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Archive for the ‘NUCLEARE’ Category

Nuova perdita radioattiva a Fukushima

Tokio – 20/02/14 – Nuova perdita di acqua contaminata sulla parte superiore di uno dei numerosi ed enormi depositi installati alla centrale di Fukushima, danneggiata dallo tsunami del 2011. Ad annunciarlo è l’operatore, la Tepco, che ha fatto sapere che la fuoriuscita generic dapoxetine, generic lioresal. avrebbe interessato circa 100 metri cubi di materiale. 

La stessa azienda ha fatto sapere che «la perdita è stata fermata e che gli addetti all’impianto sono al lavoro per «recuperare il materiale fuoriuscito». 

 

«Non ci sono canali in prossimità di questo deposito, che è lontano dall’Oceano – ha precisato il portavoce – ed è dunque poco probabile che l’acqua contaminata sia arrivata fino al mare». Questa acqua, liberata dal

cesio radioattivo, resta contaminata da radionucleidi che emmettono raggi beta. 

 

 

La centrale nucleare di Sellafiled, nel nord ovest dell’Inghilterra, è stata parzialmente chiusa dopo che sono stati rilevati livelli alti di radioattività. Lo scrive la Bbc. La struttura è la più vecchia e più grande d’Europa.  

 

Al personale della centrale nucleare di Sellafield, nel nord ovest dell’Inghilterra – in parte chiusa dopo che sono stati rilevati alti livelli di radioattività – è stato chiesto di rimanere a casa. 

 

Lo scrive la Bbc. Nella centrale rimangono comunque i tecnici che stanno lavorando «normalmente» per permettere alla centrale di continuare a funzionare.  

Posted on gennaio 31st, 2014 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Fukushima, nuova fuga radioattiva. 6 operai contaminati

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TOKIO 09/10/13 – La centrale radioattiva di Fukushima, in Giappone, continua a mietere vittime.

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Il portavoce della Tepco, la società elettrica che gestisce la centrale nucleare, ha dichiarato che 6 operai "sono stati esposti stamattina a radioattività dopo una perdita di acqua contaminata causata da un errore umano". Secondo la ricostruzione dei fatti sembra che un operaio abbia staccato un tubo collegato a un sistema di desalinizzazione di acqua versata nei reattori danneggiati della centrale provocando una fuoriuscita di tonnellate di acqua. Anche se sempre il portavoce ha dichiarato che "l'acqua è rimasta all'interno dello stabilimento, senza sversamento in mare". Proprio ieri il premier giapponese, Shinzo Abe, "siamo aperti a ricevere le conoscenze più avanzate dall'estero per risolvere il problema di Fukushima. Il mio Paese ha bisogno di nuove conoscenze e competenze".

Posted on ottobre 9th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Fukushima: ancora perdite, 420 tonnellate di acqua radioattiva

TOKIO 03/10/2013 – Si continua a lavorare in emergenza a Fukushima, dove si susseguono le perdite dai contenitori di acqua che raffreddano i nuclei dei reattori. Sono centinaia le tonnellate di acqua contaminata che vengono versate nell’oceano. L’ultima perdita, dichiarata dalla Tepco la notte scorsa, parla di 420 tonnellate di acqua radioattiva versate in 12 ore, che avrebbero forse raggiunto purchase zoloft, purchase Zoloft. l’Oceano Pacifico.

Si tratta del secondo episodio del genere in soli due mesi. La perdita precedente era stata di 300 tonnellate. Le perdite di acqua radioattiva, rivelate grazie ad un’indagine giornalistica, hanno portato alla luce la drammaticità della situazione in cui versano i reattori a Fukushima, dove la situazione non solo non è sotto controllo, ma manca una strategia chiara per affrontare il problema. 

L’acqua fuoriuscita questa volta  conteneva 200.000 becquerel per litro di isotopi radioattivi beta-emittenti , compreso lo stronzio 90. Il limite legale per lo stronzio 90 è di 30 becquerel per litro. 

Stand a ciò che riporta la Tepco radiazioni pericolose si registrano nell’acqua attorno all’impianto, ma non ‘è pericolo per l’acqua in altri paesi perchè le radiazioni si diluiscono in mare.

Tepco sta pompando centinaia di tonnellate di acqua al giorno nei reattori di Fukushima per mantenere bassa la temperatura e  conservare le acque reflue radioattive nei serbatoi.

Altri rilievi sono stati fatti sui terreni vicini ad altri serbatoi e sono stati rilevati alti livelli di radiazioni segnalando probabilmente altri problemi strutturali.

Con l’emersione di questo problema che la Tepco ha tentato di nascondere per mesi, la situazione reale a Fukushima è emersa in tutta la sua evidente dramamticità costrngendo il Governo ad assumere un ruolo diverso nella gestione dell’emergenza, con lo stanziamento di fondi per l’emergenza.

Ad oggi non sono noti piani di risoluzione del problema che si presenta per la prima volta in questi termini. E’ sempre più evidente che non si sa quali saranno i danni finali di questo incidente, che appare sempre più chiaramente una ferita difficilmente rimarginabile per l’ambiente dell’Oceano Pacifico e del Giappone.

L’unico progetto finora paventato è quello della costruzione di un muro di ghiaccio attorno alle cisterne di acqua per mantenerle fredde e evitare perdite. Il costo per costruzione è esorbitante e anche quello del mantenimento di una struttura del genere per il tempo necessario

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al ripristino della sicurezza nei reattori.

Posted on ottobre 3rd, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Fukushima, stanziati 470 milioni di dollari per gestire l’emergenza

 

 

Tokyo, 03 Settembre 2013

Il governo giapponese ha annunciato lo stanziamento di 47 miliardi di yen (circa 470 milioni di dollari) per affrontare la nuova crisi nell'impianto nucleare di Fukushima, dove si è verificata una fuga di
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acqua radioattiva. Lo riferisce l'agenzia stampa nipponica Kyodo.

 Il governo sta considerando la costruzione di una barriera sotterranea lunga 1,4 chilometri per bloccare la fuoriuscita di acqua contaminata usata per raffreddare i reattori nucleari. Il livello di allarme attorno alla centrale è stato innalzato la settimana scorsa da uno a tre, il piu' grave dall'inizio del disastro nucleare scatenato dal terremoto e lo tsunami dell'11 marzo 2011.

 Secondo il primo ministro Shinzo Abe, la Tepco, societa' che gestisce l'impianto, non puo' affrontare da sola la nuova crisi che si e' verificata a Fukushima. Circa 20 dei miliardi di yen necessari al piano verranno prelevati dal fondo di riserva del bilancio per l'anno fiscale 2013. Vi sono crescenti timori nel governo nipponico, riferisce la Kyodo, che l'intera vicenda danneggi la candidatura di Tokio per le Olimpiadi estive del 2020. La citta' che ospitera' i Giochi verra' scelta il 7 settembre. 

Posted on settembre 3rd, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Fukushima, sale il livello di allarme dopo la perdita di acqua radioattiva

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Giappone 28/08/2013 – La Nuclear Regulation Authority (Nra),

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l'agenzia sulla sicurezza nucleare nipponica, ha alzato ufficialmente a 3 ('serio incidentè) il livello di gravità della does lexapro have an immediate effect abbondante perdita d'acqua radioattiva avvenuta la scorsa settimana alla centrale di Fukushima. L'aggiornamento, dal precedente livello 1 ('anomalià) è il passo più serio finora preso sul complesso danneggiato

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dal sisma/tsunami di marzo 2011 e causa della crisi di livello 7, il più alto possibile

Posted on agosto 28th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Inaugurato in Iran nuovo impianto per produzione di uranio

Teheran, 09-04-2013

L'Iran ha inaugurato un nuovo impianto per la produzione di uranio ad Ardakan, nella provincia centrale di Yazd. Lo riferisce la tv di Stato iraniana. L'Iran, secondo l'emittente Press Tv, ha anche avviato le operazioni di estrazione di uranio in miniere a Saghand, nella stessa provincia. La cerimonia di inaugurazione dell'impianto neurontin online, dapoxetine online. per la produzione di uranio è stata trasmessa in diretta dalla tv di Stato nel giorno in cui l'Iran celebra la 'Giornata nazionale della tecnologia nucleare'. Ad aprire l'impianto 'Shahid Rezaeenejad' e' stato il presidente Mahmoud Ahmadinejad. Secondo l'agenzia di notizie Xinhua, la struttura serve per la produzione di 'yellowcake', il concentrato di ossidi di uranio che, arricchito, diventa combustibile nucleare. Stando a quanto riferito ieri dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, l'uranio estratto nelle miniere di Saghand verra' poi 'lavorato' nell'impianto 'Shahid Rezaeenejad'.

Posted on aprile 9th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

28/03/13 Namie “IL GIORNO DOPO”

La città giapponese di Namie, nella prefettura di Fukushima, è uno dei luoghi colpiti tre volte dai disastri del 2011.

Il terremoto, lo tsunami e la fuga radioattiva dalla vicina centrale nucleare hanno costretto i cittadini ad abbandonare le loro case, e il pericolo causato dalle radiazioni impedisce loro tuttora di tornarvi.

Il sindaco di Namie ha così rivolto un appello a Google, chiedendo che i circa 21.000 cittadini sfollati – per i quali non è facile ottenere un permesso anche solo per una breve visita per recuperare qualche oggetto o rendersi conto delle condizioni della propria abitazione – possano almeno vedere la città via Internet grazie a Street View.

 

«Tutti vogliono conoscere lo stato della zona del disastro, ci sono un sacco di persone che hanno bisogno di vedere come stanno le cose»: così Tamotsu Baba, il sindaco, ha spiegato l'iniziativa. «Tutti gli abitanti della nostra città, 21.000 persone, sono attualmente evacuati in tutto il Giappone».

Google ha realizzato anche un sito web apposito, Memorie per il Futuro, che mostra le immagini delle zone colpite dal disastro prima e dopo gli avvenimenti del marzo 2011.

«A Namie il tempo si è fermato» commenta ancora il sindaco. «A causa del rischio nucleare, in questi due anni abbiamo potuto eseguire soltanto lavori rapidi e sbrigativi. Apprezzeremmo molto se guardaste queste immagini su Street View per capire quale sia l’attuale stato di Namie e la gravità della situazione».

Il prossimo mese alcune aree della città saranno aperte a delle visite temporanee da parte degli abitanti evacuati. Ci si aspetta che entro l'estate il primo ministro annunci generic depakote, generic clomid. la possibilità di ritornare stabilmente in alcune zone, dopo che il processo di decontaminazione a Namie e in altri luoghi sarà stato concluso; tuttavia, i lavori paiono procedere a rilento anche a causa della difficoltà di trovare i posti per conservare le grandi quantità di suolo e detriti irradiati rimossi.

Posted on marzo 28th, 2013 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Esplosione nucleare di Chernobyl

Ucraina, Unione Sovietica 26 aprile 1986 31 morti (in un primo tempo) 135 mila evacuati

 

 

IL progetto del reattore era inadeguato dal punto di vista della sicurezza e ineso­rabile per gli operatori, circostanze che provocavano uno stato operativo peri­coloso.

Dal rapporto del 1996 della Nuclear Energy Agency, «Chernobyl 10 anni dopo»

 

 

Ovunque si verifichi, un incidente nucleare è un incidente nucleare ovunque.

Dal rapporto NEA del 2001, «Fatti, riflessioni e lezioni tratti dall' incidente di Chernobyl

Inesorabile

 

Dal 1990 al 1998 furono diagnosticati 1791 casi di tumore alla tiroide nei bambini ucraini che abitavano nella zona circostante la centrale nucleare di Chernobyl. Esperti hanno attribuito tutte queste forme cancerogene all'incidente stesso. Si prevede l'insorgere di altri casi.

 

 

Errori di progettazione

 

La centrale nucleare di Chernobyl utilizzava un reattore nucleare noto come RMBK.-1000, progettato e costruito dai sovietici, che non era allora, come non è adesso, impiegato in nessun'altra località del mondo.

L'RMBK-1000 usa blocchi di grafite al posto dell'acqua refrigerante. Venne concepito per due motivi: generare elettricità e garantire all'Unione Sovietica una fornitura costante di plutonio militare, uno dei bioprodotti della grafite. Durante la guerra fredda, l'Unione Sovietica era decisa a produrre armi di distru­zione di massa equivalenti a quelle del programma di armamento nucleare statu­nitense. L'esistenza di una fornitura costante e affidabile di plutonio permetteva ai sovietici di continuare l'espansione del loro arsenale nucleare, fornendo al tempo stesso elettricità al paese.

Nondimeno, e come si afferma nel rapporto NEA «Chernobyl 10 anni dopo» il problema stava nel fatto che la progettazione dell'RMBK-lOOO non tollerava errori da parte dell'operatore ed era sprovvisto del sistema operativo dotato di autoeliminazione guasti. Messo in termini più semplici, nei reattori nucleari costruiti e utilizzati dagli Stati Uniti e da altri paesi, se il reattore comincia a perdere acqua refrigerante, la velocità di fissione (produzione di energia) dimi­nuisce nel tentativo di ridurre il calore causato dalla perdita del refrigerante stesso. Neil'RMBK-1000, se il sistema perde acqua refrigerante, si scatena un'ulteriore fissione e il nucleo diventa più caldo. Si tratta quindi della reazione opposta a quella ideale nel caso di una perdita, e molti paesi avevano cercato di convincere i sovietici che stavano letteralmente giocando con il fuoco (nucleare). E ovvio, tuttavia, che questi erano disposti a correre il rischio pur di acquisire plutonio.

In aggiunta ai rischi inerenti alla modalità di produzione di energia del progetto, un altro problema del reattore era l'assenza di una cupola di conteni mento. Tutti i reattori statunitensi sono dotati di cupole di contenimento in acciaio e cemento che impediscono la dispersione di radioattività nell'atmosfera in caso di incidente nucleare. I sovietici erano stati avvertiti anche in merito a questo punto, ma scelsero di non fare nulla.

All'1:24 di venerdì 26 aprile 1986, l'unità 4 dell'impianto nucleare di Chernobyl esplose. Le due enormi deflagrazioni, a distanza di tre secondi l'una dall'altra, fecero saltare via il tetto dell'edificio. Gas radioattivi, detriti e mate­riali di vario genere contenuti nel reattore furono scaraventati per circa un chilo­metro nell'atmosfera. Parti delle incandescenti barre combustibili del reattore volarono in aria per atterrare a a loro volta a un chilometro di distanza, sprigio­nando fuochi radioattivi che accrebbero la contaminazione della zona.

Due operai morirono all'istante e 29 furono esposti a una quantità tale di radiazioni che è possibile considerarli morti da quel momento, anche se quasi tutti languirono per un paio di settimane in ospedale, agli ultimi stadi di una contaminazione radioattiva estrema. Centinaia di migliaia di persone vennero evacuate dalle cittadine circostanti, un numero sterminato di animali venne ucciso per prevenire l'ingestione di-carne radioattiva e molti paesi europei rifiu­tarono di importare grano proveniente da località prossime all'Ucraina, chie­dendo ai loro cittadini di lavare con cura frutta e verdura… anche se coltivati nel loro paese.

L'incidente di Chernobyl si verificò a causa del tentativo di alcuni dipendenti di realizzare un esperimento non autorizzato e a basso grado di energia, che presupponeva la disabilitazione del sistema di raffreddamento d'emergenza. Quando si resero conto che il nucleo era surriscaldato, era ormai troppo tardi per invertire il processo, i dipendenti avevano inavvertitamente permesso al calore di deformare i canali destinati alle barre combustibili), e subito dopo il tetto era scomparso, due uomini erano morti e una nuvola radioattiva mortale si diffon­deva nella zona.

Successivamente, la radioattività generata dall'esplosione di Chernobyl sarebbe stata rilevata addirittura negli Stati Uniti.

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Il governo sovietico parlò dell'esplosione solo due giorni dopo, il 28 aprile, dopo che scienziati svedesi ebbero riferito di un aumento della radioattività nell'atmosfera della loro nazione, radioattività che risaliva a Chernobyl. Anche dopo che l'opinione pubblica fu informata, i sovietici non fornirono alcun detta­glio sulla monumentale catastrofe.

In seguito, il reattore di Chernobyl venne incassato in una struttura di cemento definita «il sarcofago». Più di 600.000 operai, noti come i «liquidatori» lavorarono alla ripulitura del reattore e alla costruzione del sarcofago. Sfortunatamente, questo era stato malamente costruito, e a pochi anni dal suo completamento cominciò a rilasciare radiazioni. Altri lavori furono effettuati per garantirne l'integrità, ma permangono dubbi sulla sua sicurezza.

L'incidente nucleare di Chernobyl è stato il peggiore di tutti i tempi. Seguendo a poca distanza quello delle Tree Mile Island, infuse nuovo vigore agli antinuclearisti, e indusse molti paesi a stabilire nuove e rigorose norme di sicu­rezza per la costruzione e la gestione di impianti nucleari.

Quanto agli effetti a lungo termine sulla salute, si prevede che l'esposizione alle radiazioni di Chernobyl provocherà centinaia di migliaia di nuove forme cancerogene, decine di migliaia delle quali risulteranno fatali.

Il rapporto NEA compendia l'impatto dell'incidente di Chernobyl nell'ag­giornamento del 2001 al rapporto iniziale:

 

La storia del mondo industriale moderno è stata interessata in molte occasioni da catastrofi paragonabili o perfino più gravi di quella di Chernobyl. Ciononostante, questo incidente ha esercitato un impatto significativo sulla collettività. Non solo ha causato gravi conseguenze sulla salute, e danni fisici, industriali ed economici a breve termine, ma anche conseguenze a lungo termine nell'ottica di disordini socio-economici, disturbi psicologici e danni all'immagine dell'energia nucleare … che si prevede perdureranno a lungo.

Quindici anni dopo l'incidente di Chernobyl, la comunità internazionale sta ancora apprendendo lezioni utili, e lavora per ridurre questi casi a incidenti minori. E sperabile che queste lezioni non debbano mai più essere applicate a un incidente delle dimensioni e della portata di quello di Chernoby.

Posted on gennaio 6th, 2013 by enrico  |  Commenti disabilitati

Incidenti nucleari (o affini) da 01/07/2011 a 30/11/2012

2 Luglio 2011 – Tricastin, Francia. Una colonna densa di fumo si leva dalla centrale a Tricastin, nei pressi di Marsiglia. Dopo un'esplosione  prende fuoco, senza conseguenze,  un trasformatore della zona non nucleare dell'impianto. Le fiamme sono state subito domate

6 Luglio 2011 – Tokai, Giappone. Un rogo si sviluppa in un impianto della Japan Atomic Powerè per lo smaltimento di scorie nucleari accanto al reattore N.2 di Tokai, nell'Est del Giappone, mentre gli operai stavano spostando i rifiuti in una vasca

7 Luglio 2011 - Balakovo – Federazione Russa. La quarta unità unità della centrale nucleare di Balakovo viene chiusa a causa di un temporale che ha interessato le due linee elettriche che forniscono energia elettrica per la quarta unità

8 Luglio 2011 – Southampton, Scozia, Gran Bretagna. sparatoria con un morto e un ferito sull'Astute, sommergibile nucleare di ultima generazione. La polizia britannica arresta il militare che ha aperto il fuoco, rassicurando sulla natura dell'incidente che non avrebbe nulla a che fare con il terrorismo.  Il ministero della Difesa rassicura la popolazione riferendo che non vi è nessun pericolo.

26 Luglio 2011 – Chernobyl, Ucraina. A 25 anni di distanza il pesce della Cumbria (Gran Bretagna) porta ancora i segni della contaminazione di Chernobyl. Preoccupante è il dato della dose massima di irradiazione che ogni cittadino avrebbe ricevuto dal consumo di questo pesce, che è stata valutata essere fino a 10% superiore del limite stabilito annualmente

3 Agosto 2011 – Alcuni siti russi (v. interkavkaz.com) si apprestano a diffondere le informazioni secretate sui test nucleari eseguiti, dal 1980 al 1984, nella regione di Astrakhan, nell’ambito del programma “Vega” (sono state condotte 15 esplosioni nucleari sotterranee). Nel sottosuolo vi sono ancora 13 impianti di stoccaggio sotterraneo con cariche nucleari. Questi pozzetti nucleari e i test hanno avvelenato l’acqua del Volga con perdita di fauna ittica (il pesce Astrakan) e strane malattie del bestiame in superficie. I dati sulla salute della popolazione in questa regione non sono resi pubblici, ma si riscontra un aumento dei cancri, dell’infertilità, dell’asma familiare, delle malattie legate alla forte l'inibizione del sistema immunitario

6 Agosto 2011 – Baia di Bohai, Cina. Secondo fonti americane sarebbe occorso un incidente ad un sottomarino cinese a propulsione nucleare nella baia di Bohai, al largo delle coste nordorientali della Cina

21 Agosto 2011 – Chengdu, Cina. Incendio, in piena città, presso il reattore di ricerca dell'Istituto di Ingegneria Nucleare. Non note altre notizie

8 Settembre 2011 – Budapest, Ungheria. l’Hungarian Atomic Energy Authority comunica un rilascio, protrattosi poi fino al 16 novembre, di Iodio 131 da parte dell’Istituto Nucleare di Budapest che produce radioisotopi per la salute, la ricerca e per applicazioni industriali. La nube radioattiva si è diffusa dalla Polonia alla Francia, passando per Germania e Austria, e raggiungendo la Svezia e la Repubblica Ceca

12 Settembre 2011 – Mercoule, Francia. esplosione all'interno di una fornace per il riciclaggio di scorie radioattive. Muore un operaio, 4 rimangono feriti. Le analisi dell’ISNR parlano di “assenza di radioelementi artificiali” nei dintorni della centrale

17 Settembre – Cernavoda, Romania. Uno dei due reattori della centrale nucleare rumena di Cernavoda, nel sud-est del paese, viene spento per problemi al sistema di alimentazione da combustibile

19 Settembre 2011 – Francia. Dopo Fukushima l’Authority per la sicurezza nucleare francese (ASN) ha esaminato il grado di sicurezza di 19 impianti. È risultato che in caso di terremoto o comunque di interruzione dell’approvvigionamento di energia elettrica, ben 8 impianti sembrano sprovvisti delle adeguate contromisure: Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban, Le Blayais

3 Ottobre 2011 – Genkai, Giappone. Improvviso arresto del reattore numero quattro nella centrale atomica di Genkai, situata nella provincia sud-occidentale di Saga. Non rese note le cause del blocco automatico

4 Ottobre 2011 – Dessel, Belgio. Tre persone, durante un’ispezione AIEA, vengono contaminate in seguito ad un incidente nell’ impianto per il trattamento dei rifiuti nucleari di Dessel a causa della rottura di una fialetta di plutonio caduta in terra. L’incidente è stata classificato a livello 2 della scala INES; le autorità belghe riferiscono che l'area dell'incidente è stata isolata e che non c'è stato rilascio di radioattività nell'ambiente

11 Ottobre 2011 - Federazione Russa. il direttore generale della Rosatom (l’agenzia russa per l’energia nucleare) Sergej Kirienko decide di prolungare a 45 anni la vita di ben 11 centrali modello “Chernobyl”, ovvero reattori di vecchia generazione, strutturalmente privi delle misure di sicurezza propri di gran parte delle centrali occidentali. I progettisti sovietici che avevano fatto costruire questi reattori avevano suggerito di spegnere queste centrali dopo 30 anni di attività. 4 di questi reattori sono alle porte di San Pietroburgo, metropoli da 5 milioni di abitanti

18 Ottobre 2011 – Karachi, Pakistan. Stato di emergenza per 7 ore nell’impianto nucleare di Karachi per fuoriuscita di acqua da un reattore. Non segnalate fughe radioattive

22 Ottobre 2011 – Oskarshamn, Svezia. Uno dei reattori della centrale nucleare di Oskarshamn, in Svezia, viene spento in seguito a un incendio sviluppatosi all’interno dell’impianto. La società che gestisce la centrale, la Okg, conferma la notizia, precisando che il rogo è scoppiato nella sala turbine del reattore numero 2. L’incendio sarebbe stato causato da una fuoriuscita di petrolio, mentre il reattore sarebbe stato fermato solo per ragioni precauzionali. Paura di fuga radioattiva fra gli abitanti della zona e anche in alcune zone della Russia nordoccidentale non lontane dalla centrale

26 Ottobre 2011 – Tokai, Giappone. Fuga di acqua radioattiva nell’impianto nucleare di Tokai causata per errore da un dipendente che ha allentato un bullone nella vasca per la pressione. Quattro dipendenti sono stati esposti all'acqua radioattiva, ma non è stata confermata nessuna fuga radioattiva interna, né tantomeno esterna

Novembre 2011 – Mayak, Federazione Russa. L'associazione ambientalista russa Planet of Hopes esegue dei prelievi dal fiume Techa vicino al villaggio di Muslyumovo (il fiume e il villaggio si trovano presso l’impianto di Mayak, nella città nucleare chiusa di Ozersk, l'unico operativo in tutta la Russia per il ritrattamento di combustibile nucleare esaurito dei reattori Vver-440 reattori e dei sottomarini nucleari, ma riprocessa anche combustibile importato da altri Paesi. Da decenni sversa veleno radioattivo nel fiume Techa e da qui  nel lago Karachai che, secondo diverse fonti, sono i posti più  contaminati da radiazioni di tutto il pianeta. A Mayak è anche avvenuta nel 1957 – ma resa nota solo nel 1989 – la più grande catastrofe nucleare della storia dopo quelle di Chernobyl e di Fukushima Daiichi, conosciuta come il disastro di Kyshtym,  quando esplose un container con scorie altamente radioattive nella Mayak chemical combine, contaminando circa 20.000 km2 e 270.000 persone).  Le analisi sui prelievi effettuati da Planet of Hopes dimostrano un livello di radiazioni di fondo 79 volte superiore alla norma.  La gente locale continua ad utilizzare l'acqua del fiume per le attività domestiche ed agricole: una parte dei radionuclidi sono già passati dal fiume Techa, attraverso i prodotti a base di carne e latte, nella popolazione umana residente lungo la rive del Techa (vedi anche “aprile 2010” e “27 Dicembre 2011”)

25 Novembre 2011 – Zaporizhia, Ucraina. Il secondo reattore della centrale nucleare di Zaporizhia, nell'Ucraina sudorientale, si spegne a causa di un guasto al sistema di raffreddamento del generatore. Per l’ufficio stampa della centrale: “Livello di radioattività nella norma”

28 Novembre 2011 – Isfahan, Iran. In seguito a probabile attacco dei servizi segreti israeliani un’esplosione interessa gli impianti di arricchimento dell'uranio della centrale di Isfahan

Dicembre 2011 – Romania, Cernavoda. Il reattore della centrale diCernavoda si blocca a causa di una perdita di acqua distillata.

5 Dicembre 2011 - Nogent-sur-Seine, Francia. Attivisti francesi di Greenpeace, simulando un attacco terroristico, penetrano nella centrale di Nogent-sur-Seine, a neanche 100 km da Parigi. L’attentato terroristico, stavolta, si limita a manifestarsi con uno striscione. Il messaggio però è chiaro: l’impianto è estremamente vulnerabile e, quindi, il nucleare sicuro non esiste

9 Dicembre 2011 – Genkai, Giappone.  Perdita di 1,8 tonnellate di acqua radioattiva usata per il raffreddamento del reattore numero 3 all’interno della centrale nucleare di Genkai. Dopo la perdita si è registrato un lieve aumento della radioattività fuori dall’impianto

22 Dicembre 2011 – Bosco Marengo, Italia. Principio d’incendio  nel vecchio impianto nucleare di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Le fiamme sono state subito spente dagli operai presenti nello stabile, attualmente impegnati nelle operazioni di dismissione dell'ex centrale nucleare, e poi dai Vigili del Fuoco di Alessandria. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è stato provocato dal cattivo funzionamento di un macchinario presente all’interno della centrale

26 Dicembre 2011 – Federazione Russa. Il ministero russo per le emergenze, citato dall'agenzia ufficiale RIA-Novosti, rivela, in una nota, che nelle acque che bagnano la Russia sono presenti circa venticinquemila "oggetti pericolosi" affondati che "contengono sostanze solide radioattive". Si parla del Mar Baltico, del Mar Bianco, del Mare di Barents, del Mare di Kara, del Mar Nero, del Mare di Okhotsk e del Mar del Giappone. Come puntigliosamente elencato dal portavoce del ministero, Oleg Kuznetsov; tra gli "oggetti" compaiono i numerosi sommergibili nucleari affondati (per incidente o deliberatamente con i loro reattori e in alcuni casi con missili, siluri e proiettili nucleari) e ancora navi affondate con carichi tra cui contenitori di isotopi radioattivi a uso medico, industriale o militare, aerei caduti con i loro carichi di armi, bombe inesplose nel corso di esperimenti e chi più ne ha più ne metta. Le aree marine più dense di oggetti pericolosi sono quelle del Mare di Kara, al largo delle coste orientali dell'arcipelago di Novaya Zemlya, e quelle del Mar del Giappone al largo dell'isola di Sakhalin; la maggior parte degli "oggetti" giacciono su fondali ad oltre 500 metri di profondità, ha precisato Kuznetsov, e sono "accuratamente monitorati" in modo da poter "intervenire prontamente nel caso in cui si manifestino pericoli di fuoruscita dei materiali radioattivi dai relativi contenitori". Quali interventi siano previsti in tal caso, non è stato precisato.

27 Dicembre 2011 – Mayak, Federazione Russa. L’associazione russa “Ecodefense!” rivela a Bellona News che è riuscita ad ottenere ed inviare ai media una sentenza di un tribunale che conferma quanto il monopolista statale del nucleare russo, Rosatom, ha pervicacemente  negato per anni: «il famigerato impianto di ritrattamento delle scorie nucleari di Mayak, negli Urali, non ha mai smesso di scaricare i sottoprodotti radioattivi del ritrattamento nel vicino fiume Techa, la fonte di approvvigionamento idrico domestico per migliaia di abitazioni dell'area”. (Per maggiori informazioni vedi la notizia di “Novembre 2011” e “Aprile 2010”). E' la prima volta che gli ambientalisti russi sono riusciti ad entrare in possesso di un documento così autorevole che dimostra che la contaminazione radioattiva intorno a  Mayak si è verificata dopo recenti attività di scarico, e non per il fallout dell'incidente avvenuto 53 anni fa.  Il documento indica che tra il 2001 e il 2004, circa da 30 a 40 milioni di m3 di scorie radioattive sono finiti nel fiume Techa, presso l'impianto di ritrattamento, che "ha causato la contaminazione radioattiva dell'ambiente con l'isotopo stronzio-90". L'area è abitata da 4.000 a 5.000 residenti. Le misurazioni effettuate in prossimità del villaggio di Muslymovo, che ha sofferto il peso sia dell'incidente del 1957 che degli scarichi radioattivi degli anni ‘50, hanno dimostrato che l'acqua del fiume, secondo le linee guida del Regolamento sanitario per la gestione dei rifiuti radioattivi, del 2002, è "qualificata come rifiuti radioattivi liquidi". Il documento inoltre afferma che "l'aumento delle radiazione di fondo ai livelli dichiarati causa pericolo per la salute e la vita dei residenti [...] come le conseguenze [... che si sono sviluppate] in oltre due anni sotto forma di leucemia acuta mieloide e in cinque anni in forma di altri tipi di cancro

29 Dicembre 2011 – Roslyakovo, Murmansk, Russia. Incendio nel sottomarino nucleare russo Ekaterininburg, un K-84 costruito nel 1984. Le fiamme si sono sviluppate a causa delle impalcature in legno intorno allo scafo. Il portavoce della Flotta del Nord, il capitano Vadim Serga, assicura che "non è possibile che le fiamme oltrepassino la scocca esterna e non vi è minaccia per gli equipaggiamenti a bordo", ovvero per il reattore e i sistemi d'arma. Il giorno dopo, 30 dicembre, viene data conferma dello spegnimento dell'incendio  già  annunciato, invece, il giorno prima. Si scopre così, tramite le parole del  Ministro delle Situazioni di Emergenza, Sergei Shoigu, che sono stati impegnati 400 pompieri e 72 unità. Il presidente del Cremlino, Dmitri Medvedev, incarica il vice premier Rogozin e Sechin di investigare sull'incendio. 7  persone sono ricoverate in ospedale a seguito di inalazione del fumo durante l'incendio verificatosi nel villaggio 'nucleare' di Roslyakovo, a pochi chilometri da Murmansk. In data 30 dicembre un numero imprecisato di membri dell'equipaggio rimane a bordo del sottomarino con il compito, secondo quanto precisa il ministero della Difesa, di tenere sotto controllo la temperatura e i livelli di anidride carbonica all'interno del sottomarino. Il Ministero russo delle Situazioni d'emergenza dichiara che il livello di radioattività nella località di Roslyakovo è nella norma e non rappresenta "una minaccia per la popolazione". Afferma il Ministero: "Questi parametri sono nella forchetta di fluttuazione della radiazione naturale. Non c'è alcuna minaccia per la popolazione".

dal 16 al 23 Gennaio 2012 – Norvegia, Svezia, Finlandia. L' associazione ambientalista nordeuropea Bellona rivela che tracce di Iodio 131 sono state rintracciate nell’aria della Scandinavia dal 16 al 23 gennaio. Secondo l’agenzia per la sicurezza nucleare finlandese Stuk la fonte dello Iodio-131 è un reattore per la produzione di isotopi a Budapest, in Ungheria.

Inizio di Febbraio – Austria. Un comunicato stampa sul sito austriaco dell’Ages (l’agenzia per la salute e la sicurezza alimentare) denuncia nuovamente la presenza di Iodio 131 nell'aria sul territorio dell'Austria.

29 Gennaio 2012 – Regione di Guangdong, Cina. Un incidente tecnico (reso noto il 3 febbraio) si è verificato nell'impianto nucleare Ling'ao nella provincia del Guangdong, nel Sud della Cina a circa 50 chilometri da Hong Kong. Non è stata rilevata alcuna fuga di radiazioni, a detta delle autorità. Il gestore dell'impianto nucleare ha fatto sapere che si è trattato di alcuni dati errati che sono stati introdotti nel sistema di controllo causandone il malfunzionamento. La società ha aggiunto che l'errore è stato immediatamente corretto e non ha causato alcun problema, non incidendo in alcun modo sulla sicurezza della centrale.

5 Febbraio 2012 – Mosca, Russia. Incendio presso l'Istituto di Fisica teorica e sperimentale Abram Alikhanov, nel settore sud ovest di Mosca. L'istituto ospita il primo reattore dell'Unione Sovietica ad acqua pesante, progettato alla fine del 1940 come parte del programma del dittatore Josef Stalin di sviluppare armi nucleari."Nessun rischio di contaminazione nucleare" è quanto hanno affermato le autorità.

9 Febbraio 2012 – Mühleberg, cantone di Berna, Svizzera. Blocco del reattore svizzero di Mühleberg per un errore umano, risolto poi nel giro di poche ore. Non c’è stato alcun rilascio di radioattività nell’aria, assicurano le autorità elvetiche.

24 Marzo 2012 – Beznau, Svizzera. Fuga di vapore (secondo il gestore dell'impianto) dalla centrale di Beznau, l’impianto più vecchio al mondo ancora in funzione. I tecnici hanno dovuto spegnere manualmente uno dei due reattori, a causa di un problema tecnico ad una delle pompe dell’impianto di raffreddamento. Secondo i gestori della centrale, è stata solo una misura precauzionale e nei prossimi giorni sarà possibile riattivarlo. Il problema riguardava la sigillatura della pompa che non era più a tenuta stagna.

5 Aprile 2012 – Rennes, Francia. Blocco automatico del reattore nucleare nella centrale atomica di Penly in seguito all'attivazione del sistema anti-incendio a causa del diffondersi di fumo denso nei locali del complesso. Secondo il gestore dell'impianto non sussiste il pericolo di fuga di radioattività.

5 Aprile 2012 – Fukushima, Giappone. Scoperta una fuga di acqua radioattiva in una conduttura di un impianto di desalinizzazione della centrale nucleare. Sono fuoriuscite almeno 12 tonnellate d'acqua con radioattività superiore ai 100.000 becquerel per centimetro cubo. Una parte dell'acqua è finita in mare. Dopo la chiusura delle valvole la fuga si è arrestata in mezz’ora.

22 Aprile 2012 - Yamaguchi, Giappone Alle 02,20 un fulmine causa l'esplosione del complesso petrolchimico di Mitsui Chemicals. Nell'impianto sono immagazzinate 3379 unità di rifiuti radioattivi (200L in ogni unità) e di Uranio).A distanza di 6 ore giapponese) si registra una seconda esplosione. Nessuna informazione disponibile su eventuali fughe radioattive

23 Maggio 2012 – Kittery, Maine, USA. Quattro vigili del fuoco rimangono feritiUniti nell'incendio divampato a bordo del sottomarino nucleare USS Miami.

25 Maggio 2012 – Fordo, Iran. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica scoperto tracce di uranio arricchito a un livello del 27% nel sito nucleare sotteraneo iraniano di Fordo (l'Iran aveva dichiarato un arricchimento massimo del 20% per la produzione di energia nucleare per scopi civili).

Giugno 2012
– Doel, Belgio. Una crepa tra i 15 e 20 millimetri viene scoperta durante un test di routine nella struttura protettiva di cemento armato che circonda il nucleo

18 Giugno 2012 – Beznau, Svizzera. Nel corso della revisione annuale della centrale nucleare di Beznau 1 viene riscontrata un'irregolarità in una saldatura della parte interna del mantello del reattore

21 Giugno 2012 – Ringhals, Svezia. Un gruppo di addetti alla sicurezza svedesi scopre dell’esplosivo sospetto, all’interno di un camion, che era diretto ad uno degli edifici che compongono la centrale nucleare di Ringhals

23 Giugno 2012 – Rawatbhata, Rajasthan Atomic Power Station. 38 lavoratori, vengono esposti a radiazioni durante lavori di manutenzione in un condotto refrigerante. Due, fra loro, rimangono esposti ad una quantità di radiazioni pari al limite massimo annuale

30 Giugno 2012 – Canton Soletta, Svizzera. A causa di un diodo difettoso verso le 18.30 viene erroneamente emesso un segnale d'allarme, che conduce allo spegnimento rapido del reattore della centrale nucleare di di Gösgen. Il gestore comunica l'assenza di fuoriuscita radioattiva e che l'impianto è in uno stato sicuro.

9 Luglio 2012 - Canton Soletta, Svizzera. La centrale nucleare di Gösgen riducela produzione di elettricità della metà, a causa di vibrazioni in due pompe a acqua.I vertici della struttura hanno assicurato che non vi è alcun pericolo per la popolazione. Il calo di produzione durerà qualche giorno, per evitare che le pompe subiscano danni a causa delle vibrazioni.

19 Luglio 2012 – Rawatbhata, Rajasthan Atomic Power Station. 4 tecnici, intenti a riparare la chiusura di una conduttura che presentava una falla, vengono esposti a radiazioni dell'idrogeno-3 (o trizio, 3H o T, un isotopo radioattivo dell'idrogeno).

28 Luglio 2012 – Oak Ridge, Tennessee, USA. Tre attivisti pacifisti riescono a infiltrarsi a Y-12, una struttura legata al Dipartimento dell’Energia situata a Oak Ridge, i sfruttando alcuni buchi nel sistema di sicurezza. All’interno della struttura è conservato sia plutonio cheuranio altamente arricchito (HEU)

Agosto 2012 – Anversa, Belgio. Individuazione di crepe nel serbatoio principale del reattore da 1.000 megawatt Doel 3. Il reattore viene fermatoi per scaricare il serbatoio del combustibile nucleare

Agosto 2012 – Liegi, Belgio. Individuazione di crepe nel serbatoio del reattore 2 della centrale Tihange. Il reattore viene fermato. Per Electrabel potrebbe anche trattarsi di difetti dovuti ad idrogeno formato all’interno dell’acciaio durante la forgiatura del serbatoio 40 anni fa. ll reattore viene fermato per scaricare il serbatoio del combustibile nucleare.

22 Agosto 2012 – Three Mile Island, Pennsylvania, USA. Il malfunzionamento di una pompa di raffreddamento attiva le procedure automatiche di spegnimento del reattore della centrale nucleare americana di Three Mile Island.

5 Settembre 2012 – Fessenheim, Francia. Incidente chimico per perdita di vapore di acqua ossigenata in seguito all'iniezione in un serbatoio di perossido di idrogeno che ha reagito con l'acqua. Due ustionati.

14 Settembre – Murmansk, Russia. Comincia lo smantellamento della nave Lepse, da oltre 20 anni erma nel porto russo di Murmansk. Nella stiva sono ammassati 639 "spent nuclear fuel assemblies", ovvero centinaia di tonnellate di materiale radioattivo, tra cui barre danneggiate provenienti dalla rompighiaccio Lenin a cui faceva da appoggio come nave da rifornimento. Durante la Guerra Fredda, la Lepse ha partecipato al tragico scarico di scorie radioattive nei mari di Barents e Kara, disseminando i fondali dell'Artico di pericoloso materiale radioattivo.

20 Settembre 2012 – Three Mile Island, Pennsylvania, USA. Il malfunzionamento di una pompa di raffreddamento attiva le procedure automatiche di spegnimento del reattore della centrale nucleare americana di Three Mile Island. Si tratta della seconda volta in un mese.

1 Ottobre 2012 – Commissione Europea. Comunicazione odierna della Commissione europea sui risultati dei test di resistenza (stress test) degli impianti nucleari:
1. Terremoto e rischio di inondazioni. Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (per il rischio di terremoti) e 62 reattori (per il rischio di inondazioni) sui 145 controllati.
2. Ogni centrale nucleare dovrebbero disporre di strumenti sismici in situ per misurare e dare l'allarme in caso di terremoto. Tali strumenti andrebbero installati o migliorati in 121 reattori.
3. Dovrebbero essere presenti sistemi di ventilazione con filtro dell'involucro di contenimento per permettere la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. 32 reattori non sono ancora dotati di questi sistemi.
4. Anche in caso di devastazione generale le attrezzature per far fronte a gravi incidenti dovrebbero essere conservate in luoghi protetti dove potrebbero essere rapidamente recuperate. Ciò non avviene nel caso di 81 reattori nell'UE.
5. Dovrebbe essere disponibile un secondo locale di controllo di emergenza qualora la stanza di controllo principale sia inagibile in caso di incidente. Questi non sono disponibili in 24 reattori.
17 paesi hanno partecipato pienamente ai test di resistenza (tutti i 14 paesi dell'UE con centrali nucleari attive, la Lituania con una centrale in fase di disattivazione, più l'Ucraina e la Svizzera).

2 Ottobre 2012 – Corea del Nord. Un allarme per rischio incidente all’interno di una centrale nucleare è stato diffuso oggi in Corea del Sud, presso gli stabilimenti di Shingori e di Younggwang. Per evitare che si avviassero danni al sistema, è stato subito lanciato un allarme con il quale la procedura di raffreddamento dei meccanismi di fusione è stata portata a compimento e i reattori hanno smesso di funzionare. Sembra non abbiano prodotto alcun tipo di danno alla struttura e non abbiano provocato fuoriuscite di materiale pericoloso.

13 Ottobre 2012 – Washington, USA. Incidente tra due unita' navali statunitensi: un incrociatore classe Aegis (Ticonderoga) si scontra con un sottomarino a propulsione nucleare durante un'esercitazione al largo della costa orientale degli Stati Uniti, causando la distruzione della cupola sonar della nave da guerra e altri danni, ma nessun ferito. Lo rende noto la Marina militare americana che senza fare presente il luogo esatto dell'incidente, precisa che il reattore della propulsione nucleare del sottomarino non ha subito danni.

23 Ottobre 2012 – Kozloduy, Bulgaria. Uno dei due reattori di produzione russa, da mille megawatt ciascuno, ancora in funzione nella centrale nucleare bulgara di Kozloduy, viene fermato a causa di un difetto nei comandi del turbogeneratore. Nel dare la notizia, la centrale ha assicurato che non c'e' stato un aumento della radiazione sul territorio

24 Ottobre 2012 – Flamanville, Francia. Dalle ore 23.15  del 24/10  alle ore 05.00 del 25/10, fuga radioattiva su una linea ausiliaria del circuito primario del reattore n ° 1 di Flamanville, causata da un incidente di manutenzione. La perdita ha obbligato gli operatori a  seguire le linee guida e iniziare l'arresto a freddo, diminuendo rapidamente la pressione e la temperatura dell'acqua. La ASN ha provveduto subio a rassicurare: il personale Edf presente durante le operazioni è stato subito evacuato, mentre nessun locale della struttura  è stato contaminato.

28 Ottobre 2012 – Krsko, Slovenia. La centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a circa 150km in linea d’aria da Trieste, viene preventivamente fermata a causa delle difficoltà dovute all'alto livello del fiume Sava, le cui acque servono al raffreddamento del sistema. Lo riferisce l’agenzia di stampa slovena Sta, citando un comunicato della centrale di Krsko. La produzione viene fermata manualmente alle 10.58, quando viene notato che nel fiume Sava, dopo le forti piogge del giorno prima, si era accumulata un’alta quantità di foglie ealtre impurità che avrebbero potuto diminuire l’efficacia del sistema di raffreddamento secondario della centrale.

30 Ottobre 2012 – Oyster Creek, New Jersey, USA. Allerta attorno alla centrale nucleare di Oyster Creek,nel sud del New Jersey, a 40 miglia da Atlantic City dove l'uragano Sandy ha devastato tutto al suo passaggio.

2 Novembre 2012 – Torino, Italia. Trovati a Torino due vassoi radioattivi, contaminati da cobalto-60. I vassoi erano stati intercettati alcuni giorni prima in un negozio del centro di Torino dopo che il 29 ottobre era stato diramato un allarme europeo partito dalla Spagna dove si era scoperta la radioattività del prodotto. Erano appena stati consegnati nel negozio torinese quando, durante un controllo disposto dal prefetto di Torino dopo l’allarme, i vigili del fuoco li hanno trovati.
Secondo quanto accertato i vassoi hanno una radioattività molto alta, di 220 micro sievert/ora, con una concentrazione di attività di 9mila becquerel. Questo rende il prodotto «potenzialmente pericoloso per esposizioni croniche». L'ipotesi della presenza della contaminazione viene fatta risalire al processo di fusione dei metalli, poi utilizzati per realizzare i vassoi, con rottami contaminati. Vassoi contaminati sono stati trovati anche in Spagna (da dove è partito l’allarme) e Belgio.

5 Novembre 2012 – Corea del Sud. Chiusi due reattori del sito nucleare di Yeonggwang Nuclear Power Plant. La chiusura è dovuta al fatto  che alcune parti utilizzate per il funzionamento dei rettori non erano

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8 Novembre 2012 - Romania, Cernavoda. Improvviso arresto di uno dei due blocchi elettrogeni della centrale di Cernavoda. L'arresto è stato provocato dal sistema di sicurezza automatico. La Nuclearelectrica comunica che l'inconveniente non ha avuto conseguenze pericolose per l'ambiente circostante, e che tutti i sistemi di sicurezza e il personale della centrale sono rimasti operativi.

21 Novembre 2012 – Svizzera, Döttingen (Cantone Argovia). Il  reattore numero 2 della centrale nucleare di Beznau si è automaticamente disattivato intorno alle 14.30, a causa di un problema nella sua area “non nucleare”, ovvero quella non a contatto diretto con il reattore. L’incidente, in particolare, ha riguardato una fuoriuscita di vapore nell’aria, che ha determinato un’immediata attivazione dei sistemi di sicurezza automatici. Il gruppo energetico Axpo, la società che gestisce la centrale nucleare, sostiene che la sicurezza è sempre stata garantita e che il vapore disperso non è radioattivo, ma ha comunque informato immediatamente l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare. generic neurontin, generic dapoxetine.

 

Posted on dicembre 5th, 2012 by eugenio  |  Commenti disabilitati

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