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Archive for the ‘NUCLEARE’ Category

La Russia ora conferma la nube radioattiva

22/11/2017 MOSCA ora ammette (ma solo a metà). La nube di rutenio-106 che ha sorvolato l’Italia del Nord e l’Europa tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre è stata osservata anche in Russia. Il servizio meteo Roshydromet ha fatto sapere ieri che negli Urali meridionali, al confine con il Kazakhistan, sono stati rilevati nell’aria livelli dell’elemento radioattivo mille volte oltre la norma. “E’ un grado di contaminazione estremamente alto” era scritto nel comunicato. Ma Rosatom, l’agenzia responsabile del nucleare in Russia, emanazione diretta del governo, si è affrettata a fare marcia indietro, negando ogni possibile incidente entro i suoi confini. In Italia la presenza di rutenio-106 era stata minima: pochi microbecquerel per metro cubo.

Il rutenio-106 impiega un anno per dimezzare la sua radioattività. “Si tratta di un metallo – spiega Federico Rocchi del Dipartimento di Sicurezza Nucleare dell’Enea – prodotto nei reattori nucleari e poi processato per essere usato in medicina, contro i tumori dell’occhio. Probabilmente il rilascio è avvenuto in questa fase di lavorazione. Se si fosse trattato di un incidente in una centrale nucleare operativa avremmo osservato anche altri elementi radioattivi. Ma così non è stato”. Le concentrazioni arrivate in Italia, prosegue Rocchi “sono milioni di volte sotto al livello di rischio”. Dapprima disperso nell’aria, il rutenio-106 finisce poi col depositarsi a terra. “Entro 10-20 chilometri dalla sorgente della contaminazione ci potrebbero essere rischi per i prodotti alimentari. Ma non oltre”.

I primi valori anomali erano stati registrati in Italia del nord il 2 ottobre, per poi estendersi verso nord al resto d’Europa. In tutto 14 paesi del continente sono stati toccati, sempre in forma lievissima, non tossica per la salute umana né per l’ambiente. In una decina di giorni la nube è scomparsa. La probabile fonte del rilascio è il famigerato impianto di Mayak, uno dei luoghi più contaminati al mondo. Il picco di radioattività era stato infatti registrato nella regione di Chelyabinsk, proprio dove si trova Mayak. Qui a più riprese, fino al 2016, vennero scoperti sversamenti

di materiale radioattivo nei fiumi e nei laghi. Nel 1957 si verificò uno degli incidenti nucleari più gravi della storia: il combustibile esaurito in attesa di smaltimento provocò un’esplosione del dep

Posted on novembre 22nd, 2017 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Francia: esplosione in centrale nucleare di Flamanville

BAGNATICA 09/02/17 – Lo scoppio è avvenuto all’interno della centrale nella Bassa Normandia, cinque persone sono rimaste intossicate. Non c’è rischio di contaminazione. Fermato per precauzione uno dei due reattori.
Una forte esplosione si è verificata giovedì mattina nella centrale nucleare di Flamanville, nella Bassa Normandia. A riportare la notizia il quotidiano locale «Ouest France». Cinque persone sarebbero rimaste intossicate dopo aver inalato i fumi causati dall’esplosione, «Stanno tutti bene» fa sapere il prefetto Jacques Witkowski. Stando a quanto comunicato dalla Prefettura non ci sarebbe rischio di contaminazione. Sul posto i vigili del fuoco e alcune ambulanze. Uno dei due reattori è stato spento «per precauzione» in seguito all’incidente. Alle 12,15 la prefettura ha annunciato che l’incidente «è finito».
L’esplosione è avvenuta a causa di un guasto a un ventilatore, intorno alle 10 di mattina, all’interno della sala macchine, ma fuori dalla cosiddetta «zona nucleare». Il prefetto parla di un incidente verificatosi su «un banale impianto elettrico» nel reattore numero uno, un «surriscaldamento sulle guaine dei macchinari che ha poi causato una forte detonazione» e una fuoriuscita di fumo in un comparto «che nulla ha a che vedere con l’area nucleare». Nella stessa area si sarebbe sviluppato anche un incendio. La centrale di Flamanville, di proprietà della EDF (Électricité de France) possiede due reattori da 1300 megawatt ciascuno costruiti nel 1986 e nel 1987. Nel sito è in costruzione anche un terzo reattore, che sarà pronto nel 2018, e che non risulta interessato dall’esplosione. Nel 2015 la questione della sicurezza nella centrale di Flamanville era salita alla ribalta delle cronache quando l’autorità per la sicurezza nucleare francese aveva rilevato anomalie nel serbatoio del nuovo reattore in costruzione, che utilizza una tecnologia nucleare di terza generazione. Sull’incidente è stata aperta un’indagine tecnica.

Posted on febbraio 9th, 2017 by eugenio  |  Commenti disabilitati

La Francia ferma i reattori nucleari per controlli: bollette più care

PARIGI 24/11/16 – uno a uno, i reattori si fermano per controlli. Una dozzina in Francia, con effetti importanti sulle bollette elettriche di mezz’Europa compresa l’Italia, ma in Belgio le autorità hanno sollevato problemi per due centrali atomiche; in Giappone una nuova ondata di controlli; parrebbero interessate da una stretta di verifiche anche diverse centrali nucleari tedesche. Ieri il direttore dell’Autorité de sûreté nucléaire, Pierre-Franck Chevet, ha denunciato «pratiche inaccettabili», come l’esistenza di 400 dossier nascosti o la scoperta di documenti di fabbricazione che appaiono falsificati. La conseguenza per noi consumatori che usiamo la corrente elettrica: i costi del chilowattora potrebbero salire molto di più del previsto.

Che accade? Succede che dopo l’incidente alla centrale atomica giapponese di Fukushima (marzo 2011) in tutto il mondo i controlli nucleari sono stati infittiti e resi più severi.

Rischio di rincari sulle bollette per i guai del nucleare francese

Così è stata fatta un’analisi alla centrale in costruzione a Flamanville, in Normandia. Tecnologia francese Epr della società di ingegneria nucleare Areva, committente il colosso EdF (Électricité de France). Si è scoperto che l’acciaio di cui è fatto il nòcciolo del reattore, il colossale “uovo” chiamato vessel, non è stato realizzato a regola d’arte. La fonderia che ha costruito il cuore della centrale ha condotto male il processo metallurgico e in certi punti le due cupole dell’uovo, cioè il coperchio in alto e il fondo, hanno una concentrazione di carbonio con microfratture che infragiliscono il metallo. Potrebbe spezzarsi il cuore della centrale, il punto di massima delicatezza, il coperchio della pentola a pressione. Lo stabilimento da cui sono arrivati quei componenti è quello di Creusot, uno dei pochissimi impianti di questo tipo al mondo.
Ma le conseguenze dei controlli più severi si fanno sentire anche in Belgio. E anche lì potrebbero esserci fermate di centrali. Il 1° luglio e il 2 settembre l’Agence fédérale de contrôle nucléaire ha scritto alle società elettriche Engie (all’amministratore delegato Philippe Van Troeye) ed Electrabel (la presidente Isabelle Kocher), società che gestiscono le centrali atomiche di Doel (verso l’Olanda) e Tihange (nella zona di Liegi, non lontana da Maastricht e Aquisgrana).

I due impianti soddisfanno metà della domanda elettrica belga ma potrebbero essere a rischio di incidenti gravi, quali il collasso parziale o totale del reattore. Nelle lettere, Jan Bens direttore dell’agenzia scrive di un alto rischio di fusione da surriscaldamento per il nòcciolo dei reattori. «I valori della probabilità di fusione sono allarmanti nei reattori 1,2 e 3 della centrale di Tihange, e per i reattori 3 e 4 della centrale di Doel», dicono le lettere.

Tihange è costituita da tre reattori realizzati fra il ’75 e l’85. La centrale di Doel, una delle più vecchie d’Europa, è composta da quattro reattori realizzati tra il 1969 e il 1985. Nel 2012, in occasione degli stress test organizzati dall’Europa dopo il disastro di Fukushima, furono rilevate alcune microfratturazioni nei reattori: non abbastanza da imporre la fermata degli impianti ma sufficienti a suscitare preoccupazione.

In Germania, nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, tre mesi fa è stato deciso di aumentare la scorta di pastiglie di iodio per la popolazione, usate per proteggere in particolare la tiroide in caso di fughe radioattive.

Allora l’Asn ha studiato tutta la produzione di quello stabilimento. Mani nei capelli. Secondo un’analisi commissionata dall’associazione antinuclearista Greenpeace a un centro studi londinese molto accreditato, dal ciclo di produzione di Creusot fin dal 1965 sono usciti 17 reattori da 900 megawatt di potenza, tre della più fortunata serie da 1.300 megawatt, uno dei quattro reattori da 1.450 megawatt.

L’agenzia per la sicurezza atomica sospetta «l’esistenza di pratiche inaccettabili dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot: l’esistenza di 400 dossier volontariamente nascosti al cliente e all’Asn, e riguardanti anomalie, nonché la scoperta di documenti di fabbricazione che appaiono falsificati». Da verificare con attenzione soprattutto le centrali costruite negli anni 80. Le conseguenze sono assai rilevanti: potrebbe essere a rischio di fermata il 44% dei reattori atomici francesi. E i 58 reattori nucleari dell’EdF producono il 75% della corrente francese. Entro fine dicembre, ha detto Chevet dell’Autorità nucleare, dovranno essere riavviati 7 dei 12 impianti fermi, cioè Dampierre, Civaux 2, i reattori Tricastin 1, 3 e 4, Gravelines 2 e Bugey 4. Chevet ha detto che «nella migliore delle ipotesi» entro un mese la Asn potrà decidere se far ripartire i reattori al più tardi «a gennaio del 2017».

È stato esaminato anche l’export di tecnologia dallo stabilimento francese. Parti simili a quelle sotto osservazione sono state montate nelle centrali di mezz’Europa. E una tecnologia simile era stata adottata anche dai giapponesi.

Gli effetti della fermata per controlli si sono fatti sentire sul prezzo europeo della corrente elettrica. Fermata la dozzina di reattori atomici, la Francia ha smesso di esportare chilowattora a basso costo. E ha cominciato a importarne. L’offerta si è ridotta e, secondo le regole sacrosante del mercato, in tutta Europa nelle borse elettriche del chilowattora i listini hanno cominciato a salire. In Italia l’Autorità dell’energia ha già fatto sapere che il prossimo aggiornamento trimestrale delle bollette elettriche, che avverrà a fine dicembre, con ogni probabilità terrà conto del fenomeno. Le stime sono per forza di cose approssimate, ma il sovraccosto per la sola Italia potrebbe superare il miliardo di euro.

Posted on novembre 24th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Nucleare, allarme in Francia. “Fermati 12 reattori, situazione preoccupante”

Parigi, 23 novembre 2016 – Allarme della Francia sui reattori nucleari al di là delle Alpi. Il presidente dell’Authority sulla sicurezza nucleare (ASN), Pierre-Franck Chevet, in un’intervista al supplemento economico di Le Figaro, afferma che “la situazione è diventata molto preoccupante”. Lo scenario è peggiorato “dall’aprile 2015″ – dice Chevet – “con la scoperta di un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca dell’EPR (reattore pressurizzato europeo), siamo passati da una brutta sorpresa all’altra”. I livelli registrati sono risultati il doppio del previsto. Per il presidente di ASN “un simile eccesso di carbonio potrebbe diminuire la resistenza meccanica dell’acciaio”, ha spiegato Pierre-Franck Chevet. Sono in totale 18 i generatori di vapore “potenzialmente a rischio”, su 58 totali operativi in Francia.

“Attualmente – dice Chevet – 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati, per controllare che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore”. Lo stop potrebbe arrivare a creare problemi all’elettricità nel Paese. Oltre all’ecceso di carbonio, il responsabile dell’Authority rivela che i suoi ispettori hanno “evidenziato l’anomalia generica” che oggi ha comportato la chiusura dei 12 reattori. In parallelo, aggiunge, “abbiamo rilevato l’esistenza di pratiche inaccettabili dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot (di Areva, ndr): esistenza di 400 dossier segnalati, volontariamente nascosti al cliente e all’ASN, e riguardanti anomalie, e scoperta di documenti di fabbricazione che appaiono falsificati”.

Dopo la scoperta, nella primavera 2015, di un difetto nel serbatoio del futuro reattore EPR di Flamanville (sulla Manica, in Bassa Normandia), l’Asn ha avviato una campagna senza precedenti di controlli a tappeto di tutte le centrali sul territorio francese, campagna che è ben lungi dall’essere terminata.

Posted on novembre 23rd, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Centrali nucleari, l’Authority francese ai media: “Siamo molto preoccupati”

PARIGI 23/11/16 – Pierre-Franck Chevet, presidente dell’Asn, in una intervista a le Figaro: “Scenario peggiorato dal 2015, al momento 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati per controlli”. Trovati 400 dossier volontariamente nascosti, su anomalie e documenti falsificati.

PARIGI – Il Paese che ha fatto dello sviluppo dell’energia nucleare quasi una religione, e un gigantesco business, è in crisi. Il parco francese di reattori, di cui la costruzione per la maggior parte risale agli anni Settanta, è vecchio, richiede una costosa manutenzione e le condizioni di sicurezza sono sempre meno garantite.

L’allarme questa volta non viene da una delle tante associazioni ambientaliste che si battono contro l’energia nucleare ma dal presidente dell’Authority francese sulla sicurezza nucleare (Asn), Pierre-Franck Chevet. “La situazione è diventata molto preoccupante” spiega senza mezzi termini Chevet al quotidiano le Figaro.

Il primo indizio che ha fatto scatenare controlli a tappeto è avvenuto nell’aprile dell’anno scorso quando è stato scoperto un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca del reattore di nuova generazione Epr (reattore pressurizzato europeo) in costruzione a Flamanville, in Normandia. “Da allora abbiamo avuto molte altre brutte sorprese” continua il responsabile dell’Asn.

L’agenzia ha ordinato a Edf – il gestore del parco nucleare per conto dello Stato – di fermare ben 12 reattori per poter effettuare controlli e verifiche. Anche in questo caso l’Asn vuole accertarsi che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore”. Il responsabile dell’Authority ha rivelato che i suoi ispettori hanno anche scoperto l’esistenza di “pratiche inaccettabili” dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot di Areva, ovvero l’esistenza di 400 dossier volontariamente nascosti al cliente e all’Asn, e riguardanti anomalie.

Edf ha fornito un dossier per ogni reattore oggetto di controllo dall’Agenzia che dovrebbe essere in grado di decidere se far ripartire o meno i reattori non prima del gennaio prossimo. L’elettricità in Francia è garantita quasi al 78% dalle centrali nucleari, anche se la legge sulla transizione energetica varata dal governo
socialista l’anno scorso fissa come obiettivo di sviluppare le energie alternative. Oltre ai timori per la sicurezza, lo stop di 12 su 58 reattori operativi potrebbe avere conseguenze sulle bollette dell’elettricità in Francia, e forse anche in Italia

Posted on novembre 23rd, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

ELENCO INCIDENTI NUCLEARI DAL GENNAIO 2010 AL LUGLIO 2016

9 Gennaio 2010 – Vernon, Vermont, USA. Per probabile perdita da tubi o da contenitori, viene ritrovata acqua contaminata da trizio in un pozzo della centrale nucleare di Vermont Yankee

10 Gennaio 2010 – Volgodon, Russia. Scoperta di una perdita nel generatore di vapore del reattore numero 1 con coseguente spegnimento dell’intero blocco. Secondo Rosatom i livelli di radiazioni all’esterno della centrale sarebbero sotto la norma.

12 Gennaio 2010 – Buchanan, New York, USA. A causa di una valvola rimasta aperta due giorni, la centrale nucleare di Indian Point dipserde in ambiente nella Hudson Valley, 2 milioni di litri di vapore acqueo contaminato da radiazioni.

14 Gennaio 2010 – New Hill, North Carolina, USA. La centrale nucleare di Shearon Harris perde, diffondendoli nel suolo, circa 4000 litri di acqua contaminata con trizio.

20 Gennaio 2010 – Red Wing, Minnesota, USA. La direzione della centrale di Prairie Island, scopre la mancanza di 6 contenitori di matriale radioattivo.

22 Gennaio 2010 – Nord Reno-Westfalia, Germania. Fuoriuscita di materiale radioattivo in centrale nucleare. Ricoverato un impiegato

26 Gennaio 2010 – Gran Bretagna. Segnalati (dal 2001 a fine 2009), dagli operatori delle centrali nucleari, 1.343 incidenti alla Health and Safety Executive dal 2001 ad oggi: 773 classificati non pericolosi, 563 classificati come anomalie di sicurezza, 7 classificati come nocivi

4 Febbraio 2010 – Bay City, Texas, USA. Arresto della centrale nucleare di South Texas per difetto di funzionamento di una delle 57 barre di controllo

5 Febbraio 2010 – Torness, Scozia, Gran Bretagna. Il reattore nucleare di Torness Power viene fermato per la rottura del trasformatore di un generatore con conseguente perdita di olio. La Direzione dichiara l’assenza di impatti significativi per l’ambiente

9 Febbraio 2010 – Lake Keowee in Seneca, South Carolina, USA. Ritrovamento di trizio in due pozzi della centrale nucleare di Oconee

19 Febbraio 2010 – Lake Wylie in York County, South Carolina, USA. Perdita nel sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Catawba. Non segnalati rilasci esterni

23 Febbraio 2010 – Buchanan, New York, USA. Nella centrale di Indian Point va in tilt il sistema di monitoraggio delle mergenze

26 Febbraio 2010 – Patten, Olanda. Due vecchi contenitori di materiale radioaivo custoditi nella centrale di Patten perdono parte del contenuto.

17/18 Marzo 2010 – Cattenom. Francia. Due arresti automatici hanno avuto luogo, uno dietro all’altro, nelle sezioni 1 e 2 della centrale nucleare di Cattenom; uno per un cedimento a livello della regolazione della turbina, l’altro per un’anomalia di una delle catene di misura del flusso neutronico.

22 Marzo 2010 – Wintersburg, Arizona, USA. Perdita di circa 10.000 litri per 4 ore di liquido radioattivo dalla struttura di contenimento del reattore nucleare di Palo Verde

31 Marzo 2010 – Vermont, Stati Uniti. Alcuni rapporti dei primi di gennaio del 2010 hanno messo in evidenza che, in alcuni pozzi di acque sotterranee della centrale nucleare Yankee del Vermont, sono state contaminati da Trizio radioattivo. Gli ultimi controlli confermano questo dato rilevando da 775.000 picocurie di Trizio per litro, oltre 37 volte il limite EPA (Environmental Protection Agency) a 2,45 e 2,7 milioni di picocurie per litro.

Aprile 2010 – Daya Bay, Cina. Evidenziata una “microfessura” (primo caso in 6 mesi) nel circuito di raffreddamento nella “giovane” centrale nucleare di Daya Bay, costruita da Areva. L’incidente rivelato dopo alcune settimane con solite raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di radiazioni.

6 Aprile 2010 – Cattenom, Francia. Terzo incidente nucleare in meno di tre settimane nella centrale nucleare di Cattenom. Importante inondazione nella sala macchine per un errore umano durante lavori di manutenzione. L’inondazione è stata sufficientemente inquietante per obbligare i tecnici dell’unità di produzione n°2 a procedere alla chiusura degli impianti.

7 Aprile 2010 – Athens, Alabama, USA. Perdita al suolo di 4.000 litri di acqua contaminata da trizio nella centrale Browns Ferry

7 Aprile 2010 -Lower Alloways Creek Township, New Jersey. USA. Presenza di trizio, superiore a un milione di picoCI/l, nei tubi di scolo delle acque piovane dell’Unità 2 della centrale nucleare di Salem

17/18 Aprile 2010 – Cattenom, Francia. Nella notte tra il 17 e 18 aprile, tracce di contaminazione interna (oltre il 40% del limite annuale) sono state individuate su un lavoratore dipendente di un’impresa esterna in occasione dei controlli sistematici in uscita dalla zona nucleare della centrale di Cattenom.

Maggio 2010 – Daya Bay, Cina. Evidenziata una “microfessura” (secondo caso in 6 mesi) nel circuito di raffreddamento nella “giovane” centrale nucleare di Daya Bay, costruita da Areva. L’incidente rivelato dopo alcune settimane con solite raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di radiazioni.

4 Maggio 2010 – Oconee, South Carolina, USA. Perdita di trizio nell’impianto di Oconee.

5 Maggio 2010 – Delhi, India. Scoperto seppellimento di rifiuti radioattivi, risalenti a 20 anni fa, nei terreni del campus universitario di Nuova Delhi.

5 Maggio 2010 – Mayapuri, India. Muore un operaio di 35 anni contaminato da macchinario irrradiato di cobalto 60 smaltito dall’Università di nuova Delhi nei comuni cantieri per la rottamazione.

5 Maggio 2010 – Fonderia di Feurs, Francia. Manovrando un robot per recuperare materiale contenente Cobalto 60, 6 lavoratori vengonocontaminati

7 Maggio 2010 – Rhône-Alpes, Francia. Rapporto 2009 ASN (Autorità Sicurezza Nazionale) sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione delle quattro centrali nucleari francesi situate in Rhones –Alpes: UN INCIDENTE OGNI DUE GIORNI.
CENTRALE DI BUGEY. 47 incidenti:
- 31 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 10 riguardanti la radioprotezione
- 5 riguardanti l’ambiente esterno
- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive
CENTRALE DI SAINT ALBAN. 41 incidenti:
- 27 riguardanti la sicurezza nucleare (5 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 7 riguardanti la radioprotezione
- 6 riguardanti l’ambiente esterno
- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive
CENTRALE DI CRUAS – MEYSSE. 49 incidenti:
- 41 riguardanti la sicurezza nucleare (6 classificati al livello 1 dello scala INES; 1 classificato a livello 2)
- 5 riguardanti la radioprotezione
- 3 riguardanti l’ambiente esterno
CENTRALE DI TRICASTIN. 44 incidenti:
- 37 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 3 riguardanti la radioprotezione
- 4 riguardanti l’ambiente esterno
ED INOLTRE: 90 incidenti (definiti “eventi significativi”) sono avvenuti nelle installazioni nucleari di base (edifici per il ciclo del combustibile, laboratori di logistica o deposito di materiale nucleare, strutture di decommissionamento).

11 Maggio 2010 – Bhabha Atomic Research Centre (Barc), Mumbai, India. Una sostanza radioattiva fuoriesce accidentalmente mentre uno scienziato versa una sostanza chimica da un contenitore ad un altro. Dieci persone vengono sottoposte a trattamento di decontaminazione.

13 Maggio 2010 – Oyster Creek, New Jersey, USA. Ennesima falla a Oyster Creek nel New Jersey, il più antico sito atomico. Raggiunte e contaminate le falde acquifere. La contaminazione è quantificata come 50 volte più alta del limite concesso dalla legge.

23 Maggio – Daya Bay, provincia di Guangdong, Cina. Perdita radioattiva nel reattore di Daya Bay. Il direttore del gruppo Clp, che detiene il 25 per cento della centrale, dichiara che la perdita è stata contenuta e che non esiste un pericolo radioattivo all’esterno della centrale. La notizia della perdita viene diffusa solo il 15 giugno successivo.

26 Maggio 2010 – Fabbrica Feursmétal, Feurs, Loira, Francia. Durante un’operazione di recupero di un apparecchio di radiografia industriale (gammografo), una dispersione accidentale di particelle di Cobalto 60, ha colpito e contaminato 6 persone presenti nel locale. L’incidente è stato classificato al secondo livello della scala INES.

26 Maggio 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella centrale nucleare Yankee. Bloccato l’impainro

30 Maggio 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella centrale nucleare Yankee (seconda in una settimana) I gestori assicurano che non c’e’ stata alcuna contaminazione con l’esterno e che la falla e’ stata subito riparata

1 Giugno 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Un piccolo pesce di fiume, vicino alla cemtrale, viene trovato radioattivo per Stronzio-90 (elemento che contamina anche il suolo della centrale)

18 Giugno 2010 – Stato di Orissa, India. Test nucleare indiano con missile balistico Prithvi-II, con un raggio d’azione di 350 chilometri, da una base mobile collocata a 15 chilometri al largo delle coste dello Stato di Orissa

21 Giugno 2010 – Nord Corea. Livelli anormali di radiazione nucleare rilevati nei pressi della frontiera tra Corea del Nord e Corea del Sud. Imprecisate le cause.

6 Agosto 2010 – Russia. Vasti incendi si stanno avvicinandoallezonecontminate di Chernobyl

10 Agosto 2010 – Russia. I giganteschi incendi dei boschi e delle torbiere imperversanti in Russia da più di 10 giorni, iniziano a provocare il risollevamento di parte delle ricadute radioattive di Chernobyl, di Mayak e dei test nucleari.

11 Agosto 2010 – Bryansk, Russia. Gli incendi in Russia ragiungono le foreste contaminate della regione di Bryansk.

13 Agosto 2010 – Mayak, Russia. A causa degli incendi e della siccità le particelle radioattive rimesse in circolo si depositano nel fiume Techa che da decenni riceve i rifiuti radioattivi del’impianto nucleare di Mayak e che si butta nel vicino lago Karachai. Queste, insieme agli importanti sedimenti radioattivi, per via dellas iccità, non più imprigionate dal fango e dall’acqua, salgono in superficie e si diffondono nell’aria sotto forma di polvere.

13 Agosto 2010 – Russia. Guadagna ancora terreno l’incendio che sta divorando una riserva naturale vicino alla centrale nucleare russa di Sarov, circa 500 chilometri a est di Mosca.

17 Agosto 2010 – Provincia Bushehr, Iran. Precipita un aereo da combattimento dell’aeronautica nazionale nella provincia meridionale di Bushehr, a 40 km dalla centrale nucleare

19 Agosto 2010 – Regione di Tver, Russia. Chiusi per malfunzionamento i due reattori della centrale nucleare Kalinin. Stando all’ufficio stampa dell’impianto, il secondo reattore è stato disattivato dal sistema di protezione automatica per un guasto ad una pompa, mentre il primo è stato chiuso per un problema al generatore.

21 Agosto 2010 – Germania. Il portale dell’ Agenzia governativa tedesca per l’ energia informa che le misure effettuate dall’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni (Bundesamt für Strahlenschutz, BfS) hanno individuato un aumento nelle radiazione in Germania, causato dagli incendi radioattivi in Russia.

27 Agosto 2010 – Aleksandrovsk, penisola di Kola, Russia. Incendio nel cantiere navale N. 10 implicato nella demolizione di materiale militare nucleare e rifiuti radioattivi. L’incendio viene spento due ore. Il livello di radiazione nell’area raggiunge i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre il normale livello di fondo nella zona. La Russia invia sul luogo un team composto da uomini del ministero della difesa, della Flotta del Nord e del monopolista nucleare Rosatom.

Ottobre 2010 – Daya Bay, Cina. Evidenziata una “microfessura” (terzo caso in 6 mesi) nel circuito di raffreddamento nella “giovane” centrale nucleare di Daya Bay, costruita da Areva. L’incidente rivelato dopo alcune settimane con solite raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di radiazioni.

05 Ottobre 2010 – Ignalina, Lituania. Rilasciati circa 300 tonnellate di liquidi ad alta attività durante i lavori di disattivazione della centrale nucleare di Ignalina. Il personale e lavoratori della centrale vengono esposti a radiazioni. La direzione della centrale asserisce che l’inquinamento non si è diffuso oltre il sito dell’impianto. Notizia dell’incidente viene data solo il 15 novembre successivo.

12 Ottobre 2010 – Bulgaria, centrale di Kozloduy. Durante lavori di manutenzione vengono rilevate delle crepe nei tubi di protezione di reattore della centrale nucleare di Kozloduy. Le Autorità non riferiscono alcuna fuga radioattiva.

23 Ottobre 2010 – Wyoming, USA. Un guasto tecnico interrompe per circa 50 minuti le comunicazioni tra il centro di controllo della base aerea Warren del Wyoming e 50 missili nucleari, pari a un quinto dell’arsenale americano. Il portavoce, colonnello Todd Vician dichiara: “I missili sono sempre stati protetti”.

25 Ottobre 2010 – Knolls atomic power laboratory, USA. A causa dello straripamento di un canale sotterraneo drenante almeno 640 galloni di acque reflue contaminate si riversano nel fiume Mohawk. Radonuclidi presenti nell’acqua: cesio 137, stronzio 90, uranio e plutonio. L’incidente sembra sia stato causato da un guasto ad una pompa elettrica e lo sversamento sarebbe andato avanti per almeno 3 ore. La notizia viene data solo l’8 novembre

27 Ottobre 2010 -Bilibino, Russia. Viene fermata per 36 ore, per cause non rese del tutto note, la centrale nucleare di Bilibino

3 Novembre 2010 – Saint-Maur-des-Fossés, Val de Marne, Francia. Lavoratori della 2M Process, un’impresa sussidiaria del Commissariat à l’énergie atomique (Cea) della Francia, a causa di un setaccio molecolare contaminato, sono esposti ad una sostanza radioattiva, il trizio. A tre settimane di distanza (25 novembre) dalla scoperta della contaminazione, la radioattività nell’aria circostante è in aumento. L’inquinamento viene reso pubblico il 6 dicembre. A soli 200 metri di distanza dal collegio Camille Pissarro frequentato da 650 adolescenti, la radioattività dell’aria è aumentata di 1.000 volte (fino a 200.000 Bq/m. cubo) e quella dell’acqua più di 24. Eurodisney si trova a meno di 10 km.. La contaminazione è prevista per diversi mesi.

7 Novembre 2010 – Montpelier, Vermont, USA. Una tubazione della centrale nucleare Yankee del Vermont, causa la perdita di acqua radioattiva obbligando i funzionari allo spegnimento dell’impianto. La perdita viene rilevata nel corso di ispezioni di routine da un tubo lungo due piedi proveniente dal sistema di circolazione facente parte del reattore. Si stima che la perdita è stata di circa sessanta gocce al minuto finite all’interno di un pozzetto di raccolta.

7 Novembre 2010 – Centrale nucleare a nord di New York. Esplode un trasformatore costringendo all’arresto di un reattore. Non viene segnalato nessun ferito e nemmeno fuga di materiale radioattivo

17 Novembre 2010 – Georgia, Caucaso del Sud. In alcune repubbliche ex sovietiche si può acquistare sul mercato nero uranio arricchito per la costruzione di armi nucleari. E’ quanto rivela il Guardian, entrato in possesso di informazioni riservate relative ad un processo in corso a porte chiuse in Georgia. Gli imputati, entrambi armeni, sono un imprenditore e un fisico colpevoli di aver trasportato illegalmente l’uranio arricchito da Yerevan a Tbilisi. Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili aveva informato altri capi di stato dell’arresto dei due durante un summit sul nucleare a Washington in aprile, ma nessun dettaglio del caso era stato finora reso pubblico. Secondo quanto scrive il quotidiano britannico, Sumbat Tonoyan, 63 anni, e il fisico cinquantanovenne Hrant Ohanyan avevano nascosto i 18 grammi di uranio in loro possesso in un pacchetto di sigarette isolato con del piombo, in modo da superare i controlli dei costosi sensori anti-radiazioni installati ai confini degli Stati ex sovietici grazie ai finanziamenti degli Usa.
I due armeni erano convinti di recapitare l’uranio ad un rappresentante di un gruppo islamista e che si trattasse soltanto di un campione al quale avrebbe fatto seguito una consegna più grande. Il loro fornitore in Armenia aveva infatti assicurato loro che maggiori quantità erano disponibili. Non è chiaro dunque quanto uranio arricchito sia in circolazione, ma è la terza volta nel giro di sette anni che il materiale viene intercettato in Georgia. Nonostante negli ultimi anni diversi miliardi siano stati spesi per migliorare la sicurezza dei siti nucleari in diverse parti del mondo, ed i particolare in Russia, dove si troverebbero fino a 7.000 tonnellate di uranio arricchito, molto potrebbe essere stato rubato in passato. L’uranio di cui erano in possesso i due armeni sarebbe stato infatti rubato diversi anni fa, in epoca sovietica, quando i controlli non erano così severi. Nei tre casi georgiani, alcune prove indicherebbero che il materiale era stato trafugato da una centrale nucleare a Novosibirsk, in Siberia

20 Novembre 2010 – Germania. Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb, studiosi del Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco e tra i massimi esponenti della comunità scientifica tedesca hanno esaminato il rapporto tra nascite e prossimità alle centrali nucleari, in Germania e Svizzera. Lo studio ha dimostrato l’esistenza di gravi conseguenze anche in rapporto alla semplice vicinanza a centrali nucleari. Negli ultimi 40 anni, nelle aree a 35 chilometri di distanza da 31 centrali nucleari tedesche e svizzere, il numero delle nascite di bambine risulta inferiore di 20’000 rispetto ai dati attesi.

24 Novembre 2011 – Gli agenti federali statunitensi incaricati del trasporto delle armi nucleari sul territorio statunitense sono rimasti coinvolti in sedici incidenti collegati al consumo di bevande alcooliche negli ultimi due anni.

27 Novembre 2011 – Aumentati in Germania i casi di tumore nell’area intorno al deposito di scorie nucleari di Asse. Lo riferisce il governo della Bassa Sassonia.

4 Dicembre 2011 – Cherbourg, Francia. Una parte del tetto di un edificio del sito che ospita la centrale nucleare di Flamanville crolla sotto il peso della neve. L’EDF assicura che non si sono verificati problemi per i fusti di scorie accatastati al suo interno.

8 Dicembre 2010 – Polonia. In unafonderia vengono rubati contenitori di Cobalto 60

9 Dicembre 2010 – Belgio. Viene chiuso il reattore nucleare Doel 4 a causa di un incendio sviluppatosi nella sala macchine all’esterno del sito. Avviata un’inchiesta per accertare le cause.

11 Dicembre 2010 – Somair, Niger. 200.000 litri di fanghi radioattivi fuoriescono da tre piscine lesionate, gestite da Areva, riversandosi nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair

14 Dicembre 2010 – Bonduefle, Essonne, Francia. Il sito di Bonduefle risulta contaminato in seguito all’utilizzo del setaccio molecolare transitato in loco prima di arrivare a Saint-Maur-des-Fossés (vedi 3 novembre 2010). La contaminazione rivelata in data odierna risale all’inizio del 2010 e a distanza di quasi un anno è di 28 Bq per metro cubo. Una parte dell’acqua altamente radioattiva del “setaccio” è stata «Gettata all’esterno dalla porta di servizio» fina da gennaio 2010, in piena banlieue parigina e nella più completa illegalità (come rileva la Rete “Sortir du nucleaire”). Il setaccio aveva una radioattività totale doppia di quella degli scarichi di trizio liquido di un reattore nucleare da 900 MW durante tre giorni (30,13 GBq al giorno). Le prime abitazioni si trovano a 500 metri, lo stadio a 300 metri e ancora più vicino decine di locali di imprese

15 Dicembre 2010 – Gravelines, Francia. Incidente di livello1 sulla scala INES alla centraòle nucleare di Gravelines. Durante l’effettuazione di un test su un circuito di soccorso dell’unità di produzione 1, scatta l’allarme per l’apertura di una valvola che manda in tilt il circuito che permette di assicurare il raffreddamento del reattore in caso di incidente.

15 Dicembre 2010 – Koeberg, Sud Africa. Viene fermata la centrale nucleare di Koeberg a causa degli alti livelli di radioattività riscontrati nel circuito primario di raffreddamento a causa di barre di combustibile difettose. Il fermo è previsto per un mese.

17 Dicembre 2010 – Saint-Maur-des-Fossés e Bonduefle, Francia. Le ultime analisi della radioattività dimostrano che essa continua a fuoriuscire dai locali dei concessionari del Cea nelle due città della banlieue parigina

22 Dicembre 2010 – Sequoyah, Stati Uniti. Si ferma l’unità 1 della centrale nicleare di Sequoyah a causa di un incendio provocato da una perdita di idrogeno nel generatore elettrico

Fine Dicembre 2010 – Belgio. L’Agence fédérale de contrôle nucléaire (Afcn) rubrica per il 2010 27 incidenti: si tratta di un aumento di circa il 25% rispetto al 2009. Secondo il rapporto, «gli incidenti riguardano essenzialmente disfunzionamenti elettrici e problemi di conformità e sono stati tutti classificati a livello 1, cioè delle anomalie tecniche senza conseguenze». L’Afcn sottolinea che «non ci sono state ripercussioni radiologiche nei siti o al di fuori». il Belgio ha in funzione 7 reattori, in due sole centrali nucleari: Doel, nella provincia di Anversa, e Tihange, nella provincia di Liegi, che insieme producono il 55% dell’elettricità de Paese.

Gennaio 2011 – Russia. L’associazione norvegese Bellona rileva che i reattori nucleari russi vanno in blackout, in media, 1.5 volte l’anno a causa di improvvisi guasti nei sistemi elettrici o connessi ad attività negli impianti. Statisticamente la tendenza attuale è tutt’altro che positiva: si prevedono almeno 48 interruzioni in tutto il 2011.

4 Gennaio 2011 – Quirra, Sardegna, Italia. Un indagine dell’”Unione sarda” denuncia la cosiddetta “Sindrome di Quirra”. Quirra è una località sarda che ospita il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo. I 25 anni (dalla nascita del poligono) sono aumentate le leucemie nella zona. Il dato è impressionante: 40 civili e 23 militari. Ha il cancro il 65% dei pastori che vivono nei pressi dell’installazione militare. Un’indagine veterinaria ha rilevato agnelli nati con due teste o sei zampe oppure addirittura sventrati. In un allevamento a San Lorenzo, sorto 25 anni fa, i veterinari sono venuti a conoscenza di un elevatissimo numero di aborti tra il 1985 e il 1990 e negli ultimi cinque anni sono nati capretti senza organi genitali. Imputato numero uno sono le “polveri di guerra”: nano-particelle di metalli pesanti, causate da esplosioni a temperature elevatissime, raggiungibili solo con l’utilizzo di proiettili arricchiti all’uranio impoverito.

4 Gennaio 2011 – Rostov, Russia. Il reattore della centrale di Rostov, avviato ufficialmente il 10 dicembre 2010, rimane spento per 18 ore dopo un arresto di emergenza avviato dal sistema di protezione elettrica.

5 Gennaio 2011 – Oskarshamn, Svezia. Il reattore 3 della centrale nucleare di Oskarshamn si ferma di nuovo per una riduzione di pressione nella “inside stop part” del reattore

13 Gennaio 2011 – Kalinin, Russia. Alle h.11.55 il sistema automatico di riduzione del carico dimezza la potenza del reattore n. 1. La piena potenza viene ripristinata 23 ore dopo nella giornata del 14 gennaio. L’incidente è avvenuto nonostante l’effettuazione di alcune riparazioni sul gruppo dal 10 al 30 dicembre 2010.

17 Gennaio 2011 – Penisola di Kola, Russia. Il reattore n.4 della centrale nucleare di Kola, nell’omonima penisola della Russia settentrionale (della serie VVER-440) viene arrestato dal personale a seguito dei danni causati da un corto circuito. Il reattore viene rimesso in funzione il 23 gennaio.

17 Gennaio 2011 – Penisola di Kola, Russia. Il Turbogeneratore TG-6 del Reattore n.3 della centrale atomica di Kola viene scollegato dal sistema di protezione automatica di emergenza a causa di un malfunzionamento del circuito. La potenza del reattore viene ridotta di 100 megawatt. Il TG-6 viene riconnesso alla rete nello stesso giorno ed il carico del reattore viene portato a 230 megawatt nella mattina del 18 gennaio.

18 Gennaio 2011 – Rivne (Rovno), Ucraina. ll reattore n.1 (tipo VVER 440) della centrale nucleare di Rivne, in funzione ad una potenza nominale di 440MW, alle 6.32 si arresta automaticamente per danni danni ad un isolatore di base tra il generatore ed il trasformatore della turbina. La piena operatività viene ristabilitaalle h.8.49 del 19 gennaio. Secondo alcuni rapporti, viene segnalata la fuoriuscita di liquido radioattivo.

19 Gennaio 2011 – San Pietroburgo, Russia. Il reattore n.1 della centrale nucleare Leningrad, alle ore 21:50 ha una diminuzione della sua capacità di base( 1.027 megawatt) . Il turbogeneratore (TG-1) viene scollegato dalla rete alle 22:40, al fine di indagare sulle cause del suo malfunzionamento. Il reattore rimane in funzione con una capacità ridotta del 50% (502 megawatt) fino alle 22:57 del giorno successivo, quando il carico del reattore vieneaumentato a 860 megawatt.

19 Gennaio 2011 – Kalinin, Russia. Il reattore n.3 della centrale atomica di Kalinin, nella regione di Tver (della serie VVER-1000) rimane fermo per 15 ore a causa di interruzioni attribuite a “guasti nelle apparecchiature elettriche”.

23 Gennaio 2011 – Avaria. Cisgiordania. In un’intervista a “PressTv”, Mahmud Sa’ada, uno dei 10.000 membri di “Medici internazionali per la prevenzione della guerra nucleare”, denuncia un netto aumento di disordini della tiroide, problemi di sterilità, nascite anomale e casi di cancro nei villaggi attorno alla centrale nucleare israeliana di Dimona, situata nel deserto del Negev. Il villaggio più colpito è quello di Avaria a 30 km dalla centrale. L’uranio rilevato nell’area dall’università di Hebron equivale a ben dieci volte la concentrazione permessa, e valori superiori alla norma sono stati registrati anche per il torio e il cesio. Nel 2004 Israele distribuì ai nomadi del deserto delle pillole contro le radiazioni. Ciononostante, Israele rifiuta di lasciar ispezionare l’impianto agli inviati dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Le fughe radioattive non riguardano solo i terreni israeliani o palestinesi, ma interessano anche la Giordania, la Siria, l’Egitto e persino la Libia

24 Gennaio 2011 – Bushehr, Golfo Persico, Iran. L’impianto nucleare di Bushehr è infettato dal virus informatico Stuxnet spedito da Israele e USA per mettere ko la gestione informatizzata. Gli esperti nucleari russi, che collaborano con quelli iraniani, hanno denunciato (rivolgendosi al Cremlino), che se non viene “rallentato” il programma nucleare iraninao, si andrà incontro, per la difficoltà di gestione degli impianti causata dal virus, ad una pericolosa Chernobyl iraniana.

26 Gennaio 2011 – Norvegia. Una simulazione condotta dalla Norwegian Radiation Protection Authority (NRPA / strålevern Statens), ha previsto un incendio o un’esplosione a Sellafield con la dispersione all’esterno dell’1% del totale degli elementi radioattivi presenti nell’impianto. La posizione geografica della Norvegia e le condizioni metereologiche rendono il paese estremamente vulnerabile ad un disastro che sarebbe incontrollabile specie se colpisse le regioni del Rogaland e Hordaland. I dati meterologici raccolti dal 2008 suggeriscono che la direzione del vento e le precipitazioni disperderebbero un fallout radioattivo sette volte maggiore di quello dell’incidente nucleare di Chernobyl del 1986. Verrebbe colpita duramente la produzione alimentare, in particolare l’allevamento di ovini e caprini. Un potenziale disastro significherebbe intraprendere vaste contromisure forse per decenni, coinvolgendo ogni anno centinaia di migliaia di animali, oltre ad avere forti conseguenze in ambito sanitario, economico e sociale.

Primi di Febbraio 2011 – Sellafield, Gran Bretagna. Il personale della centrale nucleare di Sellafield rinviene una “pozza di liquido marrone” con livelli di plutonio cinque volte superiore al limite. La causa, secondo un rapporto dall’Office for nuclear regulation, è da riferirsi ad una serie di difetti nel design dell’impianto. Un portavoce del gruppo che gestisce Sellafield afferma ”Non c’è stata alcuna dispersione nell’ambiente e nessun pericolo per persone all’esterno della struttura! L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

1 Febbraio 2011 – Francia. L’ EDF segnala un’anomalia classificata al livello 1, presentata su 34 reattori nucleari, nella misura dei flussi di acqua di un sistema di sicurezza utilizzato in circostanze eccezionali.

12 Febbraio 2011 – Blayais (Gironde), Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire), Cruas (Ardèche), Dampierre (Loiret), Gravelines (Nord), Saint-Laurent (Loir-et-Cher), Francia. Evidenziata un’anomalia classificata al livello 1 della scala INES per difetto sui cuscinetti (usura prematura) dei gruppi elettrogeni di soccorso nelle centrali di Blayais, Bugey, Chinon, Cruas, Dampierre, Gravelines, Saint Laurent. I gruppi elettrogeni di soccorso a motore diesel permettono di alimentare i sistemi di sicurezza del reattore in caso di perdita dell’alimentazione elettrica sulla rete nazionale. I cuscinetti sono destinati a limitare le frizioni tra i pezzi mobili dei motori diesel.

16 Febbraio 2011 – Tricastin, Drome, Francia. Riscontrata un’anomalia di tipo generico per un difetto sui cuscinetti (vedi notizia del 12 febbraio) dei gruppi elettrogeni di soccorso. L’ASN (Autorità Sicurezza Nucleare) classifica al livello 2 della scala INES l’incidente. Prevista la sostituzione per il 17 febbraio.

20 Febbraio 2011 – Daejeon, Corea del Sud. Alle 05,30, ora locale, viene lanciato un “white warning” dal Korea atomic energy research institute (Kaeri) Seoul, per il reattore Hanaro da ricerca di 30 megawatt, a Daejeon, a causa di perdite radioattive minori già riscontrate nella notte, intorno alle 1.03. Il reattore è stato spento e il personale dell’impianto è stato immediatamente evacuato.

Marzo 2011 – Torness, Gran Bretagna. Nella centrale nucleare di Torness, trizio radioattivo fuoriuscito da due condotte contamina le acque sotterranee. L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

Marzo 2011 – Hartlepool, Gran Bretagna. Nella centrale nucleare di Hartlepool, a causa di una “valvola difettosa” il sistema di ventilazione di emergenza va fuori uso. L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

11 Marzo 2011 – Fukushima, Giappone. In seguito ad un terremoto e a uno tsunami devastante, viene interessata la centrale di Fukushima: esplode la struttura esterna del reattore numero 1, si susseguono delle esplosioni, vengono coinvolti gli altri reattori e si ha rilascio di radioattività all’esterno. Tutta la cronaca: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1778.0

16 Marzo 2011 – Pickering, Toronto, Canada. L’impianto di Pickering, che dista 35 chilometri da Toronto, riversa “non intenzionalmente” (come afferma la Ontario Power Generation, la società che gestisce l’impianto) nel lago 73mila litri di acqua contaminata. La causa è un malfunzionamento al sistema di scarico. Sono state misurate tracce di trizio nell’acqua, ma – sostengon i responsabili – in quantita’ molto inferiori alla soglia considerata pericolosa per la salute delle persone

Aprile 2010 – Mayak, Federazione Russa. L’associazione ambientalista russa “Ecodefense!” e 23 cittadini di Muslyumovo depositano una class action contro il governo della Federazione Russa, Rosatom, il ministero della Protezione civile, emergenze e calamità naturali e quello della Sanità e dello sviluppo sociale, con la quale chiedono che il fiume Techa venga riconosciuto come “sito di stoccaggio di scorie radioattive” e che i suoi 240 km vengano coperti da un “sarcofago” di cemento, interdetti e chiusi all’accesso. Quello che è certo è che nel Techa, nel periodo staliniano, tra il 1949 e il 1956, sono stati sversati 76 milioni di m3 di scorie radioattive ed è ormai ufficialmente confermato che altri 30 a 40 milioni di m3 sono finiti nel fiume tra il 2001 e il 2004, in piena era putiniana. Secondo “Ecodefense!”, basandosi sui dati disponibili, la quantità totale di scorie radioattive finite nel Techa dall’inizio dell’attività a Mayak arriva all’incredibile cifra di 500 milioni di m3 (vedi anche “Novembre 2011” e “27 Dicembre 2011”)

14 Aprile 2011 – Europa. Giuseppe Onufrio, fisico, ex ricercatore dell’Enea e direttore di Greenpeace, dichiara che 87 reattori in Europa, sui 143 reattori in funzione sono costruiti con standard di sicurezza non più validi. Si va da centrali identiche a quella di Chernobyl – sono attivi ben 14 reattori di questo tipo fra Russia, Ucraina e Lettonia – a quelle prive del doppio guscio protettivo; passando per tecnologie poco sicure come i modelli Candu (solo due in Europa) e centrali semplicemente troppo vecchie

2 Maggio 2011 – Scriba, New York, USA. Shutdown automatico del reattore della centrale nucleare di Nine Mile Point Unit 1. La Constellation Energy Nuclear Group, proprietaria dell’impianto ha dichiarato in una nota che “l’impianto è in una condizione stabile e sicura”. Non noti i motivi tecnici della “arresto automatico” visto che il reattore era stato fuori servizio per manutenzione e per un rifornimento di carburante nucleare. Non si sa quando il reattore sarà riavviato.

3 Maggio 2011 – Prefettura di Fukui, Giappone. Fuoriuscita di materiale radioattivo proveniente dall’acqua utilizzata per raffreddare le barre di combustibile nella centrale di Tsuruga. A causa di una anomalia tecnica lo iodio radioattivo depositatosi nel liquido refrigerante è stato rinvenuto nel reattore “Tsuruga-2”, il più recente dei due presenti. L’Atomic Power Co. ha “spento” il reattore.

5 Maggio 2011 – Mar Artico, Siberia Occidentale, Federazione Russa. Perdita di materiale nucleare a bordo della nave rompighiaccio russa, a propulsione nucleare, Taimyr. La fuga di materiale radioattivo alla Taimyr, si è verificato quando la nave stava lasciando il fiume siberiano Ienissei, che sfocia nell’Oceano Artico, costringendola a rientrare verso il porto di Mourmansk, nel mare di Barents, sede della più grande flotta al mondo di rompighiaccio a propulsione nucleare. La causa della fuoruscita, ipotizza l’agenzia federale, potrebbe essere nel sistema sigillante del primo involucro del reattore. “Se la situazione dovesse peggiorare – ha dichiarato Andrei Smirnov, responsabile della Rosatom – il sistema del reattore sarà fermato e comincerà il processo di raffreddamento”

17 Maggio 2011 – Tricastin, Francia. Durante la costruzione di una parte del reattore numero uno della centrale della EDF, 2 tonnellate di metallo utilizzate per l’esecuzione del test sul ponte di manutenzione, sono cadute da un’altezza di circa 15 metri. Secondo l’EDF, gli operai avevano appeso due carichi di 2 tonnellate ciascuno al carrello del ponte. Durante la manovra il carico è scivolato, danneggiando il coperchio del reattore. Una delle accuse è stata effettuata sullo strumento utilizzato che ha ceduto. Come misura precauzionale, il cantiere è stato sospeso e gli operai, circa una trentina, hanno lasciato l’edificio del reattore

25 Maggio 2011 – Marcoule, Francia. Nell’impianto di riprocessamento Centraco a Marcoule va in tilt il sistema di allarme antincendio dell’impianto di incenerimento. Il solo impianto Centraco ha registrati ben diciotto incidenti dal 2000 ad oggi (di cui uno di livello 2 nel 2009)

Fine Maggio 2011 – Kakrapar, India. Quattro operai, per un improvviso guasto, vengono esposti ad una fuga radioattiva mentre stavano eseguendo un lavoro di pittura presso la sala di controllo della centrale di Kakrapar nel Gujarat

Fine Maggio 2011 – Ambivere, Bergamo. L’acciaieria Somet fonde accidentalmente una sorgente di radio 226. La sorgente di radio scoperta ad Ambivere era nascosta in un carico di rottami. Finita nel forno F9, ha contaminato circa 30 tonnellate di schiume di alluminio, ora isolate e messe in sicurezza. I controlli dell’Arpa hanno escluso la fuga radioattiva: nessun rischio né per la popolazione né per i dipendenti

Giugno 2011 – Chernobyl, Ucraina. Un rapporto dell’Agenzia Ambientale della Gran Bretagna rivela che gli ultimi dati del 2009, hanno portato a porre restrizioni a 343 fra aziende agricole ed allevamenti (soprattutto in Cumbria), per un totale di 190.000 ovini, ancora colpiti dal fall out del disastro di Chernobyl del 1986

4 Giugno 2011 – Anshas, Egitto. Nella centrale di Anshas esplode una pompa de vapore, disperdendo 10.000 litri di acqua radioattiva nel delta del Nilo. Incidente classificato a livello 3 della scala INES

9 giugno 2011 – Federazione Russa. Un rapporto ufficiale presentato durante una riunione del Consiglio di Stato presieduto direttamente da Dmitri Medvedev, indica che sono stati riscontrati ben 32 diverse tipologie di problemi nelle centrali russe. Come se non bastasse, in nessuna struttura sarebbe stata testata la resistenza a potenziali shock quali quelli causati da un terremoto, come già successo a Fukushima

11 Giugno 2011 – Paluel, Normandia, Francia. Viene fermata la centrale di Paluel dopo un incidente che ha coinvolto le barre durante un cambio di carburante nel mese di aprile. Secondo alcune testimonianza da oltre un mese vi sono fughe radioattive nascoste con contaminazione di alcuni lavoratori. Secondo Mediapart tra il 2001 e il 2008 ci sarebbero state una trentina di fughe di gas non dichiarate nelle centrali nucleari francesi, una situazione “che dimostra che il sistema e’ vulnerabile”

17 Giugno 2011 – Calhoun, Nebraska, USA. La piena del fiume Missouri causa l’allagamento di milioni di ettari di suolo agricolo e colpisce la centrale nucleare di Calhoun nel Nebraska. Rischio per le pompe di raffreddamento e per le 840 ton. di scorie radioattive contenute. Dichiarata la no fly zone sopra la centrale. Situazione classificata a livello 4 della scala INES

17 Giugno 2011 – Cooper, USA. centrale di Cooper minacciata da inondazioni come quella di Calhoun

22 Giugno 2011 – Stati Uniti. Un’inchiesta promossa dalla Associated press, in collaborazione con la Nuclear Regulatory Commission (NRC, l’agenzia Usa di sicurezza nucleare) e che ha preso in esame sia la sicurezza che le condizioni generali degli impianti nucleari, rivela in 48 siti nucleari su 65 vi sarebbero preoccupanti perdite di trizio (un isotopo radioattivo dell’idrogeno altamente cancerogeno) dovute alle tubazioni corrose che scorrono sotto le vecchie centrali costruite negli anni ’60 e ’70. Nel documento si legge inoltre che, nella maggior parte dei casi, le fughe radioattive possono rimanere nascoste per anni, magari riparando in modo superficiale le tubature o i serbatoi danneggiati e rimuovendo le acque o i campioni di suolo contaminati. Una delle cause è rappresentata sicuramente dall’inadeguatezza dei materiali impiegati, ma è chiaro che la causa principale è la corrosione dovuta ai decenni di utilizzo. Come se non bastassero le condizioni preoccupanti degli impianti, l’inchiesta ha rivelato la fragilità dell’industria nucleare civile americana anche, e soprattutto, dal punto di visto della sicurezza in caso di calamità naturali

28 Giugno 2011 – Marcoule, Francia. Incidente nell’impianto Melox di assemblaggio del combustibile Mox, miscela di uranio e plutonio

29 Giugno 2011 – Torness, Scozia, Gran Bretagna. La centrale nuckeare di Torness viene spenta manualmente a causa dell’intasamento dei filtri di raffreddamento dovuto ad un improvvisa invasione di meduse. Il blocco è previsto per circa una settimana

30 Giugno 2011 – Calhoun, Nebraska, USA. In seguito all’alluvione causata dalla piena del Missouri, l’acqua travolge le barriere poste a protezione dell’impianto facendo saltare l’allacciamento alla corrente elettrica. Un rapporto del 2010 segnalava la mancanza a Fort Calhoun di strutture adeguate nel caso di un’inondazione, soprattutto considerando che nel sito la maggior parte dei macchinari nevralgici si trova nel sottosuolo

2 Luglio 2011 – Tricastin, Francia. Una colonna densa di fumo si leva dalla centrale a Tricastin, nei pressi di Marsiglia. Dopo un’esplosione prende fuoco, senza conseguenze, un trasformatore della zona non nucleare dell’impianto. Le fiamme sono state subito domate

6 Luglio 2011 – Tokai, Giappone. Un rogo si sviluppa in un impianto della Japan Atomic Powerè per lo smaltimento di scorie nucleari accanto al reattore N.2 di Tokai, nell’Est del Giappone, mentre gli operai stavano spostando i rifiuti in una vasca

7 Luglio 2011 – Balakovo – Federazione Russa. La quarta unità unità della centrale nucleare di Balakovo viene chiusa a causa di un temporale che ha interessato le due linee elettriche che forniscono energia elettrica per la quarta unità

8 Luglio 2011 – Southampton, Scozia, Gran Bretagna. sparatoria con un morto e un ferito sull’Astute, sommergibile nucleare di ultima generazione. La polizia britannica arresta il militare che ha aperto il fuoco, rassicurando sulla natura dell’incidente che non avrebbe nulla a che fare con il terrorismo. Il ministero della Difesa rassicura la popolazione riferendo che non vi è nessun pericolo.

26 Luglio 2011 – Chernobyl, Ucraina. A 25 anni di distanza il pesce della Cumbria (Gran Bretagna) porta ancora i segni della contaminazione di Chernobyl. Preoccupante è il dato della dose massima di irradiazione che ogni cittadino avrebbe ricevuto dal consumo di questo pesce, che è stata valutata essere fino a 10% superiore del limite stabilito annualmente

3 Agosto 2011 – Alcuni siti russi (v. interkavkaz.com) si apprestano a diffondere le informazioni secretate sui test nucleari eseguiti, dal 1980 al 1984, nella regione di Astrakhan, nell’ambito del programma “Vega” (sono state condotte 15 esplosioni nucleari sotterranee). Nel sottosuolo vi sono ancora 13 impianti di stoccaggio sotterraneo con cariche nucleari. Questi pozzetti nucleari e i test hanno avvelenato l’acqua del Volga con perdita di fauna ittica (il pesce Astrakan) e strane malattie del bestiame in superficie. I dati sulla salute della popolazione in questa regione non sono resi pubblici, ma si riscontra un aumento dei cancri, dell’infertilità, dell’asma familiare, delle malattie legate alla forte l’inibizione del sistema immunitario

6 Agosto 2011 – Baia di Bohai, Cina. Secondo fonti americane sarebbe occorso un incidente ad un sottomarino cinese a propulsione nucleare nella baia di Bohai, al largo delle coste nordorientali della Cina

21 Agosto 2011 – Chengdu, Cina. Incendio, in piena città, presso il reattore di ricerca dell’Istituto di Ingegneria Nucleare. Non note altre notizie

8 Settembre 2011 – Budapest, Ungheria. l’Hungarian Atomic Energy Authority comunica un rilascio, protrattosi poi fino al 16 novembre, di Iodio 131 da parte dell’Istituto Nucleare di Budapest che produce radioisotopi per la salute, la ricerca e per applicazioni industriali. La nube radioattiva si è diffusa dalla Polonia alla Francia, passando per Germania e Austria, e raggiungendo la Svezia e la Repubblica Ceca

12 Settembre 2011 – Mercoule, Francia. esplosione all’interno di una fornace per il riciclaggio di scorie radioattive. Muore un operaio, 4 rimangono feriti. Le analisi dell’ISNR parlano di “assenza di radioelementi artificiali” nei dintorni della centrale

17 Settembre – Cernavoda, Romania. Uno dei due reattori della centrale nucleare rumena di Cernavoda, nel sud-est del paese, viene spento per problemi al sistema di alimentazione da combustibile

19 Settembre 2011 – Francia. Dopo Fukushima l’Authority per la sicurezza nucleare francese (ASN) ha esaminato il grado di sicurezza di 19 impianti. È risultato che in caso di terremoto o comunque di interruzione dell’approvvigionamento di energia elettrica, ben 8 impianti sembrano sprovvisti delle adeguate contromisure: Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban, Le Blayais

3 Ottobre 2011 – Genkai, Giappone. Improvviso arresto del reattore numero quattro nella centrale atomica di Genkai, situata nella provincia sud-occidentale di Saga. Non rese note le cause del blocco automatico

4 Ottobre 2011 – Dessel, Belgio. Tre persone, durante un’ispezione AIEA, vengono contaminate in seguito ad un incidente nell’ impianto per il trattamento dei rifiuti nucleari di Dessel a causa della rottura di una fialetta di plutonio caduta in terra. L’incidente è stata classificato a livello 2 della scala INES; le autorità belghe riferiscono che l’area dell’incidente è stata isolata e che non c’è stato rilascio di radioattività nell’ambiente

11 Ottobre 2011 – Federazione Russa. il direttore generale della Rosatom (l’agenzia russa per l’energia nucleare) Sergej Kirienko decide di prolungare a 45 anni la vita di ben 11 centrali modello “Chernobyl”, ovvero reattori di vecchia generazione, strutturalmente privi delle misure di sicurezza propri di gran parte delle centrali occidentali. I progettisti sovietici che avevano fatto costruire questi reattori avevano suggerito di spegnere queste centrali dopo 30 anni di attività. 4 di questi reattori sono alle porte di San Pietroburgo, metropoli da 5 milioni di abitanti

18 Ottobre 2011 – Karachi, Pakistan. Stato di emergenza per 7 ore nell’impianto nucleare di Karachi per fuoriuscita di acqua da un reattore. Non segnalate fughe radioattive

22 Ottobre 2011 – Oskarshamn, Svezia. Uno dei reattori della centrale nucleare di Oskarshamn, in Svezia, viene spento in seguito a un incendio sviluppatosi all’interno dell’impianto. La società che gestisce la centrale, la Okg, conferma la notizia, precisando che il rogo è scoppiato nella sala turbine del reattore numero 2. L’incendio sarebbe stato causato da una fuoriuscita di petrolio, mentre il reattore sarebbe stato fermato solo per ragioni precauzionali. Paura di fuga radioattiva fra gli abitanti della zona e anche in alcune zone della Russia nordoccidentale non lontane dalla centrale

26 Ottobre 2011 – Tokai, Giappone. Fuga di acqua radioattiva nell’impianto nucleare di Tokai causata per errore da un dipendente che ha allentato un bullone nella vasca per la pressione. Quattro dipendenti sono stati esposti all’acqua radioattiva, ma non è stata confermata nessuna fuga radioattiva interna, né tantomeno esterna

Novembre 2011 – Mayak, Federazione Russa. L’associazione ambientalista russa Planet of Hopes esegue dei prelievi dal fiume Techa vicino al villaggio di Muslyumovo (il fiume e il villaggio si trovano presso l’impianto di Mayak, nella città nucleare chiusa di Ozersk, l’unico operativo in tutta la Russia per il ritrattamento di combustibile nucleare esaurito dei reattori Vver-440 reattori e dei sottomarini nucleari, ma riprocessa anche combustibile importato da altri Paesi. Da decenni sversa veleno radioattivo nel fiume Techa e da qui nel lago Karachai che, secondo diverse fonti, sono i posti più contaminati da radiazioni di tutto il pianeta. A Mayak è anche avvenuta nel 1957 – ma resa nota solo nel 1989 – la più grande catastrofe nucleare della storia dopo quelle di Chernobyl e di Fukushima Daiichi, conosciuta come il disastro di Kyshtym, quando esplose un container con scorie altamente radioattive nella Mayak chemical combine, contaminando circa 20.000 km2 e 270.000 persone). Le analisi sui prelievi effettuati da Planet of Hopes dimostrano un livello di radiazioni di fondo 79 volte superiore alla norma. La gente locale continua ad utilizzare l’acqua del fiume per le attività domestiche ed agricole: una parte dei radionuclidi sono già passati dal fiume Techa, attraverso i prodotti a base di carne e latte, nella popolazione umana residente lungo la rive del Techa (vedi anche “aprile 2010” e “27 Dicembre 2011”)

25 Novembre 2011 – Zaporizhia, Ucraina. Il secondo reattore della centrale nucleare di Zaporizhia, nell’Ucraina sudorientale, si spegne a causa di un guasto al sistema di raffreddamento del generatore. Per l’ufficio stampa della centrale: “Livello di radioattività nella norma”

28 Novembre 2011 – Isfahan, Iran. In seguito a probabile attacco dei servizi segreti israeliani un’esplosione interessa gli impianti di arricchimento dell’uranio della centrale di Isfahan

Dicembre 2011 – Romania, Cernavoda. Il reattore della centrale diCernavoda si blocca a causa di una perdita di acqua distillata.

5 Dicembre 2011 – Nogent-sur-Seine, Francia. Attivisti francesi di Greenpeace, simulando un attacco terroristico, penetrano nella centrale di Nogent-sur-Seine, a neanche 100 km da Parigi. L’attentato terroristico, stavolta, si limita a manifestarsi con uno striscione. Il messaggio però è chiaro: l’impianto è estremamente vulnerabile e, quindi, il nucleare sicuro non esiste

9 Dicembre 2011 – Genkai, Giappone. Perdita di 1,8 tonnellate di acqua radioattiva usata per il raffreddamento del reattore numero 3 all’interno della centrale nucleare di Genkai. Dopo la perdita si è registrato un lieve aumento della radioattività fuori dall’impianto

15 Dicembre 2011 – Mare di Kara, Siberia, Russia. Un incendio divampa a bordo di una nave rompighiaccio a propulsione nucleare, la Vaygach, nelle acque della Siberia. Muoiono due uomini dell’equipaggio. Un terzo rimane intossicato dal fumo. «Non si è verificata alcuna fuga radioattiva» ha assicurato il ministero per le situazioni d’emergenza. Le fiamme, divampate nella zona degli alloggi, sono state domate dopo oltre due ore. L’incidente è avvenuto vicino alla foce del fiume Yenisei, sulla costa settentrionale della Russia, nel mare di Kara. «Il fuoco» ha aggiunto il ministero sul suo sito web «non ha raggiunto i reattori e i livelli di radiazioni sono normali».

22 Dicembre 2011 – Bosco Marengo, Italia. Principio d’incendio nel vecchio impianto nucleare di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Le fiamme sono state subito spente dagli operai presenti nello stabile, attualmente impegnati nelle operazioni di dismissione dell’ex centrale nucleare, e poi dai Vigili del Fuoco di Alessandria. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è stato provocato dal cattivo funzionamento di un macchinario presente all’interno della centrale

26 Dicembre 2011 – Federazione Russa. Il ministero russo per le emergenze, citato dall’agenzia ufficiale RIA-Novosti, rivela, in una nota, che nelle acque che bagnano la Russia sono presenti circa venticinquemila “oggetti pericolosi” affondati che “contengono sostanze solide radioattive”. Si parla del Mar Baltico, del Mar Bianco, del Mare di Barents, del Mare di Kara, del Mar Nero, del Mare di Okhotsk e del Mar del Giappone. Come puntigliosamente elencato dal portavoce del ministero, Oleg Kuznetsov; tra gli “oggetti” compaiono i numerosi sommergibili nucleari affondati (per incidente o deliberatamente con i loro reattori e in alcuni casi con missili, siluri e proiettili nucleari) e ancora navi affondate con carichi tra cui contenitori di isotopi radioattivi a uso medico, industriale o militare, aerei caduti con i loro carichi di armi, bombe inesplose nel corso di esperimenti e chi più ne ha più ne metta. Le aree marine più dense di oggetti pericolosi sono quelle del Mare di Kara, al largo delle coste orientali dell’arcipelago di Novaya Zemlya, e quelle del Mar del Giappone al largo dell’isola di Sakhalin; la maggior parte degli “oggetti” giacciono su fondali ad oltre 500 metri di profondità, ha precisato Kuznetsov, e sono “accuratamente monitorati” in modo da poter “intervenire prontamente nel caso in cui si manifestino pericoli di fuoruscita dei materiali radioattivi dai relativi contenitori”. Quali interventi siano previsti in tal caso, non è stato precisato.

27 Dicembre 2011 – Mayak, Federazione Russa. L’associazione russa “Ecodefense!” rivela a Bellona News che è riuscita ad ottenere ed inviare ai media una sentenza di un tribunale che conferma quanto il monopolista statale del nucleare russo, Rosatom, ha pervicacemente negato per anni: «il famigerato impianto di ritrattamento delle scorie nucleari di Mayak, negli Urali, non ha mai smesso di scaricare i sottoprodotti radioattivi del ritrattamento nel vicino fiume Techa, la fonte di approvvigionamento idrico domestico per migliaia di abitazioni dell’area”. (Per maggiori informazioni vedi la notizia di “Novembre 2011” e “Aprile 2010”). E’ la prima volta che gli ambientalisti russi sono riusciti ad entrare in possesso di un documento così autorevole che dimostra che la contaminazione radioattiva intorno a Mayak si è verificata dopo recenti attività di scarico, e non per il fallout dell’incidente avvenuto 53 anni fa. Il documento indica che tra il 2001 e il 2004, circa da 30 a 40 milioni di m3 di scorie radioattive sono finiti nel fiume Techa, presso l’impianto di ritrattamento, che “ha causato la contaminazione radioattiva dell’ambiente con l’isotopo stronzio-90″. L’area è abitata da 4.000 a 5.000 residenti. Le misurazioni effettuate in prossimità del villaggio di Muslymovo, che ha sofferto il peso sia dell’incidente del 1957 che degli scarichi radioattivi degli anni ‘50, hanno dimostrato che l’acqua del fiume, secondo le linee guida del Regolamento sanitario per la gestione dei rifiuti radioattivi, del 2002, è “qualificata come rifiuti radioattivi liquidi”. Il documento inoltre afferma che “l’aumento delle radiazione di fondo ai livelli dichiarati causa pericolo per la salute e la vita dei residenti [...] come le conseguenze [... che si sono sviluppate] in oltre due anni sotto forma di leucemia acuta mieloide e in cinque anni in forma di altri tipi di cancro

29 Dicembre 2011 – Roslyakovo, Murmansk, Russia. Incendio nel sottomarino nucleare russo Ekaterininburg, un K-84 costruito nel 1984. Le fiamme si sono sviluppate a causa delle impalcature in legno intorno allo scafo. Il portavoce della Flotta del Nord, il capitano Vadim Serga, assicura che “non è possibile che le fiamme oltrepassino la scocca esterna e non vi è minaccia per gli equipaggiamenti a bordo”, ovvero per il reattore e i sistemi d’arma. Il giorno dopo, 30 dicembre, viene data conferma dello spegnimento dell’incendio già annunciato, invece, il giorno prima. Si scopre così, tramite le parole del Ministro delle Situazioni di Emergenza, Sergei Shoigu, che sono stati impegnati 400 pompieri e 72 unità. Il presidente del Cremlino, Dmitri Medvedev, incarica il vice premier Rogozin e Sechin di investigare sull’incendio. 7 persone sono ricoverate in ospedale a seguito di inalazione del fumo durante l’incendio verificatosi nel villaggio ‘nucleare’ di Roslyakovo, a pochi chilometri da Murmansk. In data 30 dicembre un numero imprecisato di membri dell’equipaggio rimane a bordo del sottomarino con il compito, secondo quanto precisa il ministero della Difesa, di tenere sotto controllo la temperatura e i livelli di anidride carbonica all’interno del sottomarino. Il Ministero russo delle Situazioni d’emergenza dichiara che il livello di radioattività nella località di Roslyakovo è nella norma e non rappresenta “una minaccia per la popolazione”. Afferma il Ministero: “Questi parametri sono nella forchetta di fluttuazione della radiazione naturale. Non c’è alcuna minaccia per la popolazione”.

dal 16 al 23 Gennaio 2012 – Norvegia, Svezia, Finlandia. L’ associazione ambientalista nordeuropea Bellona rivela che tracce di Iodio 131 sono state rintracciate nell’aria della Scandinavia dal 16 al 23 gennaio. Secondo l’agenzia per la sicurezza nucleare finlandese Stuk la fonte dello Iodio-131 è un reattore per la produzione di isotopi a Budapest, in Ungheria.

Inizio di Febbraio – Austria. Un comunicato stampa sul sito austriaco dell’Ages (l’agenzia per la salute e la sicurezza alimentare) denuncia nuovamente la presenza di Iodio 131 nell’aria sul territorio dell’Austria.

29 Gennaio 2012 – Regione di Guangdong, Cina. Un incidente tecnico (reso noto il 3 febbraio) si è verificato nell’impianto nucleare Ling’ao nella provincia del Guangdong, nel Sud della Cina a circa 50 chilometri da Hong Kong. Non è stata rilevata alcuna fuga di radiazioni, a detta delle autorità. Il gestore dell’impianto nucleare ha fatto sapere che si è trattato di alcuni dati errati che sono stati introdotti nel sistema di controllo causandone il malfunzionamento. La società ha aggiunto che l’errore è stato immediatamente corretto e non ha causato alcun problema, non incidendo in alcun modo sulla sicurezza della centrale.

5 Febbraio 2012 – Mosca, Russia. Incendio presso l’Istituto di Fisica teorica e sperimentale Abram Alikhanov, nel settore sud ovest di Mosca. L’istituto ospita il primo reattore dell’Unione Sovietica ad acqua pesante, progettato alla fine del 1940 come parte del programma del dittatore Josef Stalin di sviluppare armi nucleari.”Nessun rischio di contaminazione nucleare” è quanto hanno affermato le autorità.

9 Febbraio 2012 – Mühleberg, cantone di Berna, Svizzera. Blocco del reattore svizzero di Mühleberg per un errore umano, risolto poi nel giro di poche ore. Non c’è stato alcun rilascio di radioattività nell’aria, assicurano le autorità elvetiche.

24 Marzo 2012 – Beznau, Svizzera. Fuga di vapore (secondo il gestore dell’impianto) dalla centrale di Beznau, l’impianto più vecchio al mondo ancora in funzione. I tecnici hanno dovuto spegnere manualmente uno dei due reattori, a causa di un problema tecnico ad una delle pompe dell’impianto di raffreddamento. Secondo i gestori della centrale, è stata solo una misura precauzionale e nei prossimi giorni sarà possibile riattivarlo. Il problema riguardava la sigillatura della pompa che non era più a tenuta stagna.

5 Aprile 2012 – Rennes, Francia. Blocco automatico del reattore nucleare nella centrale atomica di Penly in seguito all’attivazione del sistema anti-incendio a causa del diffondersi di fumo denso nei locali del complesso. Secondo il gestore dell’impianto non sussiste il pericolo di fuga di radioattività.

5 Aprile 2012 – Fukushima, Giappone. Scoperta una fuga di acqua radioattiva in una conduttura di un impianto di desalinizzazione della centrale nucleare. Sono fuoriuscite almeno 12 tonnellate d’acqua con radioattività superiore ai 100.000 becquerel per centimetro cubo. Una parte dell’acqua è finita in mare. Dopo la chiusura delle valvole la fuga si è arrestata in mezz’ora.

22 Aprile 2012 – Yamaguchi, Giappone Alle 02,20 un fulmine causa l’esplosione del complesso petrolchimico di Mitsui Chemicals. Nell’impianto sono immagazzinate 3379 unità di rifiuti radioattivi (200L in ogni unità) e di Uranio).A distanza di 6 ore giapponese) si registra una seconda esplosione. Nessuna informazione disponibile su eventuali fughe radioattive

23 Maggio 2012 – Kittery, Maine, USA. Quattro vigili del fuoco rimangono feritiUniti nell’incendio divampato a bordo del sottomarino nucleare USS Miami.

25 Maggio 2012 – Fordo, Iran. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica scoperto tracce di uranio arricchito a un livello del 27% nel sito nucleare sotteraneo iraniano di Fordo (l’Iran aveva dichiarato un arricchimento massimo del 20% per la produzione di energia nucleare per scopi civili).

Giugno 2012 – Doel, Belgio. Una crepa tra i 15 e 20 millimetri viene scoperta durante un test di routine nella struttura protettiva di cemento armato che circonda il nucleo

18 Giugno 2012 – Beznau, Svizzera. Nel corso della revisione annuale della centrale nucleare di Beznau 1 viene riscontrata un’irregolarità in una saldatura della parte interna del mantello del reattore

21 Giugno 2012 – Ringhals, Svezia. Un gruppo di addetti alla sicurezza svedesi scopre dell’esplosivo sospetto, all’interno di un camion, che era diretto ad uno degli edifici che compongono la centrale nucleare di Ringhals

23 Giugno 2012 – Rawatbhata, Rajasthan Atomic Power Station. 38 lavoratori, vengono esposti a radiazioni durante lavori di manutenzione in un condotto refrigerante. Due, fra loro, rimangono esposti ad una quantità di radiazioni pari al limite massimo annuale

30 Giugno 2012 – Canton Soletta, Svizzera. A causa di un diodo difettoso verso le 18.30 viene erroneamente emesso un segnale d’allarme, che conduce allo spegnimento rapido del reattore della centrale nucleare di di Gösgen. Il gestore comunica l’assenza di fuoriuscita radioattiva e che l’impianto è in uno stato sicuro.

9 Luglio 2012 – Canton Soletta, Svizzera. La centrale nucleare di Gösgen riducela produzione di elettricità della metà, a causa di vibrazioni in due pompe a acqua.I vertici della struttura hanno assicurato che non vi è alcun pericolo per la popolazione. Il calo di produzione durerà qualche giorno, per evitare che le pompe subiscano danni a causa delle vibrazioni.

19 Luglio 2012 – Rawatbhata, Rajasthan Atomic Power Station. 4 tecnici, intenti a riparare la chiusura di una conduttura che presentava una falla, vengono esposti a radiazioni dell’idrogeno-3 (o trizio, 3H o T, un isotopo radioattivo dell’idrogeno).

28 Luglio 2012 – Oak Ridge, Tennessee, USA. Tre attivisti pacifisti riescono a infiltrarsi a Y-12, una struttura legata al Dipartimento dell’Energia situata a Oak Ridge, i sfruttando alcuni buchi nel sistema di sicurezza. All’interno della struttura è conservato sia plutonio cheuranio altamente arricchito (HEU)

Agosto 2012 – Anversa, Belgio. Individuazione di crepe nel serbatoio principale del reattore da 1.000 megawatt Doel 3. Il reattore viene fermatoi per scaricare il serbatoio del combustibile nucleare

Agosto 2012 – Liegi, Belgio. Individuazione di crepe nel serbatoio del reattore 2 della centrale Tihange. Il reattore viene fermato. Per Electrabel potrebbe anche trattarsi di difetti dovuti ad idrogeno formato all’interno dell’acciaio durante la forgiatura del serbatoio 40 anni fa. ll reattore viene fermato per scaricare il serbatoio del combustibile nucleare.

22 Agosto 2012 – Three Mile Island, Pennsylvania, USA. Il malfunzionamento di una pompa di raffreddamento attiva le procedure automatiche di spegnimento del reattore della centrale nucleare americana di Three Mile Island.

5 Settembre 2012 – Fessenheim, Francia. Incidente chimico per perdita di vapore di acqua ossigenata in seguito all’iniezione in un serbatoio di perossido di idrogeno che ha reagito con l’acqua. Due ustionati.

14 Settembre – Murmansk, Russia. Comincia lo smantellamento della nave Lepse, da oltre 20 anni erma nel porto russo di Murmansk. Nella stiva sono ammassati 639 “spent nuclear fuel assemblies”, ovvero centinaia di tonnellate di materiale radioattivo, tra cui barre danneggiate provenienti dalla rompighiaccio Lenin a cui faceva da appoggio come nave da rifornimento. Durante la Guerra Fredda, la Lepse ha partecipato al tragico scarico di scorie radioattive nei mari di Barents e Kara, disseminando i fondali dell’Artico di pericoloso materiale radioattivo.

20 Settembre 2012 – Three Mile Island, Pennsylvania, USA. Il malfunzionamento di una pompa di raffreddamento attiva le procedure automatiche di spegnimento del reattore della centrale nucleare americana di Three Mile Island. Si tratta della seconda volta in un mese.

Ottobre 2012 – Saluggia, Vercelli, Italia. Rilevate due fessure nella vasca di stoccaggio WP179 dell’impianto nucleare Eurex di Saluggia contenenteliquidi radioattivi con isotopi quali il Cesio 137 e l’Americio. Le perdite, secondo l’Arpa, sono circoscritte. Le fessure sono state scoperte quando la Sogin ha avviato i lavori per evitare che la vasca si riempisse di acqua piovana, in modo da scongiurare traboccamenti. La vasca, edificata mezzo secolo prima, non era stata realizzata per ospitare le scorie e servire da centro di deposito e stoccaggio

Ottobre 2012 – Penly, Senna Marittima, Francia. Fuga in mare di trizio a seguito di un incidente registrato alla centrale nucleare di Penly, nel dipartimento della Senna Marittima.

1 Ottobre 2012 – Commissione Europea. Comunicazione odierna della Commissione europea sui risultati dei test di resistenza (stress test) degli impianti nucleari:
1. Terremoto e rischio di inondazioni. Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (per il rischio di terremoti) e 62 reattori (per il rischio di inondazioni) sui 145 controllati.
2. Ogni centrale nucleare dovrebbero disporre di strumenti sismici in situ per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. Tali strumenti andrebbero installati o migliorati in 121 reattori.
3. Dovrebbero essere presenti sistemi di ventilazione con filtro dell’involucro di contenimento per permettere la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. 32 reattori non sono ancora dotati di questi sistemi.
4. Anche in caso di devastazione generale le attrezzature per far fronte a gravi incidenti dovrebbero essere conservate in luoghi protetti dove potrebbero essere rapidamente recuperate. Ciò non avviene nel caso di 81 reattori nell’UE.
5. Dovrebbe essere disponibile un secondo locale di controllo di emergenza qualora la stanza di controllo principale sia inagibile in caso di incidente. Questi non sono disponibili in 24 reattori.
17 paesi hanno partecipato pienamente ai test di resistenza (tutti i 14 paesi dell’UE con centrali nucleari attive, la Lituania con una centrale in fase di disattivazione, più l’Ucraina e la Svizzera).

2 Ottobre 2012 – Corea del Nord. Un allarme per rischio incidente all’interno di una centrale nucleare è stato diffuso oggi in Corea del Sud, presso gli stabilimenti di Shingori e di Younggwang. Per evitare che si avviassero danni al sistema, è stato subito lanciato un allarme con il quale la procedura di raffreddamento dei meccanismi di fusione è stata portata a compimento e i reattori hanno smesso di funzionare. Sembra non abbiano prodotto alcun tipo di danno alla struttura e non abbiano provocato fuoriuscite di materiale pericoloso.

13 Ottobre 2012 – Washington, USA. Incidente tra due unita’ navali statunitensi: un incrociatore classe Aegis (Ticonderoga) si scontra con un sottomarino a propulsione nucleare durante un’esercitazione al largo della costa orientale degli Stati Uniti, causando la distruzione della cupola sonar della nave da guerra e altri danni, ma nessun ferito. Lo rende noto la Marina militare americana che senza fare presente il luogo esatto dell’incidente, precisa che il reattore della propulsione nucleare del sottomarino non ha subito danni.

23 Ottobre 2012 – Kozloduy, Bulgaria. Uno dei due reattori di produzione russa, da mille megawatt ciascuno, ancora in funzione nella centrale nucleare bulgara di Kozloduy, viene fermato a causa di un difetto nei comandi del turbogeneratore. Nel dare la notizia, la centrale ha assicurato che non c’e’ stato un aumento della radiazione sul territorio

24 Ottobre 2012 – Flamanville, Francia. Dalle ore 23.15 del 24/10 alle ore 05.00 del 25/10, fuga radioattiva su una linea ausiliaria del circuito primario del reattore n ° 1 di Flamanville, causata da un incidente di manutenzione. La perdita ha obbligato gli operatori a seguire le linee guida e iniziare l’arresto a freddo, diminuendo rapidamente la pressione e la temperatura dell’acqua. La ASN ha provveduto subio a rassicurare: il personale Edf presente durante le operazioni è stato subito evacuato, mentre nessun locale della struttura è stato contaminato.

28 Ottobre 2012 – Krsko, Slovenia. La centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a circa 150km in linea d’aria da Trieste, viene preventivamente fermata a causa delle difficoltà dovute all’alto livello del fiume Sava, le cui acque servono al raffreddamento del sistema. Lo riferisce l’agenzia di stampa slovena Sta, citando un comunicato della centrale di Krsko. La produzione viene fermata manualmente alle 10.58, quando viene notato che nel fiume Sava, dopo le forti piogge del giorno prima, si era accumulata un’alta quantità di foglie ealtre impurità che avrebbero potuto diminuire l’efficacia del sistema di raffreddamento secondario della centrale.

30 Ottobre 2012 – Oyster Creek, New Jersey, USA. Allerta attorno alla centrale nucleare di Oyster Creek,nel sud del New Jersey, a 40 miglia da Atlantic City dove l’uragano Sandy ha devastato tutto al suo passaggio.

2 Novembre 2012 – Torino, Italia. Trovati a Torino due vassoi radioattivi, contaminati da cobalto-60. I vassoi erano stati intercettati alcuni giorni prima in un negozio del centro di Torino dopo che il 29 ottobre era stato diramato un allarme europeo partito dalla Spagna dove si era scoperta la radioattività del prodotto. Erano appena stati consegnati nel negozio torinese quando, durante un controllo disposto dal prefetto di Torino dopo l’allarme, i vigili del fuoco li hanno trovati.
Secondo quanto accertato i vassoi hanno una radioattività molto alta, di 220 micro sievert/ora, con una concentrazione di attività di 9mila becquerel. Questo rende il prodotto «potenzialmente pericoloso per esposizioni croniche». L’ipotesi della presenza della contaminazione viene fatta risalire al processo di fusione dei metalli, poi utilizzati per realizzare i vassoi, con rottami contaminati. Vassoi contaminati sono stati trovati anche in Spagna (da dove è partito l’allarme) e Belgio.

5 Novembre 2012 – Corea del Sud. Chiusi due reattori del sito nucleare di Yeonggwang Nuclear Power Plant. La chiusura è dovuta al fatto che alcune parti utilizzate per il funzionamento dei rettori non erano state appropriatamente testate. I componenti in causa, circa 5.000 pezzi, possono essere utilizzati in altri settori industriali, ma necessitano di una certificazione internazionale speciale per i siti nucleari.

8 Novembre 2012 – Romania, Cernavoda. Improvviso arresto di uno dei due blocchi elettrogeni della centrale di Cernavoda. L’arresto è stato provocato dal sistema di sicurezza automatico. La Nuclearelectrica comunica che l’inconveniente non ha avuto conseguenze pericolose per l’ambiente circostante, e che tutti i sistemi di sicurezza e il personale della centrale sono rimasti operativi.

21 Novembre 2012 – Svizzera, Döttingen (Cantone Argovia). Il reattore numero 2 della centrale nucleare di Beznau si è automaticamente disattivato intorno alle 14.30, a causa di un problema nella sua area “non nucleare”, ovvero quella non a contatto diretto con il reattore. L’incidente, in particolare, ha riguardato una fuoriuscita di vapore nell’aria, che ha determinato un’immediata attivazione dei sistemi di sicurezza automatici. Il gruppo energetico Axpo, la società che gestisce la centrale nucleare, sostiene che la sicurezza è sempre stata garantita e che il vapore disperso non è radioattivo, ma ha comunque informato immediatamente l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare.

6 Dicembre 2012 – Oskarshamn, Svezia. L’Autorità svedese per la sicurezza delle radiazioni (Strålsäkerhetsmyndigheten) ordina la chiusura del reattore numero 2 dell’impianto nucleare di Oskarshamn, sulla costa orientale: non rispetterebbe i requisiti di sicurezza in caso di mancanza di elettricità. I problemi riguardano i generatori diesel, le turbine a gas e gli interruttori magnetotermici che sono parte determinante dei sistemi di sicurezza e che risultano arretrati. A Oskarshamn sorgono tre reattori, costruiti tra il 1966 e il 1980.

10 Dicembre 2012 – Sessa Aurunca (CE), Italia. La procura di Santa Maria Capua Vetere apre un procedimento penale nei confronti dei responsabili della disattivazione della centrale nucleare del Garigliano, in provincia di Caserta. I reati sono pesanti: disastro ambientale e irregolarità in materia di sicurezza nucleare. Le prime indagini dicono che l’Arpa Campania, che dovrebbe realizzare controlli semestrali sulle matrici ambientali, in realtà non li effettua da sette anni. Ancora, il registro degli scarichi liquidi e aeriformi è stato compilato a matita: è, quindi, facilmente alterabile. Nella zona delle trincee sono stati sotterrati rifiuti “in attività”, dalle tute al materiale tecnico, a una profondità compresa fra i 20 e i 50 centimetri. La procura sta verificando se i reattori a contatto con il fiume Garigliano abbiano rilasciato scoli radioattivi.

16 Dicembre 2012 – Kozloduy, Bulgaria. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) riscontra carenze nei sistemi di sicurezza della centrale nucleare bulgara di Kozloduy, sul Danubio, e invita Sofia a prendere le misure necessarie per rimuoverle. Secondo un comunicato stampa dell’Aiea, i riscontri dei tecnici riguardano soprattutto la mancata realizzazione di piani d’emergenza in caso di incidenti gravi.

18 Gennaio 2013 – Rostov sul Don, Russia. Il secondo reattore della centrale nucleare di Rostov, messo in funzione il 10 dicembre del 2010, si spegne a causa di un allarme. Le autorità riferiscono che non sono state registrate perdite radioattive e che l’erogazione di energia non è stata interrotta.

19 Gennaio 2013 – Golfech, Tarn-et-Garonne, Francia. Errore nel settaggio di uno dei quattro rubinetti che regolano la diffusione del vapore verso l’esterno dell’impianto nucleare di Golfech. L’incidente si è prodotto nel circuito secondario dell’impianto, che regola la generazione del vapore che fa muovere le turbine. La cattiva regolazione di una delle valvole ha costretto i tecnici a far sfiatare il vapore in eccesso fuori dall’impianto. L’incidente è stato dichiarato dall’ Autorità francese per la sicurezza nucleare che ha classificato l’incidente, come un livello 1 sulla scala INES. Le autorità francesi affermano che l’incidente non ha causato nessuna conseguenza sulla sicurezza dell’impianto, del personale e dell’ambiente

21 Gennaio 2013 – Regione di Tver, Russia. Un problema al generatore porta alla chiusura della prima unita’ della centrale nucleare Kalininskaia nella regione di Tver. Secondo le forze dell’ordine l’incidente non ha avuto conseguenze sul livello di radiazioni ne’ sulla fornitura di energia.

21 Gennaio 2013 – Saint Rambert d’Albon, Francia. Un treno contenente bidoni di uranio impoverito, proveniente dalla centrale di Tricastin nel Drome e diretto in Olanda, deraglia a Saint-Rambert-d’Albon, un piccolo paese nei pressi di Grenoble, meno di 200 chilometri da Torino.
Le autorità francesi minimizzano l’episodio, sostenendo l’assenza di conseguenze per la salute delle persone che vivono nella zona.

24 Gennaio 2013 – Belleville sur Loire, Francia. Una delle pompe per il raffreddamento della centrale va in avaria in seguito ad un principio di incendio, mentre l’altra pompa è in manutenzione dal 10 gennaio. Secondo gli attivisti di Sortir du Nucleaire, il rischio corso è stato gravissimo, perché il mancato raffreddamento del nocciolo, può portare ad una reazione a catena e alla fusione del nocciolo.

8 Febbraio 2013 – Plymouth, Massachusetts. Nella centrale Pilgrim Nuclear Power Plant, a causa di una nevicata, si registra un calo di potenza che porta i sistemi di sicurezza a far calare le barre di controllo e fermare il reattore. In seguito all’intensificarsi della nevicata, il giorno successivo la centrale viene “spenta”.

23 Febbraio 2013 – Harford, Washington, USA. Nello Stato di Washington, sulla costa occidentale, si verificano perdite di materiale radioattivo da sei contenitori sotterranei di un impianto di stoccaggio di scorie nucleari a Harford. Lo annuncia il governatore dello Stato, Jay Inslee.

25 Febbraio 2013 – Krsko, Slovenia. Il funzionamento della centrale nucleare di Krsko si arresta automaticamente a causa di un improvviso calo di pressione nel generatore a vapore. Lo riferiscono i responsabili dell’impianto, sottolineando che l’inconveniente non ha avuto alcuna conseguenza sull’ambiente circostante o altre ripercussioni negative.

1 Aprile 2013 – Arkansans, USA. Incidente in una centrale nucleare in Arkansas. Una persona e’ rimasta uccisa e altre tre ferite. Ma – riporta la stampa americana – l’incidente non ha causato nessuna radiazione o danni al reattore nucleare.

2 Aprile 2013 – Mondo in cammino e AIPRI denunciano i silenzi e il fallout di un grave incidente nucleare messo a a tacere e avvenuto a Rovello Porro (CO) nel 1989: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2101.0

20 Aprile 2013 – Hartlepool, Inghilterra. Un incendio divampa nei locali turbine del reattore 2 della centrale nucleare di Hartlepool nel nord dell’Inghilterra. L’incendio è avvenuto mentre erano in corso le operazioni di riavvio del reattore 2 dopo un normale intervento di manutenzione. Il reattore è stato fermato per motivi di sicurezza. I dirigenti dell’impianto sostengono che non esistono pericoli per la popolazione.

1 Maggio 2013 – Amburgo, Germania. Sfiorata la catastrofe per un incendio divampato a bordo del mercantile Atlantic Cartier, ormeggiato nel porto della città anseatica. A bordo della nave, come rivelato solo 15 giorni dopo dal Senato di Amburgo in seguito ad una interpellanza dei Verdi, vi erano tonnellate di uranio radioattivo e di munizioni.

4 Maggio 2013 – Palisades, Stati Uniti. Da un serbatoio difettoso (già da 9 mesi) fuoriescono quasi 80 galloni, corrispondenti a circa 300 litri, di acqua radioattiva contenente piccole quantità di trizio e probabili tracce di cobalto e di cesio e raggiungono le acque del lago Michigan. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da parte di Viktoria Mitlyng, portavoce della Nuclear Regulatory Commission, l’acqua contenente particelle radioattive sarebbe giunta nel lago Michigan ormai diluita e non avrebbe provocato danni ad un lago contenente oltre 900 mila litri d’acqua non contaminata.

23 Maggio 2013 – Tokaimura, prefettura Ibaraki, Giappone. Perdita radioattiva durante un esperimento nel laboratorio della centrale. Si stava sperimentando l’uso di raggi di protoni su piastre di oro per generare particelle radioattive; la fuga è stata causata da un ventilatore che in quel momento era in funzione. Quattro addetti sono stai esposti a radiazioni tra 0,6 e 1,6 millisievert, mentre altre 52 persone sono sottoposte ad accertamenti.

26 Maggio 2013 – Kursk, Russia. Uno dei turbo generatori del primo blocco energetico della centrale nucleare di Kursk è stato arrestato perchà un guasto ha fatto entrare in funzione in sistema di sicurezza che, a sua volta, ha causato un cortocircuito nello statore. Le autorità affermano che “le radiazioni attorno alla centrale sono nella norma”

7 Giugno 2013 – Cattenon, Mosella, Francia. Un incendio scoppia nell’unità di produzione numero 1, zona non nucleare, della centrale nucleare di Cattenom.

Secondo TF1News l’incendio è scoppiato oggi all’inizio del pomeriggio, su un trasformatore della centrale nucleare di Cattenom.

10 Giugno 2013 – Bushehr, Iran. Guasto al generatore elettrico della centrale costringe i tecnici russi ad intervenire per risolvere i problemi di malfunzionamento dell’impianto.

24 Giugno 2013 – Bugey, Francia. Un incendio divampa nella centrale nucleare di Bugey, nel centro della Francia, nella parte elettrica dell’impianto. Le fiamme, secondo quanto si apprende dal gruppo EDF (energia), sono state domate in breve tempo. Provocato da un riscaldamento sull’alternatore della sala macchine, il fuoco si è sviluppato nell’unità di produzione 5 della centrale e il reattore si è immediatamente fermato, ha precisato EDF in un comunicato. L’incendio “non ha provocato alcun ferito e alcun impatto ambientale”, riferisce il documento.

2 Luglio 2013 – Fessenheim, Francia. Un guasto alla pompa del circuito principale della centrale nucleare di Fessenheim, la più antica fra quelle del parco francese, fa scattare il blocco automatico del reattore numero 2. In un comunicato, il gruppo EDF precisa che le manovre legate alla “gestione” dell’incidente “possono provocare fuoruscite di vapore non radioattive, che potranno essere visibili al di sopra della centrale”.

3 Luglio 2013 – Fukushima, Giappone. La Tepco, gestore dell’impianto di Fukushima, conferma che in un campione raccolto nelel adiacenti acque dell’oceano sono emerse concentrazioni pari a circa 2.300 becquerel di trizio per litro, i quantitativi più alti dallo scoppio della crisi nucleare in seguito al terremoto/tsunami del marzo 2011. I livelli massimi sono stati rilevati vicino a una presa d’acqua a nordest dell’edificio delle turbine del reattore 1.

14 Luglio 2013 – Biel, cantone di Berna, Svizzera. Riscontrati picchi di Cesio 137 nelle acque del lago di Biel. Nelle vicinanze del bacino lacustre, che con la sua acqua fornisce il 68% dell’omonima cittadina, sorge la centrale nucleare di Muehleberg. La centrale di Muehleberg è autorizzata a sversare acqua con livelli molto bassi di radioattività sotto stretto controllo diverse volte l’anno. Il problema però è che tutto ciò avviene nel più totale segreto. Politici e ambientalisti hanno denunciato che gli ispettori non hanno mai fornito alcuna informazione sulla presenza di cesio 137 nelle acque. Già nel 2000 la centrale ha causato un picco di cesio 137, quando sversò
acqua contaminata nel fiume Aar che alimenta il lago Biel.

1 Agosto 2013 – Saluggia, Vercelli, Italia. In seguito al riscontro dell’ottobre scorso di due fessure nella vasca di stoccaggio dei liquidi radioattivi dell’impainto nucleare Eurex, le analisi dell’Arpa rivelano non solola prevista presenza di Stronzio e Americio, ma anche di Plutonio.

20 Agosto 2013 – Fukushima, Giappone. Nel corso di una conferenza stampa, la Tepco comunica che circa 300 tonnellate di acqua radioattiva suono fuoriuscite dalla centrale nucleare di Fukushima. Le radiazioni beta emesse raggiungono il livello molto alto degli 80 milioni di becquerel per litro. Le rilevazioni nei pressi dell’acqua toccano i 100 millisievert per ora, cinque vole il limite di esposizione annuale per i lavoratori. La fuga di acqua radioattiva è stata classificata “incidente di livello 1″ dalle autorità giapponesi che hanno competenza sul nucleare. Un mese dopo in conferenza stampa, il portavoce di Tepco, Masayuki Ono, ha riconosciuto che il serbatoio dal quale erano fuoriuscite 300 tonnellate di acqua radioattiva era stato assemblato male.
Durante le operazioni per la demolizione di questo contenitore alto 11 metri e largo 12 costituito da lastre di acciaio, Tepco ha rilevato 5 bulloni instabili fra due placche interne della base del serbatoio. Questa scoperta potrebbe essere all’origine della fuoriuscita di acqua, ma nulla è stato ancora dimostrato.

9 Settembre 2013 – Beaumont-Hague, Francia. Viene segnalato un valore anormale nell’igrometria” (la misura dell’umidità dell’aria) in un sito per il riprocessamento del plutonio dell’azienda Areva di Beaumont-Hague. Più l’umidità aumenta più il rischio di reazione a catena accresce. Questo spiega perché all’interno di questi siti vi è, normalmente, aria secca. L’ episodio, che non ha avuto conseguenze né sul personale né sull’ambiente, è stato classificato dall’Asn a livello 1 della scala internazionale nucleare Ines.

16 Settembre 2013 – Siberia, Russia. Un incendio scoppia sul sottomarino nucleare K-150 Tomsk, in manutenzione in un molo del territorio del Primorie, nell’estremo oriente russo. Il rogo scoppia durante alcuni lavori di saldatura nella zona di zavorra del sottomarino, dopo che una sega a gas usata per tagliare una grata aveva infiammato una vecchia gomma di rivestimento, cavi e vernice. Nessun pericolo di contaminazione radioattiva – riferisce Itar Tass – perché le armi sono state rimosse. Il Tomsk è dotato normalmente di 24 missili teleguidati.

18 Settembre 2013 – Tricastin, Francia. Una presenza anormale di trizio viene segnalata nelle falde sotterranee della centrale del Tricastin, nella Francia centrale, non lontano dal confine con l’Italia. L’incidente é classificato a livello 1 della scala INES. I

29 Settembre 2013 – Oskarshamn, Svezia. Il reattore 3 della centrale nucleare di Oskarshamn viene fermato per poter liberare i condotti da tonnellate di meduse. Le meduse che hanno intasato i condotti di raffreddamento sono conosciute come Aurelia Aurita, o medusa della luna, una specie comune presente anche in aree estreme come il Mar Baltico. L’operazione di disostruzione è durata 3 giorni.

3 Ottobre 2013 – Fukushima, Giappone. La Tepco comunica la perdita di un ingente quantitativo di acqua radioattiva, stimata in 23 tonnellate, fuoriuscita dalla centrale nucleare di Fukushima. Sarebbero stati rilevati livelli alti di radiazioni (200.000 becquerel/litro, con emissione di raggi beta incluso lo stronzio 90).

3 Ottobre 2013 – Fukushima, Giappone. Sei operai della centrale nucleare di Fukushima sono rimasti contaminati dopo essere entrati in contatto con acqua radioattiva proveniente dal sistema di desalinizzazione. Il liquido è schizzato sugli uomini dopo che è stata rimossa per errore una conduttura connessa al sistema, ha precisato Tepco. “L’acqua non è entrata in contatto con i loro volti e pertanto è scarsa la probabilità che i lavoratori abbiano ingerito il liquido”, ha aggiunto un portavoce.

13 Ottobre 2013 – Krsko, Slovenia. In corso di revisione ordinaria dopo il 26/mo ciclo del combustibile nucleare, vengono registrate nella centrale nucleare di Krsko alcune avarie meccaniche. La dirigenza della centrale confermando le avarie, fanno presente che non c’è stato alcun impatto ambientale.

17 Ottobre 2013 – Fukushima, Giappone. La Tepco rende noto in un comunicato di ”aver rilevato acqua con alti livelli di radioattivita’ in un canale che collega la centrale all’Oceano Pacifico”. Nelle acque di questo canale, secondo quanto riferisce la Tepco, ”sono stati registrati livelli tra i 1.400 e i 2.300 becquerels per litro”, un livello di radiazioni ritenuto ”pericoloso per la salute”. Il canale collega all’Oceano Pacifico la zona dove sono stati installati i serbatoi di acqua per raffreddare i reattori della centrale, danneggiati dal terremoto del 2011. ”Riteniamo che a causa del tifone, la pioggia ha portato con se’ frammenti di terreno contaminato, facendo aumentare i livelli di radioattivita”’ ha spiegato la Tepco, aggiungendo che ”procederemo subito alla decontaminazione del canale”.

19 Ottobre 2013 – Fukushima, Giappone. La Tepco comunica che i prelievi effettuati il 17/10 a partire da un pozzo contegono 400.000 becquerel per litro di sostanze che emettono raggi Beta, il livello più alto rilevato dall’incidente nucleare provocato dallo tsunami del marzo 2011. I precedenti prelievi indicavano livelli nettamente meno elevati, tra i 60 e i 90 becquerel per litro. I rilevamenti che riguardano il trizio radioattivo hanno inoltre raggiunto il record di 790mila becquerel, ha precisato Tepco

20 Ottobre 2013 – Fukushima, Giappone. A causa di forti piogge, fuoriescono acque altamente contaminate in sei delle undici barre di contenimento. La Tepco ammette che lo stronzio potrebbe avere raggiunto il Pacifico.

25 Ottobre 2013 – Krsko, Slovenia. Una parte di una barra spezzata di carburante, lunga mezzo metro, viene ritrovata «sul fondo del bacino di raffreddamento del reattore» durante un’ispezione.

29 Ottobre 2013 – Dungeness, Regno Unito. I due reattori della centrale nucleare di Dungeness B vengono spenti in seguito ad una violenta tempesta che ha causato l’interruzione dell’alimentazione elettrica, la quale ne ha determinato l’arresto per il malfunzionamento dei sistemi di raffreddamento.

8 Novembre 2013 – Belgio. Electrabel conferma che, fra il 1960 e il 1982, sono state condotte in Belgio, non meno di 15 campagne di rilascio di scorie radioattive in mare, affogate in calcestruzzo assieme a scorie olandesi e svizzere. Le scorie provenivano dalle centrali nucleari di Doel, Tihange, da Urochemich a Dessel, da MHO a Olen e dal centro studi per l’energia nucleare

22 Novembre 2013 – Torness, Scozia, Regno Unito. La centrale nucleare di Torness, in Scozia, va in shutdown temporaneo a causa di un’ invasione di alghe che intasa le prese del sistema di raffreddamento.

22 Novembre 2013 – Krsko, Slovenia. Il reattore della centrale nucleare slovena di Krsko si blocca nella nottea causa del funzionamento non adeguato del nuovo apparecchio di misurazione. I responsabili dell’impianto assicurano che tutti i parametri della centrale sono rimasti nella norma e che la causa del blocco è puramente di natura elettronica.

2 Dicembre 2013 – Tepojaco, Messico. A Tepojaco, vicino a Citta’ del Messico, viene rubato un camion mentre trasportava un macchinario contenente ‘cobalto 60′ da un ospedale della citta’ di Tijuana a un centro di stoccaggio di rifiuti.
radioattivi

7 Dicembre 2013 – Parco Nazionale Kakadu, Australia. Uno spaventoso incidente causa lo sversamento di una enorme quantità di liquidi radioattivi in Australia, presso una miniera a 230 chilometri dalla città di Darwin. “Si tratta di una sostanza composta da polvere di uranio e acido”, secondo quanto dichiarato dal portavoce della società proprietaria della miniera, la Energy Resources of Australia (ERA). Il composto chimico ad alto potenziale di inquinamento è fuoriuscito improvvisamente da un serbatoio di trasformazione tra i tanti attivi nella miniera; si è proceduto all’evacuazione del personale. La comunità indigena, che da anni protesta contro l’estrazione dell’uranio nella zona, denuncia l’accaduto come il peggior disastro nucleare della storia dell’Australia, temendo l’enorme danno che potrebbe subire il Parco Nazionale Kakadu che circonda la miniera.

8 Dicembre 2013 – Fukushima, Giappone. TEPCO trova radiazioni di 25 sievert all’ora (livelli mortali) su un condotto che collega gli edifici dei reattori e un tubo di ventilazione alto 120 metri.

24 Dicembre 2013 – Drancy, Francia. Un treno merci con a bordo scorie radioattive deraglia nel deposito di Drancy, tre chilometri a nord est di Parigi. L’Areva assicura che non ci sono state perdite radioattive.

Febbraio 2014 – Canada. Il Cesio radioattivo disperso nell’Oceano Pacifico durante l’incidente nucleare di Fukushima del marzo 2011 arriva sulle coste canadesi, raddoppiando i livelli di radioattività di fondo. Previsto il valore di picco entro il 2016. E’ quanto rivela uno studio di John. N. Smith e colleghi del Bedford Institut of Oceanography, Fisheries and Oceans a Dartmouth in Canada e apparso sul “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

6 Febbraio 2014 – Carlsbad, New Messico. Un incendio divampa in un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi nello stato americano del Nuovo Messico. L’incendio è causato da un veicolo di trasporto di sale, nel sottosuolo del Waste Isolation Pilot Plant (WIPP), vicino Carlsbad. Il sito assicura lo stoccaggio di scorie radioattive di media e lunga decadenza. “Tutto il personale che lavora nel sottosuolo è stato recensito ed evacuato in superficie”, sottolinea il ministro americano dell’Energia cheaggiunge che “i rifiuti radioattivi si trovano lontani dal luogo dell’incendio”. Un portavoce del sito afferma che non è stato registrato alcun tipo di contaminazione radioattiva.

8 Febbraio 2014 – Flammanville, Francia. Arresto automatico dei due reattori di Flammanville per un’interruzione di corrente ad un trasformatore elettrico. L’EDF fa presente che non si sono verificate perdite o registrati feriti.

14 Febbraio 2014 – Blayais, Francia. Durante un’operazione di manutenzione del quadro elettrico della centrale nucleare di Blayais, viene registrato un incidente di livello 1 con conseguente arresto di un reattore dopo un corto circuito. L’episodio “non ha alcuna conseguenza sulla sicurezza delle installazioni”, ha precisato la centrale, ed è stata comunicata all’Autorità della sicurezza nucleare.

14 Febbraio 2014 – Chihuahauan Desert, New Mexico, USA. La metà dei sensori posti sotto la superficie della salina che accoglie l’impianto del deposito geologico del Waste Isolation Pilot Plant (WIPP), deposito di scorie nucleari, attivano un allarme, segnalando una quantità eccessiva di particelle radioattive a livello ambienale. I monitoraggi effettuate nei giorni immediatamente successivi rilevano la contaminazione atmosferica anche se il DOE (Dipartimento dell’energia) cerca di rassicurare: “Queste concentrazioni restano ben al di sotto di un livello di pericolo per la popolazione e per l’ambiente”. Tuttavia le analisi dei campioni biologici (pelle e tessuti) pubblicate il 26 febbraio hanno dimostrato il contrario: 13 operatori sono stati esposti alle radiazioni. “E’ prematuro fare congetture sugli effetti sulla salute di tali risultati o su quale trattamento sarà necessario”, ha commentato Joe Franco del DOE senza tuttavia fornire alcun dettaglio sul livello di contaminazione riscontrato nei campioni.

20 Febbraio 2014- Fukushima, Giappone. Circa cento metri cubi di acqua fuoriescono da una cisterna che dista circa 700 metri.dal mare. La perdita riguarda acqua parzialmente trattata che risale all’inizio della crisi post-tsunami, quando cioè i tre reattori si fusero e l’acqua fu usata per raffreddarli e riciclata, evitando l’esplosione. L’acqua così conservata, rimase in oltre mille serbatoi a lungo e l’incidente riguarda proprio queste sostanze. La radioattività misurata è di circa 230.000 becquerels di stronzio e altri agenti irradiatori di raggi beta per litro.

28 Febbraio 2014 – Yeonggwang, Corea del Sud. A causa di un malfunzionamento non reso noto,viene arrestato il reattore Hanbit 2 della di potenza 950 mila Kw a Yeonggwang a 350 km a sud-ovest di Seoul.

15 Maggio 2014 – San Onofre, California. 15 maggio 2014. A causa di diversi incendi la direzione della centrale nucleare di San Onofre, a sud di Los Angeles, evacua una dozzina di membri del personale “per precauzione”.

22 Maggio 2014 – Temelin, Repubblica Ceca. Emanata un’allerta per fuga di acqua radioattiva dall’impianto di Temelin durante le operazioni di sostituzione programmata delle barre di combustibile in uno dei reattori. Secondo le autorità, non dovrebbe costituire una minaccia per le abitazioni poste nelle immediate vicinanze in quanto il livello di radioattività riscontrato nell’acqua non sarebbe elevato perchè il sistema di tubazioni era stato preventivamente chiuso.

28 Maggio 2014 – Fukushima, Giappone. Saliti oltre i limiti ammessi i livelli di radioattività di acqua nel sottosuolo dell’impianto nucleare Daiichi a Fukushima. Interrotte le operazioni di pompaggio dell’acqua in mare. Nell’acqua di uno dei 12 pozzi della centrale sono stati registrati 1700 bequerel di trizio al litro, al di sopra della soglia massima fissata a 1500 bequerel. Il dato è stato il primo sopra i livelli consentiti da quando è iniziata una settimana fa l’operazione di pompaggio di acqua nell’oceano Pacifico che, nel giro di una settimana, ha riversato nell’oceano 560 tonnellate d’acqua.

28 Giugno 2014 – Pertineti, Reggio Emilia, Italia. La procura di Reggio Emilia aore un’indagine sulla discarica di Poiatica, dove, da mesi é stata rilevata la presenza di radioattività nel deposito

5 Luglio 2014 – Leibstadt, Svizzera. La centrale nucleare di Leibstadt (AG) viene spenta verso le 8.30 per ragioni di sicurezza. Il blocco d’urgenza è scattato durante la regolazione della potenza del reattore, operazione effettuata una volta al mese. Nessuna fuga radioattiva è stata misurata.

19 Luglio 2014 – Fukushima, Giappone. Scoperta di un’altra fuga di acqua radioattiva nella stazione della quinta unità.
La fuga è stata scoperta nella zona della chiusura del condotto che alimenta il sistema di raffreddamento del liquido per il combustibile nucleare esaurito. Attualmente, la temperatura nel bacino è di 25,2 gradi Celsius. Il cambiamento della radiazione di fondo presso l’unità non è fisso.

3 Agosto 2014 – Borgo Sabotino, Latina, Italia. Una sostanza tossica cancerogena, il cloruro di vinile, viene ritrovata nelle falde acquifere sottostanti la centrale nucleare di Borgo Sabotino. A scoprirlo la Sogin, la società incaricata della dismissione del sito nucleare, che ha confermato la presenza della sostanza sottolineando, tuttavia, l’estraneità dell’impianto e riferendo questa presenza più ad “altre lavorazioni industriali

9 Agosto 2014 – Doel, Belgio. La centrale viene chiusa per un presunto atto di natura dolosa. Una valvola di scarico dell’olio di una delle turbine della centrale di Doel è stata aperta e il serbatoio contenente 65.000 litri di olio si è rapidamente svuotato in un bacino di sicurezza situato al di fuori dello stabilimento. La turbina e il reattore nucleare si sono quindi spenti automaticamente.

18 Agosto 2014 – Jaskovske Bohunice, Trnava, Slovacchia. Un incidente ha luogo nella centrale nucleare di Jaskovske Bohunice, nella regione di Trnava, mentre gli addetti stanno manipolando dei prodotti chimici. Il fatto, avvenuto nell’ex sala macchine della centrale, ha visto il danneggiamento di un involucro e ha causato il ferimento di due dipendenti, ha fatto sapere la Società di decommissioning nucleare Javys che si occupa dello smantellamento presso la centrale di due vecchi reattori nucleari spenti nel 2007. Il portavoce di Javys ha escluso categoricamente che nell’incidente si sia verificata un’esplosione all’interno dell’impianto. Si è trattato di un incidente sul lavoro nei locali dell’ex centrale elettrica, e non è stata emessa alcuna radiazione, ha detto. Secondo quanto fatto sapere dall’ospedale di Trnava, uno degli uomini coinvolti è stato ricoverato per ustioni da acido agli occhi, mentre l’altro è stabile e viene esaminato per potenziali problemi respiratori.

21 Agosto 2014 – Rotondella, Matera, Italia. Anomalia non meglio precisata nel corso dei lavori di dismissione condotti dalla Sogin spa nell’impianto nucleare dismesso Itrec della Trisaia (durante gli scavi per il recupero del monolite – blocco cementizio di oltre 100 tonnellate contenente rifiuti nucleari – sono partiti i lavori di indagine sull’integrità del monolite stesso, il quale ha perso liquido contaminato a seguito di una scalfitura di 2 cm.). L’ISPRA afferma che non ci sarebbe stata alcuna fuga radioattiva, ma vengono avvisati la Prefettura di Matera ed i Comuni dell’area. La notizia dell’incidente viene data dopo 8 giorni. All’interno dell’impianto atomico dismesso vi sono, oltre a rifiuti liquidi e solidi anche 64 elementi di combustibile irraggiato del ciclo uranio – torio provenienti dalla centrale di Elk River, Minnesota, Usa. Le 64 barre di Elk River sono chiuse entro capsule in acciaio e depositate nella piscina dell’impianto.

3 Settembre 2014 – Fessenheim, Francia. Incidente da reazione chimica in un edificio, adiacente a quello che ospita il reattore, del complesso nucleare. La reazione causata da perossido di idrogeno ha prodotto vapore che ha ferito 2 operai.

3 Settembre 2014 – Cala Zafferano e Punta Tonnara, Cagliari, Sardegna, Italia. In seguito ad esercitazion NATO viene rinvenuto Torio. Nell’area, interdetta, sbarca in silenzio e gran segreto il Reggimento difesa Nucleare Biologica e Chimica (NBC) ‘Cremona’ per un’opera di bonifica della durata di 2 mesi.

6 Ottobre 2014 – Parchin, Iran. Una esplosione nella centrale nucleare di Parchin uccide due persone tra le quali un ingegnere nucleare. L’esplosione fortissima é stata udita a decine di Km di distanza e ha distrutto i vetri delle case entro un raggio di 15 Km. L’AIEA sospetta fortemente che nel sito di Parchin vengano condotti esperimenti per detonatori nucleari.
Sembra esclusa l’ipotesi del sabotaggio.

7 Ottobre 2014 – Hunterston-B, Scozia, Gran Bretagna. In due dei 3.000 “bricks”, i mattoni di carburante alla grafite che compongono il nucleo del reattore 4 della centrale nucleare scozzese di Hunterston-B, si sono aperte fessure che «sono di un nuovo tipo». Queste crepe con profonde scanalature, riporta BBC News, sarebbero più gravi delle fratture precedentemente identificate. Secondo l’autorevole fonte di informazione, il reattore nucleare è a rischio chiusura, visto che le norme in vigore prevedono una soglia di rischio che forse è già stata raggiunta: la deformazione del nucleo di grafite, a causa delle fessurazioni, potrebbe impedire l’inserimento delle barre di controllo, essenziali per la sicurezza, che vengono utilizzate per spegnere il reattore in caso di emergenza.

7 Ottobre 2014 – Moray Firth, Scozia, Gran Bretagna. Una piattaforma petrolifera viene evacuata dopo che una nave trasportante materiale radioattivo prende fuoco e inizia ad andare alla deriva nel Moray Firth, fiordo nel Mare del Nord situato sulle coste nord orientali della Scozia. La nave trasportava rifiuti radioattivi di cemento provenienti da Dounreay, una centrale nucleare sperimentale.

Novembre 2015 – Flamanville – Francia. In un comunicato, l’Ans fa presnete che alcuni test condotti dal gruppo nucleare hanno dimostrato «la presenza di una zona con una concentrazione importante di carbonio e che porta a valori di resilienza meccanica più deboli del previsto». La centrale EPR di Flamanville é una centrale di terza gnerazione.

5 Novembre 2014 – Dukovany, Moravia meridionale, Repubblica Ceca. Due dei quattro reattori della centrale vengono fermati a causa della perdita di liquido refrigerante destinato alle unità 3 e 4 della centrale ceca. Le autorità locali hanno subito rassicurato la popolazione affermando che nessun rischio per la popolazione è stato corso e che la chiusura dei due reattori è necessaria per le operazioni messa in sicurezza dell’impianto.

28 Novembre 2014 – Zaporizhye, Ucraina. Imprecisato problema al blocco n.3, dove è presente un reattore da mille megawatt, e conseguente mancata produzione di energia. La autorità riferiscono che non vi é stata nessuna fuoriuscita di materiale radioattivo.

30 Novembre 2014 – Tihange, Belgio – Un incendio scoppia nella centrale nucleare di Tihange in Belgio costringendo le autorità alla chiusura di un reattore. L’incendio non ha provocato nessun ferito ma ha toccato un trasformatore ed ha automaticamente bloccato l’attività del reattore 3 . Il fuoco è stato rapidamente domato. «L’incendio è avvenuto al di fuori della zona nucleare», ha assicurato il sindaco del Comune di Huy, Alexis Housiaux. Non vi è nessuna conseguenza sulla sicurezza nucleare e sulla sicurezza dei dipendenti del sito», ha detto da parte sua il gruppo Electrabel. I primi elementi fanno ritenere che l’incendio sia stato provocato da un problema tecnico e non sia un atto di sabotaggio.

17 Dicembre 2014 – Bridgeman, Michigan, USA. Il 17 dicembre lo staff della centrale nucleare di Cook scopre un calo anomalo del livello di olio lubrificante nella riserva di una delle turbine. Il sistema conteneva circa 95 mila litri di olio caldo e non radioattivo, che veniva convogliato dai tubi per poi essere raffreddato dalle acque del lago Michigan. Ma la perdita faceva sì che il liquido si mischiasse con l’acqua di raffreddamento e si riversasse nel lago. Per settimane, quindi, (si ipotizza dall’ultima settimana di ottobre) l’ impianto nucleare ha continuato indisturbato a riversare 7.500 litri di scarti nel lago Michigan. Il 20 dicembre l’impianto viene isolato e disattivato. «Siamo dispiaciuti per l’accaduto – ha dichiarato all’Huffington Post Bill Schalk, responsabile della comunicazione per American Electric Power, che gestisce l’impianto –. Stiamo lavorando per far sì che non si ripeta di nuovo». Schalk ha voluto rassicurare il sito americano sul fatto che la tutela dell’ambiente sia una priorità, aggiungendo tuttavia che non è stato possibile bonificare il lago contaminato, perché le scorie si erano ormai disperse nel momento in cui è stato scoperto..

28 Dicembre 2014 – Zaporizhye, Ucraina. A un mese esatto dal blocco della centrale il Ministero della Protezione Civile dell’Ucraina ammette l’aumento di 17 volte della radioattività conseguitone. Secondo gli esperti, la fuga radioattiva era avvenuta dopo un tentativo di installare nella centrale delle barre radioattive della società americana Westinghouse. Secondo i dati non ufficiali, nonostante l’incidente, l’Ucraina continua a immettere nelle sue centrali del combustibile nucleare della Westinghouse. Gli specialisti ammoniscono che la decisione dell’Ucraina di usare le barre americane nei reattori costruiti ancora all’epoca sovietica è gravida di enormi pericoli, perché è stato più volte dimostrato che la qualità delle barre radioattive americane non è adatta per poterle usare nei reattori sovietici VVER-1000. A distanza di 6 giorni dall’ammission, il Ministero della Protezione Civile dell’Ucraina dichiara rientrato l’allarme della fuga radioattiva.

15 Gennaio 2015 – Yuzhnoukrainsk, Ucraina. A causa di un cortocircuito ad trasformatore scoppia un incendio nell’impiqnto nucleare di Yuzhnoukrainsk: l’incendio coinvolge 100 metri quadri di edificio e comporta il lavoro di una ora e mezza per spegnerlo. nella centrale nucleare di Yuzhnoukrainsk, nell’Ucraina meridionale.Secondo l’ente atomico statale Energoatom – citato dall’agenzia Interfax – il livello di radioattività attorno alla centrale resta comunque nella norma.

18 Febbraio 2015 – Belgio. Le crepe rilevate nel 2012 sul reattore numero 3 della centrale nucleare di Doel, situata a nord di Anversa e reattore 2 di Tihange, situata nei pressi di Liegi, sono aumentate rispettivamente da 8.062 centimetri del 2012 a 13.047 centimetri nel 2014 e 2.011 centimetri a 3.149 centimetri. Complessivamente sono oltre 16 mila le micro lesioni dei due reattori nucleari. La dimensione massima di queste microfratture raggiunge nel frattempo 17,9 centimetri a Doel e 15,4 centimetri a Tihange. L’Authority e un gruppo di esperti indipendenti hanno chiesto controlli immediati. Poiché queste piccole crepe sono state scoperte nel 2012 nella copertura del serbatoio principale nel corso di un’ispezione condotta dai tecnici della Electrabel, sono stati effettuati tre serie di test. Una quarta serie è in corso. L’operatore elettrico comunicherà i risultati all’inizio di aprile all’agenzia federale del controllo nucleare (AFCN) che li analizzerà con l’aiuto di una giuria internazionale di esperti. Le verifiche sono state estese anche ai vessels che sono quei grandi recipienti d’acciaio che contengono il nocciolo, le barre di controllo e il fluido refrigerante. Il deterioramento di queste componenti può causare incidenti nucleari catastrofici con massiccio rilascio di radiazioni. Il Belgio ha però annunciato per i prossimi anni una graduale uscita dal nucleare. Problemi di questo tipo non riguardano solo l’Europa, difatti a fine agosto 2012 Greenpeace aveva messo sotto osservazione anche la centrale nucleare argentina di Atucha come uno dei diciannove impianti a possedere un reattore potenzialmente difettoso. Anche per questi reattori si parla di crepe nella struttura che racchiude il reattore, proprio come quelle delle centrali belghe di Doel 3, e di Tihange 2. Tutte queste strutture hanno una cosa in comune: sono state fabbricate dalla olandese Rotterdamsche Doogdok Maatschappij 8rdm, azienda che ha cessato l’attività da diversi anni e che ha consegnato altre 21 strutture simili in tutto il mondo tra cui: due reattori olandesi, due tedeschi, due spagnoli, due svizzeri, uno svedese e dieci presenti negli Stati Uniti.

27 Febbraio 2015 – Giappone, Fukushima. La Tokyo electric power (Tepco), l’ente di gestione della centrale di Fukushima danneggiata dal terremoto e dallo tsunami del 2011, scopre una nuova fuga di acqua dal reattore numero quattro dello stabilimento nucleare. Sono in corso dei prelevamenti per analizzare la radioattività del liquido, ha precisato l’ente.

28 Febbraio 2015 – Fessenheim, Francia. La più vecchia centrale nucleare della Francia viene fermata, per un problema di impermeabilità su una tubazione che porta al condensatore nella sala macchine. “Si tratta di un incidente che non ha provocato alcun rischio per la salute dei cittadini che vivono a poca distanza dalla centrale, anche perchè si è verificato fuori dalla zona nucleare dell’unità di produzione numero 1″ si legge nel comunicato del gestore della centrale.

24 Marzo 2015 – Montagne di Seyne-les-Alpes, Francia. Un aereo della German Wings si schianta sulle montagne di Seyne-les-Alpes ad appena 7 minuti di volo ed a 110 km di distanza dalla centrale nucleare di Cadarache1 (Bouches-du-Rhône), nonché a soli 8 minuti dalle centrali atomiche di Tricastin (Drôme-Vaucluse), Marcoule (Gard) e Cruas (Ardèche). Il sito Coordination antinucleaire Sud-Est3 evidenzia che “nessuna centrale nucleare sarebbe in grado di sopportare” lo schianto di un aereo.

7 Aprile 2015 – Flamanville, Francia. L’autorità per la sicurezza nucleare francese annuncia un’«anomalia» tecnica nel serbatoio del reattore Epr di Flamanville, in Normandia (nord della Francia). «Anomalie sono state individuate nella composizione dell’acciaio di determinate porzioni del coperchio e del fondo del serbatoio» conferma Guillaume Bouyt, capo della divisione locale dell’authority (Asn), citato dai media francesi. Le anomalie sarebbero nella composizione dell’acciaio di alcune parti del coperchio e del fondo del serbatoio del reattore nucleare. Il serbatoio di un reattore è un componente particolarmente importante per la sicurezza, perché contiene il combustibile.

12 Aprile 2015 – Ringhals, Svezia. La centrale nucleare svedese Ringhals 4 viene temporaneamente chiusa a causa di un problema del sistema di controllo della turbina.

26 Aprile 2015 – Zona esclusione Chernobyl – Ucraina. Un incendio di grandi proporzioni scoppia nella zona di eslusione di Chernobyl, sviluppando una nuova nube radioattiva che si dirige a nord verso la Bielorussia (Narovlja) e a sud verso Kiev. L’incendio viene spento dopo 3 giorni.

10 Maggio 2015 – Buchanan, USA. Incendio nella centrale nucleare di Indian Point a Buchanan, a 80 km da New York. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, un trasformatore è saltato, ma i sistemi di sicurezza hanno funzionato, con la chiusura dell’unità 3 della centrale. L’incidente non rappresenta alcuna minaccia – precisano le autorità – per il pubblico o i lavoratori. Il trasformatore saltato si trova fuori dall’impianto nucleare, ma nel perimetro di sicurezza.

8 Giugno 2015 – Prairie Island, Minnesota, USA. A causa di un calo di pressione in una turbina, i tecnici della centrale nucleare americana di Prairie Island, Minnesota, spengono l’unita’ 2 dell’impianto e avviano le procedure per i lavori di riparazione. L’azienda fa sapere che l’inconveniente non ha creato problemi di sicurezza al personale della centrale, né alla popolazione. Appena ieri la stessa centrale aveva tuttavia riavviato il reattore 1, fermato sei giorni prima per un precedente problema tecnico.

9 Giugno 2015 – Flamanville, Francia. Nuovo allarme per la centrale nucleare di Flamaville, attualmente in costruzione nel nord della Francia. Secondo un documento interno rivelato da Mediapart e Le Parisien, le valvole di sicurezza della centrale supermoderna riscontrano gravi problemi di funzionamento.

9 Giugno 2015 – Flamanville, Francia.Riscontrato grave problema di sicurezza, necessario di approfondite analisi: un eccessivo contenuto in carbonio dell’acciaio che riveste il reattore nucleare potrebbe causare lo sgretolamento della protezione anti radiazioni che protegge la centrale. L’agenzia per la sicurezza nucleare francese (Autoritè de suretè nucleaire, Asn) ha scoperto questo “grave” problema nella tenuta dell’acciaio che forma la struttura a cupola di contenimento e la base del nocciolo del reattore. Struttura completata lo scorso anno.Nell’acciaio usato a Flamanvile dal colosso francese Areva sarebbe stato trovato “un’eccessivo quantitativo di carbonio (in alcune parti fino al doppio del massimo consentito)” che potenzialmente “aumenta il rischio di sgretolamento” del ‘coperchio’ sul reattore “alle altissime pressioni che deve sopportare”. “C’e’ una grave anomalia in un componente cruciale dell’impianto – ha confermato Pierre-Franck Chevet, presidente della “Autoritè de suretè nucleaire – che non esclude uno stop ai lavori, anche se attenderà prima la fine dei test all’inizo del 2016. Edfi, il colosso statale proprietario dell’impianto, ha comunque insistito che procederà nei lavori.

29 Giugno 2015 – Zona esclusione Chernobyl – Ucraina. Nuovo incendio sul territorio della foresta di Chernobyl provocato dalla combustione di erba secca e canne secche. Solo a metà luglio i soccorritori sono riusciti a spegnere definitivamente l’incendio.

2 Luglio 2015 – Paluel, Dipartimento della Senna-Marittima, Francia. Nella notte fra il 2 e il 3 luglio divampa un incendio. Il rogo si è prodotto nell’unità di produzione numero 2, una delle quattro presenti presso il sito atomico in Normandia. Secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, si è trattato di un problema riscontrato in una sala macchine, e che ha in particolare riguardato un condensatore (strumento che raffredda il vapore in uscita dalle turbine). Secondo la rete Sortir du Nucléaire, «sono stati necessari 71 pompieri e più di sei ore di tempo per domare l’incendio». Quest’ultimo ha provocato inoltre «la fusione di alcuni metalli, evento raro che la dice lunga sulla gravità del problema». Per questo l’associazione ambientalista ha puntato il dito contro il piano di investimenti annunciato da EDF, operatore elettrico transalpino, con il quale la stessa azienda punta a modernizzare, entro il 2025, 58 reattori nucleari presenti nel Paese europeo. Con l’obiettivo di prolungarne la vita al di là dei 40 anni previsti. Piuttosto che questo lavoro «inutile, costoso e pericoloso», secondo la rete Sortir du Nucléaire occorrerebbe programmare l’uscita dal nucleare, «cominciando con il blocco delle centrali più vecchie di 30 anni».

16 Luglio 2015 – Döttingen, Svizzera. Fermato per revisione il reattore N.1 della centraale di Beznau per “irregolarità”. Axpo, il gestore dell’impianto, annunciato il prolungamento della revisione di tre mesi del reattore numero uno, vale a dire sino ad ottobre.

6 Agosto 2015 – Mercantour, Francia. La CRIIRAD (Commission de recherche et d’information indépendantes sur la radioactivité (Criirad) rende noti i risultati dei prelievi effettuati il 5 e il 6 luglio slle Alpi francesi. A 29 anni da Chernobyl, il comunicato riporta: “Le misurazioni realizzate al centro del Parc National du Mercantour, tra i 2.440 e i 2. 540 metri di altezza, nel settore del Col de la Bonette-Restefond, alla frontiera tra i dipartimenti delle Alpes de Haute-Provence e delle Alpes Maritimes, dimostrano che: a 1 metro dal suolo, su alcuni metri quadrati, il livello di radiazione e sempre più di due volte superiore al normale. Questi forti livelli di irradiamento sono dovuti alla contaminazione residua dei suoli da parte del cesio 137 imputabile principalmente alle ricadute della catastrofe di Chernobyl. Le massicce fuoriuscite radiative provenienti dal reattore incidentato hanno comportato dei depositi radioattivi particolarmente intensi nel sud-est della Francia e in particolare in montagna». Continua: “Inoltre, a causa della topografia e delle condizioni climatiche dell’area, del tipo di copertura vegetale e della tipologia dei suoli, il materiale radioattivo depositatosi su una vasta estensione di territorio «Può essere redistribuito ed indurre ad accumuli molto forti. I livelli di radiazione a contatto del suolo superano ancora, nelle zone di accumulo, dei valori di diverse decine di volte e anche di più di 100 volte superiori al livello naturale». La Criirad mette in guardia gli escursionisti: bivaccare per 2 ore su alcuni terreni comporta una innegabile esposizione (5 µSv/h a contatto del suolo). Il suolo prelevato nelle zone di accumulo è così radioattivo che i campioni sono stati trasportati al laboratorio CRIIRAD in cassoni di piombo e i ricercatori francesi dicono che «La loro radioattività supera i 100.000 Bq/kg in cesio 37. Devono essere considerati come dei rifiuti radioattivi e dovranno essere conferiti all’’ANDRA (Agence Nationale pour la gestion des Déchets Radioactifs)».

9 Agosto 2015 – Zona esclusione Chernobyl – Ucraina. Ennesimo incendio nella zone di esclusione di Chernobyl. L’ufficio stampa della Protezione Civile ucraina riporta: “L’8 agosto in una zona boschiva della foresta di Chernobyl all’interno della zona di alienazione vietata al popolamento, nei pressi dei villaggi di Zamostye e Kovshilovka del distretto di Ivankov è scoppiato un incendio per il rogo di erba secca e rami, ci sono 3 focolai e la superficie avvolta dalle fiamme è di 32 ettari”.

13 Agosto 2015 – Tihange, Belgio. Uno dei tre reattori della centrale nucleare di Tihange si spegne improvvisamente e senza un apparente motivo. “Stiamo ancora indagando su cosa sia esattamente successo” ammette il portavoce della Electrabel, che gestisce l’impianto. A rendere più preoccupante questo misterioso spegnimento del reattore il fatto che nella centrale nucleare di Tihange sarebbero avvenuti altri 10 incidenti simili nelle ultime settimane, come riporta la Belgian Federal Agency for Nuclear Control, che ipotizza il rischio di ulteriori arresti automatici non pianificati. Electrabel avrebbe spiegato che il reattore si è spento “automaticamente durante un’operazione di manutenzione” ma assicura che “non esiste un pericolo ambientale nella zona”. Eppure, dopo all’aresto, ci sarebbe stata una fuoriuscita di vapore. Electrabel non è attualmente in grado di dire quando il reattore sarà messo nuovamente in funzione. L’Agenzia federale francese per il controllo nucleare (AFCN) assicura che “l’incidente non è stato causato in alcun modo da violazioni sulle procedure di sicurezza”.

14 Agosto 2015 – Döttingen, Svizzera. Il reattore numero 2 della centrale nucleare di Beznau viene disattivato da domani per la revisione annuale che durerà sino al 24 dicembre. La r evisione é resa ancor più necessaria dopo le “irregolarità” scontrate presso il reattore N. 1 del 16 luglio scorso.

31 Ottobre 15 – Doel, Belgio. Un’esplosione colpisce la centrale nucleare di Doel nel nord del Belgio. L’esplosione avvenuta verso le ore 23,00 ha causato un incendio nel reattore 1, presto spento dal personale. Il danno esatto dell’incidente è ancora sconosciuto. Lo dichiara la Electrabel società energetica che opera nel Doel: il portavoce afferma che non c’è alcun pericolo di contaminazione radioattiva in seguito all’esplosione e che nessuno è rimasto ferito nell’esplosione.

1 Novembre 2015 – Krsko, Slovenia. Un forte terremoto (magnitudo 4.8) colpisce la zona di confine fra Croazia e Slovenia, a pochi chilometri di distanza dalla centrale nucleare slovena di Krsko. Preoccupazioni in Friuli, ma Arpa FVG tranquillizza: “Nessuno scostamento dal livello del fondo naturale di radioattività su tutto il territorio regionale”. Il terremoto ? stato registrato alle ore 8,52 a 3 chilometri da Podbocje, cittadina che si trova a soli 13 chilometri dalla centrale nucleare di Krsko, che sorge a 139 km da Trieste e km 146 da Gorizia

Ha destato preoccupazioni la forte scossa sismica di magnitudo 4.8 registrata alle 8,52 di ieri, 1 novembre, al confine tra Slovenia e Croazia e avvertita distintamente anche a Trieste e Gorizia: il terremoto è avvenuto a 3 chilometri da Podbocje, cittadina che si trova a soli 13 chilometri dalla centrale nucleare di Krsko, che sorge a 139 km da Trieste e km 146 da Gorizia.

4 Novembre 2015 – Great Falls, Montana, USA. Incidente da brividi su un’autostrada trafficata nei pressi della cittadina di Great Falls. L’arma nucleare trasportata sul retro di un camion circondato da un convoglio di automobili blindate viene tamponata da una dei veicoli di scorta. Testimoni oculari rferiscono che oltre al convoglio sono stati avvistati in volo un certo numero di elicotteri durante il transito del carico pericoloso diretto alla Malmstrom Air Force Base nello Stato del Montana.

17 Dicembre 2015 – Sosnovy Bor, Russia. Spento uno dei 4 reattori della centrale nucleare “Leningrad 2″, nella città di Sosnovy Bor, a circa 70 km da San Pietroburgo. La decisione è stata assunta in seguito ad un guasto al collettore della pompa di alimentazione che, a sua volta, ha provocato una perdita di materiale radioattivo che, però, é stata scoperta solo il giorno successivo. Le autorità locali assicurano che i livelli ambientali di radioattività “rientrano nella norma”. I residenti di Sosnovy Bor hanno cominciato a prelevare frettolosamente denaro con le carte di credito, mentre alcuni stanno lasciando la città e si è registrato un forte aumento della domanda di iodio (in molte farmacie le riserve si sono esaurite). Per la Centrale Nucleare di San Pietroburgo non si tratta del primo fermo dovuto ad un guasto: il 12 febbraio 2008 il generatore a turbina fu spento per via di un cortocircuito – causato da umidità troppo elevata – nell’impianto di controllo; il 15 maggio 2008 il terzo blocco fu fermato per via di un allarme e il 28 agosto 2009 fu spento, invece e per alcuni giorni, a causa di una perdita nella pompa; il 9 giugno 2010, a causa dello spegnimento di una delle pompe di circolazione principale, fu scollegato dalla rete il blocco numero 4.

24 Dicembre 2015 – Doel, Belgio. Arresto del blocco 3 della centrale a causa della perdita di acqua verificatasi in un generatore della parte non nucleare, a solo 4 giorni dal riavvio.

28 Dicembre 2015 – Francia. La Francia si appresta a dare il via ad una grande campagna di distribuzione di iodio per proteggere la popolazione da un eventuale contaminazione radioattiva. L’iniziativa è giustificata con il fatto che stanno per scadere le compresse di ioduro di potassio distribuite nel 2009, durante l’ultima distribuzione. Visto il clima che si respira in Francia a causa del pericolo di nuovi attentati, però, c’è chi spera che questo provvedimento non sia stato programmato nel dubbio che i miliziani dello Stato Islamico possano far esplodere una delle 19 centrali nucleari presenti Oltralpe. La campagna di distribuzione di iodio comincerà a gennaio 2016 e coinvolgerà persone e comunità (scuole, aziende, enti pubblici) che si trova nel raggio di 10 chilometri da una centrale nucleare. Oltre questo perimetro, le scorte di compresse di iodio rimarranno a disposizione della popolazione, da utilizzare in caso di necessità. L’assunzione di iodio stabile è il modo più sicuro per proteggere la tiroide contro gli effetti dello iodio radioattivo che potrebbe disperdersi nell’ambiente in caso di incidente nucleare, elemento in grado di causare tumori.

2 Gennaio 2016 –– Doel, Belgio. Arresto automatico, alle ore 18,00, del reattore 1 della centrale di Doel, riattivato appena il 30 dicembre scorso dopo l’incidente di sabato 31 ottobre. Cause sconosciute. Le autorità affermano l’assenza di incremento della radioattività nei dintorni. 6 Gennaio 2016 – Cina. Sisma nel Nord Est del paese in seguito a test nucleare nordcoreano.

16 Gennaio 2016 – Belgio. L’Agenzia federale belga per il controllo nucleare (Fanc), vista la situazione di insicurezza della centrale di Doel, sostiene la necessità della distribuzione delle compresse allo iodio (ora riservata ai residenti in un raggio di 10 km. dalla centrale) alla popolazione dell’intero paese.

17 Gennaio 2016 – Fukushima, Giappone.In un documento diffuso dall’èquipe guidata dal prof. Akio Kozumi, viene dimostrato che le attività di liquidazione del 2013 hanno contaminato le risaie delle zone di Minami-Soma.

20 Gennaio 2016 – Saint Vulbas, Bugey, Francia. Ennesima perdita nel circuito di raffreddamento, dopo quelle rinvenute d’estate. L’incidente verte sulle tubazioni. I primi risultati dei tecnici dicono che “i tubi hanno mostrato dello spessore residuo e non permettono di resistere in sicurezza sismica di livello medio-alto”, scrive ASN. EDF ha classificato il fatto come livello 1 della scala INES

27 Gennaio 2016 – Bure, Mosa, Francia. Un uomo perde la vita a causa di un incidente nel sito destinato ad accogliere scorie radioattive a Bure, nella parte nord-orientale del Paese, a circa 220 chilometri da Parigi. Un altro dipendente del sito di stoccaggio rimane ferito. Entrambi i tecnici si trovavano in un tunnel quando una parete di roccia è crollata, travolgendoli. Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente, ma per uno di loro non c’era più nulla da fare. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per appurare le cause che hanno causato l’incidente che avrebbe potuto avere anche altre conseguenze molto gravi. Fortunatamente nel tunnel non erano ancora state stoccate scorie nucleari. L’impianto è infatti ancora nella fase dei test per verificarne la capacità di immagazzinare i rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali nucleari francesi. L’unica cosa certa al momento è che la frana si è verificata durante la perforazione ed ha travolto due operai di Eiffage, il terzo gruppo del settore dell’ingegneria civile e lavori pubblici in Francia. Il sito sotterraneo Bure (Meuse), dovrebbe entrare in funzione a pieno regime nel 2025 e dovrà custodire a 500 metri di profondità i rifiuti più radioattivi del parco nucleare francese (il 3% del totale), nonché quelli con il tempo di decadimento radioattivo più lungo.

24 Gennaio 2016 – Tihange, Belgio. Il portavoce della società Electrabel, Dauby Serge, che gestisce la centra ledi Tihange ha confermato che il reattore 2 ha sofferto una diminuzione del carico “conseguente”, a causa di una “piccola perdita d’acqua su un circuito ausiliario della sala macchine. Per non correre assolutamente nessun rischio, abbiamo volontariamente ridotto il carico al fine di intervenire sul circuito interessato”. Ha inoltre dichiarato. “Questo è un episodio molto minore che non ha nulla a che fare con l’area nucleare,” assicurando che “tutto è fatto nel pieno rispetto delle procedure”.Nell’ottobre del 2010 una fuga di olio e acidi corrosivi nella sala delle macchine dell’unità di produzione n. 3 aveva fatto tremare la centrale, che si trova peraltro in una zona a rischio sismico.

1 Febbraio 2016 – Doel, Belgio. Dopo l’esplosione di inizio gennaio in una unità della centrale di Doel, vengono scoperte 16.000 crepe nelle altre due. Grande allarme in Belgio e nei paesi confinanti.

8 Febbraio 2016 – Buchanan, Stato di New York, USA. Scoperta acqua contaminata da trizio radioattivo nelle acque sotterranee vicine all’impianto nucleare di Indian Point che sorge nella contea di Westchester. Secondo i gestori della centrale, la contaminazione radioattiva è rimasta all’interno del perimetro dell’impianto e non costituire una minaccia immediata la salute pubblica. Jerry Nappi, portavoce di Entergy, ha scritto in una e-mail che i livelli elevati di trizio sono oltre un migliaio di volte inferiori ai limiti federali, che e non ci sono rischi per la salute pubblica e che non sono interessate le fonti di acqua potabile, sia locali che più esterne, aggiungendo però che “Mentre l’elevato livello di trizio al suolo in loco non è conforme ai nostri standard, non c’è alcuna conseguenza per salute o la sicurezza pubblica”. Non è la prima volta che la centrale di Idian Point è nell’occhio del ciclone. Tento per rimanere agli “inconvenienti” più recenti: fra maggio e luglio 2015 Indian Point era stata chiusa per 19 giorni a causa di una perdita di vapore il 7 maggio , di un guasto ad un trasformatore il 9 maggio che aveva versato circa 3.000 galloni di olio combustibile nel fiume Hudson, il 15 giugno per un guasto all’interruttore di un commutatore di una sottostazione della Consolidated Edison vicino alla centrale nucleare e, infine, l’8 luglio per un guasto al motore di una pompa. Il 7 dicembre 2015 il malfunzionamento di un ventilatore aveva causato la fermata per 3 giorni del reattore 2; il 14 dicembre il reattore 3 era stato chiuso per quasi 3 giorni a causa di una interferenza elettrica.

10 Febbraio 2016 – Piemonte, Italia. I sopralluoghi della commissione Ecomafie confermano che in Piemonte c’è la maggiore concentrazione di rifiuti radioattivi, i due terzi del totale, così come la maggiore presenza di ‘vecchi’ impianti e la parte maggiore di combustibile irraggiato, oltre alla presenza più alta di rifiuti liquidi ad alta attività. In Piemonte ci sono il sito di Saluggia (impianto Eurex, deposito Avogadro, impianto Sorin), di Trino (centrale Fermi) e di Bosco Marengo.

11 Febbraio 2016 – Fukushima, Giappone. Un nuovo rapporto di Fairewinds Energy Education (FEE) dal titolo “L’aumento del cancro nel Giappone del post-Fukushima”, rivela che la fusione di vari noccioli dei reattori nucleari della centrale Fukushima Daiichi, innescata nel marzo 2011 ha fatto impennare l’incidenza del cancro alla tiroide a cifre di circa 230 volte superiori alla norma nella prefettura di Fukushima: ciò potrebbe significare fino a un milione di casi di cancro in più in Giappone in futuro. I contenuti del rapporto di FEE contraddicono la cronica tendenza dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, di TEPCO e del governo giapponese a sminuire i livelli di esposizione alle radiazioni e gli effetti prodotti. L’attuale modello di rischio per le radiazioni si basa su presupposti scientifici obsoleti e su dati relativi ai sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, quando ancora non era stato scoperto il DNA né tantomeno la genotossicità superiore fino a sei ordini di grandezza causata dalla cosiddetta “induzione fotoelettronica” associata all’esposizione a bassi dosaggi di radioisotopi, ovvero l’assorbimento nei nostri tessuti di dosi bassissime di radionuclidi come il plutonio-239, l’uranio-238 e più di 100 altri sottoprodotti delle reazioni nucleari che avvengono nelle centrali. 18 Febbraio 2016 – Kirghizistan. La Russia aiuterà il Kirghizistan nello smaltimento delle scorie radioattive. In Kirghizistan si trovano circa 90 bacini e bunker sotterranei, nei quali sono stoccati oltre due miliardi di tonnellate di scorie tossiche e radioattive. I bacini sono stati creati in Kirghizistan al tempo dell’Unione Sovietica, quando nella repubblica si eseguiva attivamente l’estrazione e la lavorazione dell’uranio per l’industria bellica sovietica. Secondo gli ecologi, in caso di infiltrazione di queste sostanze radioattive nei bacini dei fiumi dell’Asia centrale, nella zona ci sarebbe il rischio di una contaminazione radioattiva che colpirebbe oltre cinque milioni di persone

20 Febbraio 2016 – Takahama, prefettura di Fukui, Giappone. Kansai Electric Power (Kepco), riferisce che i propri tecnici hanno rinvenuto una pozza d’acqua contaminata in un reattore che – dopo anni di stop – dovrebbe essere riavviato alla fine di febbraio. Kepco ha comunicato sul suo sito web che 34 litri di acqua radioattiva sono stati rinvenuti presso l’unità No.4 del suo impianto nucleare di Takahama. nella prefettura di Fukui, 500 km a ovest di Tokyo. Non c’è stato alcun impatto sull’ambiente – ha garantito la società – aggiungendo, due giorni più tardi, che a causare la perdita sarebbe stato l’allentamento di un bullone. Il sito è chiuso dal luglio 2011, alcuni mesi dopo terremoto e tsunami che devastarono la centrale nucleare di Fukushima. Kepco aveva già riavviato il reattore Takahama No.3 a fine gennaio, nel quadro di una serie di test. È stato il terzo reattore in Giappone a riprendere le operazioni dopo aver superato i controlli di sicurezza imposti a seguito del disastro di Fukushima.

23 Febbraio 2016 – Tihange, Belgio. Viene spento il rettore1.Ufficialmente per controllare tre pompe difettose.

29 Febbraio 2016 – Takahama, prefettura di Fukui, Giappone. Riattivato appena il 25 febbraio, si spegne il reattore di Takahama.a causa di problemi al generatore. 4 marzo 2016 – Fessenheim, Francia. La Francia ha nascosto la gravità di un incidente avvenuto in una delle sue centrali nucleari nel 2014 per non creare panico e permettere all’impianto, il più vecchio del Paese in funzione dal 1977, di continuare a funzionare indisturbato. Lo afferma il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung in un articolo pubblicato oggi che ha scatenato le reazioni degli ambientalisti e anche del governo di Berlino. L’incidente avvenne nella centrale nucleare Fessenheim, al confine con la Germania, dove un allagamento provocò un guasto ai reattori. Visto che i normali comandi non funzionavano, impedendo la procedura standard di spegnimento, il blocco dei reattori fu effettuato con una procedura di emergenza mai utilizzata in Europa, iniettando boro nell’acqua di raffreddamento. Dell’incidente su data notizia ma venne classificato al livello 1 della scala internazionale, che ha un range che va da 0 a 7, ma a quanto sembra doveva essere molto di più. “Questo grave incidente nucleare a Fessenheim, coperto dalle autorità, è molto preoccupante”, e “sottolinea ancora una volta la natura ad alto rischio dell’energia nucleare”, ha dichiarato la co-presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Rebecca Harms, che ha definito il comportamento delle autorità francesi “al limite del criminale”. “Impianti vecchi come quello di Fessenheim e quello di Cattenom devono essere chiusi per sempre”, ha chiesto Harms aggiungendo che la Ue dovrebbe convocare un summit sulla sicurezza nucleare.

4 marzo 2016 – Buchanan, Stato di New York, USA. Dopo settimane d’inchiesta si scopre che l’arresto di uno dei reattori della centrale di Indian Point del 14 dicembre scorso, è stato causato dagli escrementi degli uccelli presenti sulla linea di trasmissione della corrente elettrica.

9 Marzo 2016 – Takahama, prefettura di Fukui, Giappone. La corte distrettuale di Otsu, in Giappone, ordina la chiusura di due reattori nucleari nella centrale di Takahama, a nord di Osaka, malgrado l’impianto avesse ottenuto il via libera dell’Agenzia della Sicurezza Nucleare.Il gestore della centrale, la Kansai Electric Power, aveva riavviato i reattori numero 3 e 4 nella prefettura di Fukui da inizio anno, dopo essersi adeguato ad una nuova serie di norme più stringenti, introdotte dopo l’incidente di Fukushima, per mitigare le preoccupazioni di quella parte dell’opinione pubblica contraria al riavvio dei reattori. È la prima volta che una corte si pronuncia sul merito della cautela dopo il benestare dell’Agenzia della Sicurezza Nucleare

13 Marzo 2016 – Kakrapar, Stato di Gujarat, India. L’unità 1 della centrale di Kakrapr si blocca automaticamente per la perdita di liquido refrigerante radioattivo. Il direttore dell’impianto, L.K. Jain ammette che “non si tratta di una piccola fuga”, e aggiunge che “al momento stiamo mantenendo il raffreddamento del nucleo. E sottolineiamo che non si registrano incrementi nei livelli delle radiazioni”.

22 Marzo 2016 – Tihange, Belgio. Evacuata la centrale nucleare per un allarme bomba.

7 Aprile 2016 – Francia. “La Francia non è pronta ad affrontare un incidente nucleare grave”. Lo afferma Jean-Claude Delalonde, presidente dell’associazione che riunisce i comitati locali d’informazione sui siti nucleari (Anccli). Secondo l’associazione, le autorità non hanno messo in pratica gli insegnamenti delle catastrofi di Chernobyl e Fukushima, in particolare sul raggio d’azione del “piano particolare di intervento”, le misure da mettere in atto dopo un incidente, che Oltralpe è limitato a 10 chilometri, contro i 20-50 chilometri nei Paesi circostanti. “I piani attuali di soccorso non sono adeguati – spiega Delalonde – Anche se a febbraio 2014 un piano nazionale di risposta è stato reso pubblico, niente è stato messo in atto dopo oltre due anni”. C’è in particolare poca chiarezza su modi e tempi di un’eventuale evacuazione, e delle eventuali distribuzioni di iodio stabile per contrastare le radiazioni. “I piani indiani di evacuazione sono più sviluppati che qui: per esempio prevedono la quantità di cibo da mettere a disposizione, gli alloggi d’emergenza, i letti, le coperte e persino i sari”, aggiunge, chiedendo alle autorità di affrettarsi a realizzare quantomeno delle simulazioni digitali delle catastrofi.

8 Aprile 2016 – Malmoe, Svezia. Alle ore 8, la nave “Sigrid”, pur avendo un pilota a bordo, si è arenata mentre navigava verso il porto della centrale nucleare di Barsebäck. La nave è utilizzata per il trasporto di scorie nucleari dalla centrale nucleare chiusa.

28 Aprile 2016 – Belgio. Per arginare il pericolo di incidente delle vecchie nucleari di Doel e Tihange, Il ministro federale della sanità pubblica del Belgio decide di ampliare la distribuzione delle compresse di iodio a titolo preventivo a tutta la popolazione e non solo a chi abita nelle vicinanze (20 km.) delle centrali.

28 Aprile 2016 – Olanda. Dopo le precauzioni adottate da Bruxelles anche i Paesi bassi hanno deciso di fare incetta di iodio per paura di incidenti nelle vecchie centrali nucleari belghe. Il governo ha deciso infatti di ordinare 15 milioni di pastiglie di iodio per proteggere le persone in caso di incidente. Le pasticche, infatti, aiutano a proteggere la tiroide in caso di aumento della radioattività. 28 Aprile 2016 – CERN, Ginevra. Svizzera. Si ferma l’acceleratore di particelle del centro Europeo di Ricerca Nucleare, Causa: guasto tecnico provocato da una faina saltata su un trasformatore.

2 Maggio 2016 – Zaporizhye, Ucraina. A causa di un guasto nella centrale nucleare ucraina di Zaporižhye viene disattivato il blocco numero 4. Secondo il comunicato stampa dell’amministrazione, si è trattato di depressurizzazione di un sistema a gas di un turbogeneratore.. Per quanto riguarda il livello di radiazione è stimato al massimo a 12 microroentgen/ora nei pressi della centrale. I lavori di riparazioni si protrarranno fino a tarda sera del 5 maggio.

5 Giugno 2016 – Gressan, Valle d’Aosta, Italia. Valori anomali di radioattività vengono registrati dalla sonda xr33, situata in località La Cort, facendo intervenire il Nucleo Nbcr (Nucleare batteriologico chimico e radiologico) dei Vigili del fuoco di Aosta. L’allarme è anche scattato a Roma perché l’impianto di rilevamento è collegato con la sala operativa del Comando provinciale del 115 della capitale. La fluttuazione del livello di radioattività potrebbe essere legata a un guasto o un malfunzionamento temporaneo della sonda.

14 Giugno 2016 – Sarno (Sa), Campania, Italia. I Carabinieri del NOE di Salerno, a seguito di segnalata anomalia di radioattività da parte di associazioni ambientaliste di Sarno ed Acerra, anche d’intesa con la Procura Distrettuale Antimafia di Salerno e la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, avviano accertamenti atti a verificare quanto emerso dai rilievi effettuati dai responsabili della Associazione di volontariato onlus “Gorèe” di Sarno e del Comitato Ambiente e Salute “Volontari per Francesco” di Acerra. Il sopralluogo sul posto segnalato e gli esami strumentali eseguiti dagli esperti qualificati del Centro di Radioattività Regionale dell’Arpac Campania hanno consentito di accertare livelli di radioattività nella norma e di ricondurre i valori a quelli normalmente presenti in natura, in quel luogo.

20 Giugno 2016 – Statte (TA), Puglia, Italia. Prendono il via le operazioni di rimozione, e successiva messa in sicurezza, degli oltre 16.500 fusti contenenti rifiuti radioattivi, stoccati ormai da 15 anni nei locali ex Cemerad. 23 Giugno 2016 – Ancona, Marche, Italia. La Onlus Mondo in Cammino denuncia che al porto di Ancona è transitato un container dalla Cina “contenente rottami ferrosi radioattivi” avvertendo che si tratterebbe di un episodio “non isolato”. Forse anche perché gli scanner per misurare la radioattività RTM910T collaudati nel 2003 non sono mai entrati a regime. 4 Luglio 2016 – Pozzuolo del Friuli – Udine, Italia. In un carico di rottami ferrosi provenienti dalla Croazia viene individuata una sorgente radioattiva grazie al portale della ditta ABS di Cargnacco, a cui era destinato.

7 Luglio 2016 – Italia. Centrali e siti nucleari italiani a rischio di attentati terroristici dell’Isis (Islamic State of Iraq and al-Sham). A confermarlo, fra gli altri, anche i servizi segreti americani. Così, dopo gli attacchi di Parigi e Bruxelles e l’escalation del gruppo armato nei Paesi del vecchio continente, aumenta l’allarme lungo la penisola. Da nord a sud. Tanto che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha convocato, nei giorni scorsi, i vertici della Sogin spa a Palazzo San Macuto. E dall’incontro, l’a.d. della società responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, avrebbe fornito al Copasir “rassicurazioni” sullo stato della sicurezza dei siti e il rafforzamento delle misure di protezione. Da quelli più “centrali” a quelli più “periferici”, come l’Itrec di Rotondella, in Basilicata. Da sempre “obiettivo sensibile”, il centro – “ex Trisaia” – ospita, dagli inizi degli anni 70’ del secolo scorso, 64 barre del ciclo uranio-torio provenienti dalla centrale statunitense di Elk River, in Minnesota. Costruito fra il fra la metà e la fine degli anni 60’ dal Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare ndr), l’Itrec è passato, nel 2003, sotto la gestione proprio della Sogin con la dichiarata finalità di realizzare il decommissioning: allontanamento del combustibile nucleare, decontaminazione e smantellamento strutturale, con messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi.

21 Luglio 2016 – Grugliasco (TO), Piemonte, Italia. Misteriosi contenitori con il simbolo “radioattivo” vengono ritrovati ai margini di un campo agricolo. Le squadre specializzate del comando dei vigili del fuoco hanno eseguito i controlli di rito, escludendo pericoli“

21 Luglio 2016 – Gibilterra. Durante un’esercitazione delle forze armate del Regno Unito, il sottomarino nucleare britannico “HMS Ambush” entra in collisione con una nave mercantile. Le autorità militari rassicurano sulla tenuta dell’impianto nucleare installato sul mezzo navale.

14 Luglio 2016 – Paks, Ungheria. La Országos Atomenergia Hivatal (OAH),l’autorità per l’energia atomica ungherese, emette il seguente annuncio «Come previsto dagli standard di sicurezza nucleare l’unità centrale nucleare di Paks 1 si è spenta automaticamente correttamente a causa di un guasto delle apparecchiature di controllo». Conferma, inoltre, che è stato avviato il contenimento del guasto e la sua eliminazione e che l’incidente «non ha richiesto il funzionamento automatico dei sistemi di sicurezza, la sicurezza non è stato bloccata e non è in pericolo». Inoltre il reattore può restare senza standard di sicurezza nucleare per un limite di tempo sostenibile, durante il quale «Possono essere fatte le riparazioni». Secondo l’OAH, l’incidente non ha quindi danneggiato la sicurezza del reattore che, una volta che i problemi verranno risolti, sarà riavviato sotto il controllo della stessa Országos Atomenergia. La centrale nucleare. l’unica presente in Ungheria, sorge a 5 Km da Paks e a 100 Km dalla capitale Budapest e la sua costruzione, con tecnologia sovietica, è iniziata nel lontano 1974 per entrare in funzione nel 1982. I suo 4 reattori VVER (Vodo-Vodyanoi Energetichesky Reactor;Reattore Energetico Acqua-Acqua) producono 1890 MW circa il 35% dell’energia elettrica dell’Ungheria, ma in questa obsoleta centrale nucleare nel 2003 si era già registrato un incidente grave che costrinse l’OAH a chiudere i rettori per un anno.

Posted on ottobre 12th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Gli inglesi escono dall’Ue ma entrano nel nucleare: nuova centrale a Hinkley Point “A VOLTE RITORNANO E’ LA STRADA GIUSTA ??”

BAGNATICA 16/09/16 – Addio al nucleare? Non in Gran Bretagna. L’esecutivo guidato da Teresa May ha appena dato il via alla costruzione di una centrale nucleare che sorgerà nel vecchio sito di Hinkley Point, per un impegno di spesa prevista in 18 miliardi. La mossa è stata dettata dal previsto esaurimento dei giacimenti nel Mare del Nord. L’autonomia energetica del Paese, quindi, si baserà sulle rinnovabili (soprattutto eolico) e sul rilancio dell’atomo. La decisione ha ovviamente scatenato le proteste ambientaliste.
Nel mirino anche i costi di costruzione. La svolta nuclearista britannica fa contenti anche i francesi. O, almeno, il colosso Electricité de France, partner del governo inglese nell’operazione assieme al gruppo cinese a China General Nuclear Power Corporation, il quale porterà in dote finanziamenti per 6,2 miliardi di sterline. Edf, tuttavia, sta subendo numerosi problemi in vista dell’apertura di una nuova centrale di Flamnville in Normandia, che avrà la medesima tecnologia di Hinkley Point. Non esattamente un buon auspicio per questa scelta che, comunque, va in controtendenza rispetto al vento antinuclearista che soffia in Europa, soprattutto dopo l’incidente di Fukushima.

Posted on settembre 16th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Belgio, paura di attacchi alle centrali: iodio per tutti i cittadini

ROMA 29/04/16 – Cresce la paura di attentati contro le centrali nucleari in Belgio dopo la strage di Bruxelles. Non solo per le minacce, le scoperte di video degli attentatori francesi che riprendevano le centrali belghe ma anche il fatto che due dipendenti degli impianti atomici scapparono per arruolarsi nell’Is nel 2012. Così ora è stato deciso: tutti i cittadini del Belgio riceveranno pastiglie di iodio, come misura di precauzione in caso di incidenti nucleari. Lo ha annunciato la ministra della Salute, Maggie De Block. Sino ad oggi solo le persone che vivono vicino alle centrali nucleari avevano ricevuto le pastiglie, che agiscono sulla tiroide saturandola di iodio per evitare che venga assorbito quello radioattivo 131 liberato dalle fughe nucleari. Il governo ha infatti accettato di ampliare la misura alla zona compresa fra i 100 chilometri intorno alle centrali nucleari, rispetto ai 20 chilometri attuali, su raccomandazione del Consiglio superiore della salute e dall’agenzia federale di controllo sul nucleare. LEGGI Da Bruxelles a Treviso, poi Venezia e Grecia: Khalid El Bakraoui passò in Italia nel 2015 In Belgio ci sono due centrali attive, Doel e Tihange, ma la misura si applica anche alle centrali olandesi di Borssele e francese di Chooz. Il costo della distribuzione delle pastiglie sarà pagato dalla compagnia Electrabel, che gestisce le centrali nucleari del Belgio, che forniscono il 50 per cento del totale di energia utilizzata dal Paese. I misteri, l’omicidio e il video dei terroristi. Recenti incidenti, legati a motivi tecnici, negli impianti del Paese hanno suscitato dibattito pubblico e politico anche in Olanda, creando inquietudine in Lussemburgo e Germania. Ma la sicurezza degli impianti è stata messa in discussione soprattutto in relazioni agli attentati del 22 marzo a Bruxelles. La notizia è stata scritta dai quotidiani belgi che ricordano come un uomo che lavorava come agente della sicurezza è stato assassinato due giorni dopo gli attentatati nella capitale e il suo “pass” è stato rubato. ROMA – Cresce la paura di attentati contro le centrali nucleari in Belgio dopo la strage di Bruxelles. Non solo per le minacce, le scoperte di video degli attentatori francesi che riprendevano le centrali belghe ma anche il fatto che due dipendenti degli impianti atomici scapparono per arruolarsi nell’Is nel 2012. Così ora è stato deciso: tutti i cittadini del Belgio riceveranno pastiglie di iodio, come misura di precauzione in caso di incidenti nucleari. Lo ha annunciato la ministra della Salute, Maggie De Block. Sino ad oggi solo le persone che vivono vicino alle centrali nucleari avevano ricevuto le pastiglie, che agiscono sulla tiroide saturandola di iodio per evitare che venga assorbito quello radioattivo 131 liberato dalle fughe nucleari. Il governo ha infatti accettato di ampliare la misura alla zona compresa fra i 100 chilometri intorno alle centrali nucleari, rispetto ai 20 chilometri attuali, su raccomandazione del Consiglio superiore della salute e dall’agenzia federale di controllo sul nucleare. In

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Belgio ci sono due centrali attive, Doel e Tihange, ma la misura si applica anche alle centrali olandesi di Borssele e francese di Chooz. Il costo della distribuzione delle pastiglie sarà pagato dalla compagnia Electrabel, che gestisce le centrali nucleari del Belgio, che forniscono il 50 per cento del totale di energia utilizzata dal Paese. I misteri, l’omicidio e il video dei

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terroristi. Recenti incidenti, legati a motivi tecnici, negli impianti del Paese hanno suscitato dibattito pubblico e politico anche in Olanda, creando inquietudine in Lussemburgo e Germania. Ma la sicurezza degli impianti è stata messa in discussione soprattutto in relazioni agli attentati del 22 marzo a Bruxelles. La notizia è stata scritta dai quotidiani belgi che ricordano come un uomo che lavorava come agente della sicurezza è stato assassinato due giorni dopo gli attentatati nella capitale e il suo “pass” è stato rubato. Da qui il timore, nonostante le rassicurazioni della Procura, che qualche terrorista usando documenti falsi si introduca nelle centrali. Nel giorno del tragico attentato a Bruxelles le centrali di Doel e Tihange furono evacuate e due giorni dopo le autorità ritirarono tutti i pass per motivi di sicurezza, ridussero il personale aumentando le guardie private, polizia locale e federale. Ora questa nuova misura di prevenzione, per la salute

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dei cittadini, fa pensare che le informazioni dell’intelligence portino ai siti. Solo pochi giorni prima degli attentati era emersa una delle prime prove concrete di un interessamento dello Stato Islamico verso gli impianti nucleari belgi: il 18 marzo la polizia aveva detto di avere trovato nella casa di Mohammed Bakkali, arrestato nel corso delle indagini sugli attacchi di Parigi, un filmato girato di nascosto in cui era ripreso un funzionario belga del dipartimento che si occupa di energia nucleare. Secondo la polizia, il filmato è stato realizzato con una telecamera nascosta davanti all’abitazione del funzionario. La telecamera sarebbe stata sistemata e poi recuperata da Khalid e Ibrahim el Bakraoui, i due fratelli che si sono fatti esplodere negli attentati di Bruxelles (uno all’aeroporto e uno nella metropolitana uccidendo 32 persone e ferendone 300 in modo grave). La loro intenzione sembra fosse quella di rapire il funzionario e costringerlo a portare fuori del materiale nucleare dal laboratorio nel quale lavorava. Si tratta di un piano che probabilmente sarebbe fallito, visto che non è facile portare all’esterno di un sito nucleare materiale radioattivo estremamente pericoloso che in molti casi è in grado di uccidere un essere umano in pochi secondi se non viene adeguatamente schermato

Posted on aprile 29th, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Allarme di Sogin: il deposito unico non è prorogabile

LATINA – Dieci milioni di euro per l’ennesimo deposito che custodirà provvisoriamente una parte delle nostre scorie nucleari, in attesa del deposito unico (e soprattutto definitivo) che si promette da quasi un ventennio ma che nessuno, ad oggi, vuole ospitare. Si è celebrata la buona volontà degli scienziati e lo spreco di tutti noi nella ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, la prima a nascere in Italia all’inizio degli anni ’60 per iniziativa dell’allora patron dell’Eni, Enrico Mattei. Riccardo Casale, ora proiettato sulla poltrona di ad della Sogin, la società pubblica che ha l’impervio compito di smantellare le nostre ex centrali atomiche gestendo i detriti insieme a quelli che continuano a produrre l’industria e la medicina, approfitta della visita delle Commissioni parlamentari per lanciare il suo altolà: l’ulteriore ritardo del deposito unico non solo ci fa sprecare energie e denari ma impone «una pericolosa eredità per le generazioni future». Anche generic cialis perché i 23 siti provvisori piazzati in 11 regioni, a cui cialis uk next day delivery si aggiungono oltre 300 mini-depositi dove le scorie continuano ad essere prodotte ma non si sa dove mandarle, hanno bisogno di una grande manutenzione straordinaria. Rischi per la sicurezza e rischi di sprecare nuovi denari, in mancanza di una soluzione strutturale. A meno di non limitare online pharmacy uk viagra le opere “provvisorie” derogando al principio della massima sicurezza. Tentazione che i manovratori della Sogin hanno sicuramente evitato, allestendo il blocco di cemento viagra how to take armato lungo 75 metri e largo 30 inaugurato sulla costa laziale. Una bella opera d’ingegno, hanno commentato anche i parlamentari. Peccato che se ne poteva fare a meno. Il messaggio è per le istituzioni, che a loro volta devono sollecitare l’Ispra, a cui spetta il compito di emanare i “criteri” (siamo ancora a quel punto) per disegnare l’architettura e i possibili luoghi del deposito nazionale. Che paga l’approssimazione dei tentativi passati e deve comunque rispettare rigide linee guida (si veda Il Sole del 23 marzo). Gli scienziati della Sogin qualche idea ce l’hanno. La soluzione che li convince è quella adottata dagli spagnoli per il deposito di El Cabril: una sorta di arca modulare supertecnologica e persino bella. Casale e i suoi pensano comunque ad una versione “a scomparsa”. Sarà integrata (si continua a promettere) con un parco tecnologico che cialis used for enlarged prostate ospiterà un polo di ricerca avanzata sulle tecnologie cialis strengths di gestione dei rifiuti ma anche, chissà, sul nucleare di nuova generazione che saprà riusare all’infinito il combustibile da rigenerare. I laboratori saranno ben visibili. L’arca di cemento man mano che sarà riempita «sarà sormontata di terra e alberi per essere restituita al territorio». «Ne discuteremo nei dettagli con le popolazioni potenzialmente interessate, che avranno una serie di vantaggi a cui forse non vorranno rinunciare» azzarda Casale.

Posted on aprile 15th, 2014 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Nucleare, solo 35 stati firmano gli impegni sulla sicurezza. No di Russia e Cina

Aia (Olanda)  25/03/14 – Rafforzare la sicurezza nucleare, evitare che i materiali nucleari possano finire o essere intercettati da organizzazioni terroristiche, valutare periodicamente i programmi nazionali di sicurezza nucleare. Sono questi gli impegni presi da 35 paesi tra cui l'Italia nel corso del vertice mondiale sulla sicurezza nucleare che si conclude oggi con una conferenza stampa alla quale parteciperà il presidente americano Barack Obama.

 

Dei 53 paesi che partecipano alla conferenza, solo 35 si sono

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dichiarati disponibili a cooperare più strettamente tra loro. Tra i paesi che non si riconoscono in tali orientamenti Russia, Cina, India, Pakistan e Nigeria. La Russia in particolare detiene grandi depositi di materiali nucleari. L'obiettivo politico dei grandi paesi promotori di una cooperazione più stretta, in primo luogo gli Stati Uniti, é contrastare e prevenire il terrorismo nucleare. L'impegno é di rispettare gli orientamenti dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) per garantire la sicurezza dei materiali nucleari nelle fasi di produzione e trasporto.

Posted on marzo 25th, 2014 by eugenio  |  Commenti disabilitati

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