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Archive for the ‘Fotovoltaico’ Category

Tesla, arriva il ciclo energetico integrato casa-auto. Da fonti rinnovabili al 100%

E’ un ciclo energetico quasi del tutto indipendente quello messo a punto da Tesla: il costruttore americano aveva già espresso l’intenzione di allargare il suo business e diventare un’azienda fornitrice di soluzioni ecocompatibili integrate. Ora però Elon Musk, numero uno del marchio di Palo Alto (California), entra nel dettaglio della sua green strategy a lungo termine, quella basata sull’energia solare.

Il concetto di base è semplice: le auto elettriche di Tesla (che vuole venderne mezzo milione l’anno a partire dal 2018, contro le 80/90.000 previste per il 2016) saranno ricaricate da una grande batteria domestica da parete, a sua volta alimentata da pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell’abitazione; quest’ultima, grazie all’energia solare, potrà quasi isolarsi dalla rete elettrica pubblica, ricorrendovi solo quando necessario, magari nelle fasce orarie in cui l’elettricità costa meno. Anche se in Tesla sono convinti che le suddette tecnologie siano “sufficienti per alimentare un’intera casa con energia rinnovabile al 100%”.

Posted on ottobre 31st, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

L’aereo «Solar Impulse» conclude il giro del mondo a energia solare

ZURIGO 26/07/2016 – Per la Svizzera è quasi una celebrazione ufficiale, a pochi giorni dalla vera Festa nazionale, che si tiene il primo di agosto. L’aereo elvetico Solar Impulse 2 è atterrato senza problemi martedì alle 2.06 ora italiana ad Abu Dhabi, attuando così il giro del mondo grazie solamente ad energia solare. Un giro durato sedici mesi. Nell’ultima tappa tra il Cairo e gli Emirati Arabi ai comandi dell’aereo c’era Bertrand Piccard, anima e promotore principale del progetto. Ad Abu Dhabi è stato accolto da una piccola folla e fra i presenti c’era anche la ministra svizzera dell’Energia, Doris Leuthard.

«Ho atteso questo momento per 15 anni: adesso tocca a voi proseguire la missione, siete il futuro», ha affermato Piccard, che è stato raggiunto dall’altro pilota André Borschberg, con il quale si è alternato alla guida dell’aereo durante il giro del mondo. Oltre alla presenza della ministra elvetica, a dare un tono ufficiale all’evento è anche la dichiarazione del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha espresso la sua «profonda ammirazione» per l’impresa. «È una giornata storica, non solo per voi ma per l’umanità», ha detto nel corso di una discussione con Piccard trasmessa sul sito di Solar Impulse.
Costruito appunto in Svizzera, il velivolo in fibra di carbonio ha un’apertura alare di 72 metri, più ampia di quella di un Boeing 747, ma pesa “solo” 2300 kg, più o meno come un Suv, contro le 180 tonnellate di un Jumbo Jet. Sulle ali ci sono più di 17.000 celle fotovoltaiche in silicio, che riforniscono quattro motori elettrici e caricano oltre 630 kg di batterie al litio. È il primo aereo solare in grado di volare giorno e notte. La velocità è peraltro bassa: Solar Impulse 2 ha viaggiato a velocità medie comprese fra i 50 ed i 90 chilometri orari. Il pilota deve essere particolarmente attento, perché con la grande apertura alare e la bassa velocità si possono effettuare solo virate molto morbide.

«Ho lanciato questo progetto nel 2003 per trasmettere il messaggio che le tecnologie pulite possono compiere l’impossibile», ha scritto Piccard in un tweet. «Perché quindi non sognare, non provare ancora», ha aggiunto, proponendo la creazione di un comitato internazionale per le energie pulite, per «consigliare i governi» e «lottare contro il cambiamento climatico». Betrand Piccard, figlio d’arte (il padre era l’esploratore Jacques), nel marzo 1999 aveva compiuto il giro del mondo in pallone senza scalo, insieme al britannico Brian Jones, ma ha dovuto attendere a lungo prima di realizzare il suo nuovo sogno, Solar Impulse. Partito il 9 marzo del 2015 da Abu Dhabi, il velivolo a propulsione solare ha percorso oltre 42.000 chilometri in 17 tappe. Il viaggio avrebbe dovuto durare cinque mesi, per 25 giorni di volo effettivo. Nella tappa tra il Giappone e le Hawaii, le batterie hanno però subito danni irreversibili, e Solar impulse 2 è stato costretto ad un lungo scalo.

Ora il dibattito è aperto anche sulle conseguenze tecnologiche dell’impresa di Solar Impulse. Grazie al progetto sono state tra l’altro sviluppate batterie che stoccano più energia e che allo stesso tempo sono più leggere. I pannelli solari sono stati inoltre concepiti per avere un rendimento più importante rispetto alla media. Questi passi avranno ripercussioni soprattutto sulle micro-applicazioni, ad esempio su alcuni oggetti che funzionano ad energia elettrica o con carburanti fossili, secondo Cédric Philibert, specialista di energie rinnovabili presso l’Agenzia internazionale dell’energia.

Restano gli ostacoli per un’applicazione generalizzata all’aviazione. «La superficie delle celle necessarie per trasportare solo due persone corrisponde a quella di un Airbus o di un Boeing; per un aereo di linea è quindi qualcosa di inconcepibile», secondo Vincent Jacques Le Seigneur, direttore dell’Osservatorio delle energie rinnovabili. L’industria aeronautica studia attualmente anche velivoli elettrici alimentati da batterie ricaricate a terra o lo sviluppo di velivoli che hanno comunque meno bisogno di carburanti, oppure ancora il biocherosene, prodotto a partire da vegetali. In attesa di capire quali sviluppi potranno esserci, Solar Impulse è in ogni caso, secondo molti, un esempio di ciò che di nuovo si può pensare e realizzare, anche nell’aviazione.

Posted on luglio 27th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Fotovoltaico, arrivano le celle stampate in 3D: energia per 1,3 miliardi di persone

SEUL 18/06/2015 – Celle fotovoltaiche realizzate con speciali stampanti in 3D per portare energia pulita nelle zone rurali e povere del pianeta, dove circa 1,3 miliardi di persone vive senza elettricità. E’ questo l’obiettivo di un gruppo di ricercatori coreani, i quali hanno illustrato i dettagli del nuovo metodo in occasione della World Conference of Science Journalists di Seul, in Corea del Sud. I vantaggi vanno dai costi all’efficienza energetica, al trasporto dei dispositivi.
Celle più piccole, efficienti e flessibili – Il “segreto” dell’elevata efficienza delle celle solari stampate in 3D è rappresentato dal materiale di cui sono composte: la perovskite. Si tratta di un cristallo che garantisce elevati rendimenti, al contrario delle attuali tecnologie usate dai pannelli a base di silicio, che per funzionare richiedono una grande quantità di luce solare. Questo materiale offre inoltre una maggiore flessibilità, il che facilita anche il trasporto verso le aree rurali. Lo spessore ridotto delle unità, pari a quello di una pellicola, richiede l’utilizzo di una sola stampante industriale, permettendo di risparmiare sui costi di produzione.

Installazioni in India – “Ho visto dal vivo come la tecnologia abbia permesso alle comunità povere urbane dell’India ad accedere all’elettricità off-grid”, ha spiegato Scott Watkins della Kyung-In Synthetic, la ditta coreana che ha sviluppato le nuove celle solari a basso costo. “Il successo è dovuto all’economicità e alla semplicità delle nuove unità: il film per una cella solare grande 10 centimetri per 10 è sufficiente a generare fino a 10-50 watt per metro quadrato”.

I limiti della tecnologia – Questa nuova soluzione presenta tuttavia dei limiti non trascurabili. In primo luogo i “fogli” solari stampate sono molto suscettibili all’umidità e potrebbero causare contaminazione da piombo in caso di rottura; per questo motivo i ricercatori stanno lavorando a una tecnologia “a spruzzo” che scongiurino trazioni eccessive. Inoltre, nonostante i costi di produzione risultino inferiori rispetto ai pannelli standard, mancano i capitali da investire in nuove stampanti 3D industriali perfezionate. Un altro limite è dato anche dalla mancanza di una rete di distribuzione che consenta l’accesso alla tecnologia per le zone più remote del pianeta.

Posted on giugno 18th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Medio Oriente, vasto impianto solare per il dopo greggio

19/03/2013. – E' stato inaugurato dagli sceicchi degli Emirati Arabi Uniti (Eau) il più grande impianto solare del Medio Oriente. Si trova alle porte di Abu Dhabi ed è esteso su due chilometri e mezzo quadrati di deserto, tanti da poter giocare 285 incontri regolamentari di calcio simultaneamente. Shams I, che in arabo significa “sole”, è costato 460 milioni di euro e, con una capacità di 100 megawatt, è in grado di fornire elettricità a ventimila case.

Uno sguardo al futuro - Il Presidente degli Eau, sceicco Khalifa Al Nahyan ha dichiarato: "E' una pietra miliare per la diversificazione economica del Paese e un passo avanti verso il raggiungimento di una sicurezza energetica a lungo termine".

Nonostante gli Eau siano tra i principali esportatori di petrolio, la consapevolezza di avere i decenni contati prima dell'esaurimento delle riserve, ha spinto il governo a investire nel settore delle energie pulite, facendosi già pioniere del progetto Masdar City, la cittadina a impatto zero che ospiterà 50mila abitanti.

Con la messa in funzione di Shams I, negli Emirati si concentra il 68% della capacità energetica solare della regione del Golfo, il 10% di quella mondiale. Avere un'alternativa energetica spendibile domesticamente nel breve termine, significa, inoltre, risparmiare a casa e vendere con profitto idrocarburi all'estero.

icino ad Abu Dhabi, fornirà energia a ventimila case. Un passo storico verso le rinnovabili

Posted on marzo 19th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Il sole splende. Ma cala il vento

Nel 2020, per l'Europa le <<Rinnovabili>> dovranno coprire il 17% del nostro fabbisogno i generosi sussidi statali hanno provocato il  boom del fotovoltaico e rallentato l'eolico

 

L’energia verde batte la crisi. La corsa delle fonti rinnovabili è una delle poche storie di successo dell’economia globale in questa difficile congiuntura. Con 211 miliardi d’investimenti a livello mondiale, nel 2010 eolico, fotovoltaico e bioenergie hanno battuto per il terzo anno consecutivo gli investimenti nelle fonti fossili. In Italia, con un giro d’affari di 13 miliardi raddoppiato nell’ultimo biennio, il fatturato delle fonti pulite supera ormai l’1% del Pil. Ma la crescita di questo comparto grava pesantemente sulle tasche dei consumatori, con un impatto che nel 2011 arriverà a 4,8 miliardi di euro e che contribuisce a tenere il nostro prezzo dell’energia più alto del 25-30% rispetto alle medie europee. Di più, la cifra complessiva che pagheremo in bolletta per promuovere le fonti rinnovabili è destinata a lievitare fino a 10-12 miliardi di euro all’anno da qui al 2020, secondo i calcoli dell’Authority, per poi calare progressivamente con la graduale eliminazione degli aiuti.

Gli incentivi servono per sostenere la crescita delle fonti pulite, che fanno fatica a competere in campo aperto con i combustibili fossili, penalizzate da tecnologie non ancora mature. Un kilowattora generato dal vento, ma soprattutto dal sole, costa ben di più di un kilowattora generato dal carbone o dal gas, e pone un problema di affidabilità con la sua intermittenza. Ma presenta altri vantaggi: non inquina e non si deve importare dall’estero, riducendo la nostra grave dipendenza energetica da Paesi inaffidabili. Per di più, non è soggetto all’altissima volatilità del mercato delle materie prime, che in questi anni ci ha riservato soltanto brutte sorprese. È per questo che l’Unione Europea ha deciso di puntare molto su queste fonti e ha elaborato la strategia 20-20-20, che anche l’Italia deve applicare. Di conseguenza, nel 2020 le fonti rinnovabili dovranno coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in base alle direttive di Bruxelles. L’obiettivo è cioè del 29% per i consumi elettrici, del 16% per il riscaldamento e del 6% per i trasporti. In pratica, da qui al 2020 il mix elettrico italiano dovrà essere coperto per quasi un terzo da fonti rinnovabili, pena multe salate dalla Commissione.

L’Italia è già a buon punto: nel 2010 le fonti rinnovabili hanno coperto il 23% della nostra produzione elettrica, 70 terawattora su 300 complessivi, di cui oltre 40 prodotti dall’idroelettrico storico, quello delle grandi dighe, e meno di 30 dalle «nuove» rinnovabili. Per adeguarsi agli obiettivi comunitari, le fonti pulite devono arrivare a una produzione di 98 terawattora nel 2020, il 29% dei consumi elettrici nazionali previsti in quel momento. Considerando che il vecchio idroelettrico non è più espandibile, tutta la crescita è affidata alle nuove fonti. La produzione di eolico, fotovoltaico e bioenergie dovrebbe quindi raddoppiare in meno di dieci anni.

Ma per ora la corsa non è omogenea e viaggia con un doppio pedale. Mentre i generosi sussidi al fotovoltaico hanno scatenato un vero e proprio boom nel settore, le altre fonti rinnovabili crescono più lentamente. Il fotovoltaico arriverà ai 12 gigawatt installati a fine 2011, partendo da 1 gigawatt all’inizio del 2010: in due anni l’energia del sole nostrana è avanzata di 11 volte (uno sviluppo superiore a quello della Germania, leader mondiale del fotovoltaico), con 23 gigawatt previsti a fine anno. Grazie a questo balzo, l’Italia è diventata campione mondiale nelle installazioni di nuovi pannelli, attirando una valanga di investimenti dall’estero. Per l’anno prossimo la crescita subirà per forza una frenata e le previsioni delle associazioni di categoria non vanno oltre i 3 megawatt installati, anche a causa della progressiva riduzione degli incentivi.

Sugli altri fronti, invece, il 2011 ha segnato un brusco rallentamento, soprattutto per l’eolico, che fino al 2009 cresceva di 1,2 gigawatt all’anno, ma quest’anno non andrà oltre i 6-700 gigawatt installati, chiudendo il 2011 a quota 6,5 gigawatt. «Di questo passo non riusciremo a centrare il target di 13 gigawatt al 2020, fissato dal piano di sviluppo del governo per ottemperare agli obblighi 20-20-20», fa notare il presidente dell’Associazione Nazionale Energia del Vento, Simone Togni, che comunque colloca le potenzialità eoliche della penisola ad almeno 16 gigawatt, quindi un po’ più in là del target stabilito dal governo.

Il motivo del rallentamento è presto detto: mancano i decreti attuativi alla legge approvata in marzo, che serve ad applicare le indicazioni europee sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Mentre sul fotovoltaico il legislatore si è dato una mossa, varando i decreti attuativi in gran fretta per evitare un grave vuoto normativo, sulle altre fonti se l’è presa comoda e i decreti, che dovevano arrivare entro settembre, non si sono ancora visti. Di conseguenza, non si sa ancora quale remunerazione porteranno gli investimenti nell’eolico e nelle bioenergie dall’anno prossimo, dopo la scadenza degli incentivi attuali. E le banche non danno più finanziamenti a chi vuole investire in questi settori. Tanto che le imprese italiane dell’eolico, disturbate da tanta incertezza, vanno all’estero: nei primi nove mesi del 2011 addirittura il 71% degli investimenti in nuovi impianti è stato fatto fuori dai confini della penisola. Era il 30% nel 2010. Così, nell’anno in corso solo il 26% dei megawatt che portano la firma del made in Italy è stato allacciato alle nostre reti energetiche, secondo una ricerca di Althesys. Per il nuovo governo, è uno dei nodi che stanno venendo al pettine: fra i 300 decreti attesi dalle imprese ci sono anche questi. «Spero di avere i decreti pronti entro la metà di dicembre», anche «per facilitare gli investimenti, ha assicurato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini nella sua prima audizione alla Camera.

L’incertezza è aggravata dalla mancanza di un Piano Energetico Nazionale, che latita da vent’anni e che il governo Berlusconi aveva annunciato come «imminente» l’ultima volta nel settembre scorso, ma di cui non si è mai vista traccia. Per riattivare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, il nuovo governo dovrà quindi andare al di là degli incentivi, fornendo alle imprese – che nell’ultimo biennio hanno visto cambiare per ben sei volte la legislazione in materia di sostegno alle rinnovabili – una cornice di obiettivi chiari di lungo periodo, su cui potersi appoggiare per guardare un po’ più lontano, dato che l’orizzonte temporale nel mondo dell’energia è sempre spostato ben oltre i confini di una legislatura, per la natura stessa degli impianti che si vanno a realizzare. Qui la matassa da sbrogliare, per arrivare a una prospettiva strategica chiara, è la spartizione del peso dei nuovi impianti sulle Regioni, il cosiddetto «burden sharing», già contenuto nell’apposito schema impostato dalla precedente amministrazione, su cui le Regioni hanno già espresso le loro perplessità. Solo il potere sostitutivo dello Stato potrà tagliare questo nodo gordiano.

Posted on febbraio 21st, 2012 by enrico  |  Commenti disabilitati

Solare sui pannelli sventola il tricolore

Triplicata in 8 mesi la potenza installata: 270mila impianti attivi

Italia primo mercato mondiale del foto­voltaico quest'anno. La stima è di SolarPlaza, che nel 2011 preve­de per il solare italiano una crescita superiore a quello tedesco, fino ad oggi mercato di riferi­mento per l'energia del sole. E non stupisce, vi­sto che ormai siamo ben oltre i 10 mila megawatt installati, secondo i dati del Gestore dei servizi energetici, contro i mille megawatt dell'inizio 2010 e i 3 mila dell'inizio 2011. In un anno e mez­zo abbiamo decuplicato la potenza installata e se­condo il Gse arriveremo a 12 mila megawatt entro fine anno, con oltre 350 mila impianti in eserci­zio.

Successo pugliese

È un boom rapidissi­mo, che sembra destina­to a continuare. L'Italia, se queste previsioni si ri­veleranno esatte, nel 2011 avrà installato il tri­plo della potenza realiz­zata in Germania, da ol­tre un decennio leader del mercato fotovoltaico mondiale. A oggi, in tota­le, sono entrati in eserci­zio oltre 270 mila impian­ti. La Puglia, con circa 1.685 megawatt per 17.812 impianti in eserci­zio, mantiene il primato della regione con maggio­re potenza installata, mentre la Lombardia re­sta in testa alla classifica delle regioni con mag­gior numero di impianti in esercizio (38.810 per 993 megawatt), seguita dal Veneto, con 36.066 impianti per 894 me­gawatt. La Germania, che l'anno scorso ha rea­lizzato nuova potenza fo­tovoltaica per oltre 7 mi­la megawatt, resterà co­munque al primo posto per potenza cumulata e SolarPlaza sostiene che ci vorrà ancora qualche anno di crescita robusta prima che l'Italia possa conquistare la palma an­che in questa classifica.

La società di analisi sot­tolinea che al momento la "crescita del fotovoltai­co è ancora legata ai siste­mi incentivanti, ma ritie­ne che nei prossimi anni la situazione sia destina­ta a cambiare a seguito della riduzione del costo dei moduli, già sceso del 60% negli ultimi 3 anni. La battuta d'arresto tede­sca dipende proprio dal taglio degli incentivi deci­so quest'anno dal gover­no, mentre quelli italiani continuano ad attirare in­vestitori da tutto il mon­do, malgrado l'inattesa ri­duzione dei sussidi, che da fine giugno sono stati decurtati del 20%. E que­sta è la vera notizia: la crescita continua. Dopo il rush finale per rientra­re nel regime incentivan­te più favorevole, che ha portato a un boom d'in­stallazioni nei primi me­si dell'anno, lo slancio si è solo lievemente ridot­to, ma non sgonfiato co­m'era previsto.

 

In crescita

 

 

Solsonica, il primo pro­duttore italiano di celle e moduli fotovoltaici, ha aumentato le vendite di pannelli del 48% tra il 1° giugno e 0 31 agosto per un controvalore stimato di oltre 38 milioni di eu­ro. Enel Green Power ha inaugurato un nuovo im­pianto da 6 megawatt in Veneto, a Canaro, vicino Rovigo. TerniEnergia tra il 1° luglio e il 31 agosto ha collegato in rete 28 im­pianti di taglia industria­le. Viaggia ormai verso i 50 megawatt la capacità fotovoltaica installata in Italia da Solar Ventures: nel solo mese di agosto l'azienda ha annunciato di aver connesso 20 me­gawatt su un totale di sei impianti in Sardegna, Pie­monte e Puglia. Il gruppo Magaldi — leader nella produzione di impianti industriali per il traspor­to di materiali ad alta temperatura, con base a Salerno — ha realizzato in Campania 4 impianti fotovoltaici della capaci di 5,3 me­gawatt su tetti di grandi capanno­ni industriali. Fintel ha annun­ciato la connes­sione di un par­co da 5,2 me­gawatt vicino a Macerata, grazie al quale ha rag­giunto gli 11,4 megawatt instal­lati. Phoenix Solar ha re­so noto di aver fornito i pannelli per tre impianti per circa 4 megawatt tota­li connessi entro 0 31 ago­sto, e di avere ricevuto un ordine per un impian­to su tetto da 227 kilowatt. Di pari passo con il boom d'installazioni, calano i prezzi. E anche su questo fronte, l'Italia è in pole position: in base all'ultimo rapporto del l'European Photovoltaic Industry Association , sarà l'Italia il primo Paese europeo in cui il costo dell'energia fotovoltaica raggiungerà la parità con quello delle fonti tradizio­nali, la cosiddetta grìd parìty. Accadrà nel 2013.

 

Posted on novembre 8th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

Energie rinnovabili

Guerrini: “Stop agli incentivi? E allora rivediamo anche i 3,3 miliardi di sconti!”

"Gli incentivi a fonti rinnovabili come il fotovoltaico costano ai cittadini molto meno di altre forme di finanziamento in campo energetico". Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che invita a fare chiarezza sulle cifre in gioco.

"Nel 2010 – spiega Guerrini – il fotovoltaico è stato finanziato con 826 milioni, vale a dire con un quinto delle somme prelevate dalle bollette elettriche degli italiani attraverso la componente A3. Ma gli incentivi alle rinnovabili hanno fatto nascere 85.000 imprese e 150.000 posti di lavoro, a differenza di altre forme di agevolazione ben più costose che di fatto si traducono in meri sussidi senza generare ne' sviluppo economico ne' occupazione".

"Se il vero obiettivo dello stop agli incentivi alle energie rinnovabili è quello di razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche – aggiunge Guerrini – allora bisognerebbe ripensare anche gli sconti d'imposta su energia elettrica e carburanti di cui godono alcuni settori in Italia e che valgono 3.315 milioni l'anno di minor gettito nelle casse dello Stato".

A questo proposito, l'Ufficiò studi di Confartigianato ha analizzato voce per voce le 29 agevolazioni in vigore in materia di accise su energia e carburanti. La classifica dei settori che beneficiano delle agevolazioni vede in testa il trasporto aereo con 1.614 milioni di 'sconti' sulle accise dei carburanti

Segue l'agricoltura, con un'esenzione di 817 milioni di euro sulle imposte dei carburanti, mentre il settore del trasporto marittimo può contare su 492 milioni di sconti.

Quarto posto per le industrie con consumi di energia superiori a 1.200.000 KWh/mese che non pagano accise sull'energia per 241 milioni l'anno.

Niente sconti invece per le piccole e medie imprese che pagano per tutti.

Infatti, gli imprenditori che consumano fino a 1.200.000 KWh/mese pagano per intero l'accisa sull'imposta erariale e quelli che consumano fino 200.000 kWh/ mese pagano tutta l'addizionale provinciale sull'energia. Questi due tributi contribuiscono a far lievitare al 16,4% la pressione fiscale sul prezzo dell'energia elettrica pagato dalle Pmi.

"Il dibattito sugli incentivi alle energie rinnovabili – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – non deve far dimenticare gli squilibri esistenti nella tassazione sull'energia. Se davvero si vuol rendere equo e trasparente il mercato, è indispensabile correggere anche i meccanismi di prelievo fiscale, eliminando le distorsioni che finora hanno penalizzato le piccole aziende".

Posted on aprile 22nd, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

Fotovoltaico : Incentivi nuovi, ma la bolletta resterà cara

 

Un mercato, stop-and-go. Con la frenata del nucleare e le turbolenze libiche sugli idrocarburi, l'attenzione degli investitori si concentra sul solare italiano, dopo il blocco degli ultimi mesi. Gli operatori sono sulla linea di partenza per acchiappare i nuovi incentivi, il cui varo è previsto a giorni. E così la bolla dei fotovoltaico, che già oggi pesa come un macigno sulle bollette, rischia di riprendere a gonfiarsi. «La corsa disordinata alle tariffe più generose, che si è scatenata nel primo periodo di transizione a fine 2010 e ha causato l'impennata dei costi del solare sulle bollette degli italiani, rischia di ripetersi ora nel passaggio alla nuova incentivazione», prevede Vittorio Chiesa dell' Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che anticipa al CorrierEconomìa i dati del Solar Energy Report 2011, in uscita giovedì.

Stime

Nelle stime del Politecnico, l'incidenza del solare in bolletta potrebbe arrivare quest'anno ai 2,4 miliardi previsti dall'Authority e lievitare già l'anno prossimo a 4-4,5 miliardi. Di conseguenza, l'impegno che lo Stato si sarà assunto a fine 2012, prevedendo 10 gigawatt installati, arriverà complessivamente a 48 miliardi spalmati su vent'anni. Con un'incidenza, negli anni 2013-2033, di 3,5-4 euro al mese per la famiglia media.

Il messaggio è unanime: gli incentivi al fotovoltaico vanno ridotti, anche perché lo sviluppo di questa fonte è in anticipo sulla tabella di marcia degli obiettivi che ci eravamo posti al 2020 (8 gigawatt e siamo a 7), mentre altre fonti rinnovabili sono rimaste indietro, come l'eolico, che dai 6 gigawatt attuali dovrebbe arrivare a 13. Le nuove tariffe sono in discussione in questi giorni tra i vari ministeri: tutto sta a vedere come verranno ridotte, non solo quanto.

La base della discussione è la proposta avanzata da Confindustria, che ipotizza di aggiungere altri 2 gigawatt all'anno fino ad arrivare a un peso massimo di 6 miliardi di euro in bolletta a fine 2016, con 18 gigawatt installati, dagli 8 previsti a fine 2011. In questo modo l'impegno complessivo lieviterà da 48 a 63 miliardi attualizzati. Con un'incidenza di 5,2 euro al mese per la famiglia media nel periodo 2016-2036, secondo i calcoli della squadra di Chiesa tenendo conto che dal 2028 in poi le uscite annue diminuiranno, con la fine dell'incentivazione degli impianti installati nel 2007.

La proposta di Confindustria prevede una riduzione molto graduale delle tariffe incentivanti nel periodo transitorio dal Г giugno al 31 di-cembre 2011, rendendole in alcuni casi addirittura più generose rispetto a quelle precedenti, che si volevano tagliare. «Ci sono tanti cantieri aperti e la riduzione di mese in mese dovrebbe spingerli a chiudere rapidamente», spiegano in Confindustria.

Un sistema di questo tipo potrebbe scatenare un'altra corsa disordinata per inserirsi nella finestra più generosa e soprattutto per rientrare nella quota annuale. «Se non verrà messo in piedi un meccanismo che automatizzi le riduzioni degli incentivi, agganciandole al raggiungimento di una certa quota d'installazioni, ma senza tetti annuali, come in Germania, ci sarà sempre una corsa per cogliere la finestra più favorevole», ribatte Chiesa

Corsa

Alla base della corsa c'è l'incertezza normativa, che caratterizza il mercato dagli ultimi mesi del 2010, quando il governo concesse anche agli impianti fuori tempo massimo una proroga di sei mesi, per accedere alle tariffe più favorevoli dell'incentivazione precedente. In quei pochi mesi sono stati installati, secondo i dati comunicati dal Gestore dei servizi energetici, quasi 4 gigawatt di pannelli, più dell'intero parco fotovoltaico italiano installato fino ad allora. Uno sproposito (con qualche irregolarità di mezzo, che sta già emergendo). Per rimediare allo scivolone del 2010, il governo ha anticipato a fine maggio 2011 la scadenza degli incentivi, inizialmente prevista per il 31 dicembre 2013. Ma provocando un effetto boomerang: le banche, irritate dall'incertezza, hanno ritirato i finanziamenti e il comparto si è bloccato, con 50 mila posti di lavoro che traballano.

«Il mercato è rimasto paralizzato dal decreto varato a inizio marzo, che ha cancellato inaspettatamente gli incentivi senza spiegare cosa succede dal  1° giugno in poi», fa notare Chiesa. Ora il governo promette l'avvio dei nuovi incentivi in tempi brevi: forse già questa settimana, ha detto il ministro Stefania Prestigiacomo. Stavolta è importante fare bene, non solo fare in fretta, perché queste cifre ci condizioneranno per vent'anni. E sono cifre importanti.

Posted on aprile 16th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

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