del tutto il silicio: costerà molto meno a produrli e installarli, ma sopratutto avranno la forma di fogli flessibili e potranno essere <stesi> sopra i palazzi, funzionare come copertura delle tende….

I primi a pensare alla fotosintesi clorofilliana per produrre energia furono gli scienziati del MIT: nel 2004 il team di Shuguang Zhang, del Massachusett Institute of Technology, ha presentato  una cella che immergeva i cloroplasti degli spinaci (le molecole che danno alle foglie il colore verde e permettono la fotosintesi) nell’ alluminio. <La natura lo fa da miliardi di anni> ha spiegato al  <New scientist> il ricercatore, <ma questa è la prima volta che siamo stati in grado di replicarlo>. Anche dall’altra parte del mondo stanno studiando una nuova tecnologia fotovoltaica che promette di convertire i raggi del sole in energia elettrica a bassissimo costo, un decimo rispetto agli attuali pannelli a base di silicio. Il moderno dispositivo, messo a punto da un gruppo di ricercatori del Nanomaterials Research Centre della Massey  University, utilizza celle solari costituite principalmente da ossido di titanio, con gamma di pigmenti sintetici molto simili a sostanze naturali come la clorofilla delle piante o l’emoglobina del sangue. L’ossido di titanio è un minerale abbondante, rinnovabile e non tossico, estraibile dalle sabbie nere neozelandesi. Utilizzando celle di 10 centimetri di lato, gli studiosi hanno dimostrato che il dispositivo produce energia elettrica anche in condizioni di bassa illuminazione.

Posted on giugno 23rd, 2009 by enrico  |  Commenti disabilitati

Una scuola autoriscaldante

Nella scuola di Vella, in Svizzera, non ci sono caloriferi, ne una caldaia centralizzata in cantina e neppure collettori solari sul tetto. Eppure non fa freddo. L’edificio è un accumulatore di energia  solare grazie alle sue componenti costruttive massicce. Niente pareti <esili>. E’ propio quest’ ultimo il requisito costruttivo indispensabile affinchè    l’ edificio possa assorbire, il più velocemente possibile, calore dall’ energia solare passante per le finestre.

Altre due componenti assolutamente essenziali sono: uno strato isolante di 12 cm ricoperto da 3 cm d’ intonaco e un impianto di ricambio di piccola quantità (0,5) per garantire aria fresca e togliere quella viziata.

Per far si che la scuola fosse un corpo archittetonico-costruttivo ad accumulo di energia solare, i due architetti hanno adottato alcuni accorgimenti specifici: i soffitti sono stati realizzati in cemento armato con scanalature trasversali (per un miglior assorbimento del calore), i pavimenti in pietra quarzite. Per portare il massimo di energia solare al soffitto sono state installate alle finestre lamelle in alluminio riflettente, mentre i raggi diretti vanno ad accumulare calore nel pavimento di pietra. A Vella, i due architetti Andrea Deplazes e Valentin Bearti hanno costruito un edificio scolastico a risparmio energetico ideale. Secondo Deplazes, nel campo dell’ archittetura la tecnica può essere vista come  <massa progettuale, qualcosa che si puo modellare e un mezzo per raggiungere uno scopo>.

Posted on giugno 5th, 2009 by enrico  |  Commenti disabilitati

Friburgo, la città del sole

Si chiamano Barbara e Martin e sono una giovane coppia tedesca. Nel 2006 si sono trasferiti a Friburgo, città di 200.000 abitanti a sud della Germania. Abitano nella Solarsiedlung, il "quartiere solare", una cinquantina di abitazioni, tutte costruite in base agli standard più elevati di efficienza energetica. < per scaldare la nostra casa di 170 mq spendiamo solo 300 euro        all’ anno >, racconta Barbara allo                 < Spiegel > . Con suo marito vive in un Plusenergiehaus, un edificio  che è come una piccola centrale: produce più energia di quanta ne venga consumata. Il segreto sta nell’ isolamento, nella parete di vetro esposta a sud e nell’ impianto fotovoltaico installato nel tetto che genera  9000 kilowattora di energia all’anno, 2000 in più del necessario, Il quartiere solare è  anche un investimento finanziario, grazie a quattro fondi immobiliari. L’ ultimo, il    Sonnenschiff  I , prevede una  sottoscrizione minima di 5000 euro, ha un patrimonio di 5,65 milioni di euro e promette un rendimento del 5,5 per cento all’ anno, assicurato dall’ affitto di abitazioni, uffici e negozi. < Siamo stati i primi in Europa a creare un complesso abitativo di queste dimensioni con standard di efficienza cosi elevati >, ha dichiarato l’ architetto Rolf Disch, che nel 1998, assieme ai Ritter, industriali del cioccolato, ha fondato la Solarsiedlung GmbH.

Posted on maggio 20th, 2009 by enrico  |  Commenti disabilitati

ENERGIA SOLARE

Quella del Sole è un’energia immensa: ogni anno la nostra stella invia sulle terre emerse del nostro   pianeta più o meno 19 000 miliardi  di tonnellate equivalenti di petrolio, contro i 10 miliardi di tep che rappresentano il fabbisogno mondiale, cioè da 6000 a 15 000 volte (se consideriamo anche l’energia diffusa sugli oceani) l’entità della nostra fame di energia.

 L’energia elettrica prodotta attraverso il Sole ha un andamento di mercato attualmente spaventoso: il tasso di crescita medio annuo è del 39%: nessuna fonte energetica presenta sviluppi di questo tipo.

 Però è concentrata in pochi Paesi, i due terzi in Giappone, Germania e Stati Uniti, mentre l’Italia con i suoi 20 megawatt attualmente installati (si punta a 50 in pochi anni) – è appena al quinto posto, dietro anche all’Australia.

Il Giappone tira la locomotiva del solare e punta ad avere quasi 5000 megawatt installati entro il 2010, mentre, secondo alcune organizzazioni ambientaliste, entro il 2050 un quarto dell’intero fabbisogno mondiale di elettricità potrebbe provenire dall’energia solare.

Ottantadue milioni di persone utilizzeranno 276 terawattora di energia prodotta in questo modo nei prossimi 20 anni.

 

Posted on aprile 8th, 2009 by Giudy  |  Commenti disabilitati

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