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Archive for the ‘NUCLEARE’ Category

Morto Fleischmann lo scienziato scopritore della FUSIONE NUCLEARE FREDDA

Il 3 agosto 2012 è morto Martin Fleischmann all’età di 85 anni. Fleischmann è noto ai più, e probabilmente rimarrà buy dapoxetine, buy lioresal. nella storia, per la scoperta controversa della cosiddetta fusione fredda. La discussione sulla scientificità di questa scoperta e sulle possibili applicazioni è ancora aperta.

Martin Fleischmann, di origini Ceche, si trasferì in Inghilterrà e compì i suoi studi all’Imperial College di Londra.

Fu professore alla Southampton Univisity e nel 1983 si ritirò dall’insegnamento.
Nell’83 era ricercatore con Stanley Pons alla University of Utha. Nell’89 i due ricercatori diedero l’annuncio di aver creato in laboratorio la “fusione fredda”. I due affermavano di aver creato una reazione che produceva calore molto superiore a quello che era necessario per innescarla, attraverso uan fusione nucleare. Ciò che era assolutamente straordinario nella scoperta, era che la fusione, che fino ad allora si pensava potesse ottenersi solo a condizione di altissima temperatura e pressione, poteva avvenire sostanzialmente in una provetta di laboratorio.

Più nello specifico si basava su una cella elettrolitica riempita di acqua pesante, cioe’ con deuterio al posto dell’idrogeno, con elettrodi palladio e platino, e secondo gli scienziati era in grado di produrre energia 400 volte superiore a quella immessa.

La notizia dell’esperimento fu data direttamente alla stampa nel marzo dell’89.
Pe motivi ancora non chiari, contrariamente a ciò che dovrebbe avvenire, i due scienziati diedero la notizia alla stampa prima di pubblicare l’articolo su una rivista scientifica.

L’articolo arrivò in un secondo momento sulla rivista Journal of Electroanalytical Chemistry, ma fu da molti criticato: fu detto che era scritto in maniera superficiale e che alcune misurazioni non erano corrette.

“Non avrei dovuto usare il termine fusione fredda – ha poi affermato Fleischmann in un’intervista del 2009 – e avrei dovuto resistere alla tentazione di presentare direttamente la scoperta alla stampa e non tramite i canali tradizionali”.

Già dopo l’annuncio alla stampa in tutti laboratori del mondo molti scienziati cominciarono a sperimentare la fusione fredda con scarsi risultati. Fleischmann li ammonì affermando che era necessaria la pubblicazione dell’articolo.

Con la pubblicazione dell’articolo la situazione non migliorò: sono registrati alcuni casi in cui la reazione si è attivata, ma la comunità scientifica non è unita nè sulla descrizione della reazione, nè su una sua possibile applicazione.

La “scoperta” della fusione fredda arrivava dopo l’incidente nucleare di Chernobil e aveva avuto un grane fascino sugli scienziati anche per le sue possibili applicazioni: energia pulita e a buon mercato.

Negli anni la ricerca sulla fusion fredda non è mai terminata. Lo stesso Fleishmann continuò a lavorarvi per anni per la Toyota che poi però ritirò i finanziamenti.

Posted on agosto 10th, 2012 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Le macerie radioattive finite nella baia di Tokio

Le madri di Tokyo hanno paura. «I nostri figli sono in pericolo, tutto il Giappone è in pericolo». Nelle ultime set­timane il governo del nuovo premier Yoshihiko Noda ha dato discretamente disposi­zione affinché le macerie pro­vocate dal terremoto-tsuna­mi dell' 1 marzo siano brucia­te o sepolte in tutto il Paese. Si tratta di un compito im­menso — considerato che il sisma combinato con l’onda di piena ha generato  qualco­sa come 2,38 miliardi di ton­nellate di rovine nel Nord-est del Paese (dati del ministero dell’Ambiente giapponese) — che durerà fino al 2014. Non è tanto la mole di queste rovine che fa spavento quan­to ciò che contengono quelle provenienti dalla prefettura di Fukushima, le più colpite dalla radioattività emessa dalla centrale nucleare di Dai-ichi, ancora teatro di una difficilissima lotta per imbri­gliare i reattori danneggiati otto mesi fa.Le madri di Tokyo hanno paura perché le autorità han­no già accettato di smaltire mille tonnellate di macerie trasportate in treno verso purchase zoloft, purchase Zoloft. i differenti inceneritori della metropoli. I residui finiscono poi in discarica, nella baia di Tokyo. E non è che L'inizio: in futuro saranno almeno 500 mila le tonnellate di detriti che passeranno dalla capitale per il trattamento. Una decisione che terrorizza la popolazione locale, nonostante le scarse o nulle informazioni ufficiali — ci dice Masahiro Tominaga, uno dei firmatari di una petizione pubblica ri­volta al governo giapponese perché riveda le sue decisioni —. La radioattività a Tokyo è già aumentata. All'inizio non riuscivamo a spiegarci per­ché in diversi quartieri si tro­vassero alte concentrazioni di cesio 137. Ora è chiaro: è una conseguenza del tratta­mento delle macerie radioatti­ve». Recenti rilevazioni, in ef­fetti, avevano riscontrato una presenza di particelle cento volte superiori alla norma: ma il governo aveva minimiz­zato. «I fumi del trattamento — dice ancora Masahiro To­minaga — sono arrivati fino nel lontano Kyushu».

Fukushima, anno zero. Pro­prio ieri, l'Istituto di radiopro­tezione e sicurezza nucleare (Irsn) ha denunciato una con­centrazione di cesio 137 pari a 27 milioni di miliardi di bec­querel nell'oceano antistan­te la centrale nucleare, venti volte la quantità ammessa a giugno dalla Tepco, la criticatissima società che ha in ge­stione i reattori. Non solo. Il disastro di Fukushima potreb­be aver rilasciato nell'atmo­sfera il doppio delle radiazio­ni rispetto a quanto afferma­to dalle autorità giapponesi, secondo uno studio pubblica­to dalla rivista Atmospheric Chemistry and Physics. Ora, pur ammettendo che i reatto­ri siano ormai sotto controllo (i dubbi sono ancora molti, anche e soprattutto perché gran parte del combustibile sarebbe in stato di fusione), la decisione del governo di di­sporre delle macerie radioatti­ve rischia di generare nuove fonti di inquinamento. «In questo modo — spiega l'inge­gnere nucleare americano Ar­nie Gundersen — si sta ricre­ando una nuova Fukushima: la radioattività ritorna nell’atmosfera «Il problema — si legge nella lettera diffusa an­che all'estero, tanto che ha tra i primi firmatari Bianca Jagger — non è limitato alla zona di Tokyo, che è geografi­camente vicina alle zone di impatto del disastro. Il ministro dell'Ambiente, signor Hosono, ha dichiarato, il 4 set­tembre 2011 in una conferen­za stampa, che "è intenzione del governo nazionale condi­videre il dolore di Fukushima con tutti in Giappone"… Se al­tre prefetture decidessero di seguire l'esempio di Tokyo, le aree che non sono state colpi­te dalla marea nera vedranno il proprio territorio e le falde acquifere inzupparsi di agen­ti inquinanti. Chiediamo al governo di fermarsi».

Posted on gennaio 31st, 2012 by enrico  |  Commenti disabilitati

Fukushima, si teme la fissione. Non ca��A? pace per il Giappone

02/11/11 – Fukushima, l'incubo continua - A quasi otto mesi di distanza dal sisma e dallo tsunami che hanno messo in ginocchio la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, le preoccupazioni per un ulteriore disastro nucleare non sono cessate.

Tepco, società che gestisce la centrale nucleare e che è stata , ha annunciato di aver rilevato la presenza di gas xenon all'interno del reattore 2, quello maggiormente danneggiato dallo tsunami. Potrebbe voler dire che è iniziato un processo di fissione nucleare.
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Lo xenon e la fissione - Se fosse vero sarebbe pericolosissimo: la fissione è lo stesso fenomeno che caratterizza le bombe atomiche. Ma anche quello che "normalmente" avviene all'interno delle centrali nucleari regolarmente operative. In quest'ultimo caso, però, la fissione è controllata e raffreddata.

Cosa che a Fukushima non può più avvenire. A far sorgere il sospetto dell'inizio di fissione è stato il rilevamento di xenon 133 e 135 nel reattore 2. Si tratta di un gas normalmente presente nei reattori nucleari in opera, cioè con una fissione in corso. Fukushima Daiichi, però, è spenta da otto mesi.

E' un fenomeno nuovo - Secondo quanto dichiarato da Emilio Santoro dell'Enea all'agenzia Ansa, però, "Poiché questo gas decade in tempi molto rapidi, è impossibile che i livelli rilevati adesso siano quelli rilasciati nell'incidente del marzo scorso".

Molto più probabile, quindi, che si tratti di un fenomeno nuovo, aggiuntivo, sviluppatosi da pochi giorni "con il combustibile residuo rimasto nel reattore in fase di messa in sicurezza. Per questo motivo si è deciso, a scopo cautelativo, di iniettare acido boricoo all'interno del circuito di raffreddamento. In questo modo sarà possibile 'spegnere' la reazione che molto probabilmente è ripartita e che non riguarda l'intero sistema".

Posted on novembre 2nd, 2011 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Incidenti in relazione all’energia nucleare da Gennaio a Giugno 2011

Gennaio 2011 - Russia. L'associazione norvegese Bellona rileva che i reattori nucleari russi vanno in blackout, in media, 1.5 volte l’anno a causa di improvvisi guasti nei sistemi elettrici o connessi ad attività negli impianti. Statisticamente la tendenza attuale è tutt’altro che positiva: si prevedono almeno 48 interruzioni in tutto il 2011.

4 Gennaio 2011 – Quirra, Sardegna, Italia. Un indagine dell'"Unione sarda" denuncia la cosiddetta "Sindrome di Quirra". Quirra è una località sarda che ospita il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo. I 25 anni (dalla nascita del poligono) sono aumentate le leucemie nella zona. Il dato è impressionante: 40 civili e 23 militari. Ha il cancro il 65% dei pastori che vivono nei pressi dell’installazione militare. Un'indagine veterinaria ha rilevato agnelli nati con due teste o sei zampe oppure addirittura sventrati. In un allevamento a San Lorenzo, sorto 25 anni fa, i veterinari sono venuti a conoscenza di un elevatissimo numero di aborti tra il 1985 e il 1990 e negli ultimi cinque anni sono nati capretti senza organi genitali. Imputato numero uno sono le “polveri di guerra”: nano-particelle di metalli pesanti, causate da esplosioni a  temperature elevatissime, raggiungibili solo con l’utilizzo di proiettili arricchiti all'uranio impoverito.

4 Gennaio 2011 – Rostov, Russia. Il reattore della centrale di Rostov, avviato ufficialmente il 10 dicembre 2010, rimane spento per 18 ore dopo un arresto di emergenza avviato dal sistema di protezione elettrica.

5 Gennaio 2011 – Oskarshamn, Svezia. Il reattore 3 della centrale nucleare di Oskarshamn si ferma di nuovo per una riduzione di pressione nella "inside stop part" del reattore

13 Gennaio 2011 – Kalinin, Russia. Alle h.11.55 il sistema automatico di riduzione del carico dimezza la potenza del reattore n. 1. La piena potenza viene ripristinata 23 ore dopo nella giornata del 14 gennaio. L’incidente è avvenuto nonostante l'effettuazione di alcune riparazioni sul gruppo dal 10 al 30 dicembre 2010.

17 Gennaio 2011 – Penisola di Kola, Russia. Il reattore n.4 della centrale nucleare di Kola, nell’omonima penisola della Russia settentrionale (della serie VVER-440) viene arrestato dal personale a seguito dei danni causati da un corto circuito. Il reattore viene rimesso in funzione il 23 gennaio.

17 Gennaio 2011 – Penisola di Kola, Russia. Il Turbogeneratore TG-6 del Reattore n.3 della centrale atomica di Kola viene scollegato dal sistema di protezione automatica di emergenza a causa di un malfunzionamento del circuito. La potenza del reattore viene ridotta di 100 megawatt. Il TG-6 viene riconnesso alla rete nello stesso giorno ed il carico del reattore viene portato a 230 megawatt nella mattina del 18 gennaio.

18 Gennaio 2011 – Rivne (Rovno), Ucraina. ll reattore n.1 (tipo VVER 440) della centrale nucleare di Rivne, in funzione ad una potenza nominale di 440MW, alle 6.32  si arresta automaticamente per danni danni ad un isolatore di base tra il generatore ed il trasformatore della turbina. La piena operatività viene ristabilitaalle h.8.49 del 19 gennaio. Secondo alcuni rapporti, viene segnalata la fuoriuscita di liquido radioattivo.

19 Gennaio 2011 - San Pietroburgo, Russia. Il reattore n.1 della centrale nucleare Leningrad, alle ore 21:50 ha una diminuzione della sua capacità di base( 1.027 megawatt) . Il turbogeneratore (TG-1) viene scollegato dalla rete alle 22:40, al fine di indagare sulle cause del suo malfunzionamento. Il reattore rimane in funzione con una capacità ridotta del 50% (502 megawatt) fino alle 22:57 del giorno successivo, quando il carico del reattore vieneaumentato a 860 megawatt.

19 Gennaio 2011 - Kalinin, Russia. Il reattore n.3 della centrale atomica di Kalinin, nella regione di Tver (della serie VVER-1000) rimane fermo per 15 ore a causa di interruzioni attribuite a “guasti nelle apparecchiature elettriche”.

23 Gennaio 2011 – Avaria. Cisgiordania. In un'intervista a "PressTv", Mahmud Sa'ada, uno dei 10.000 membri di "Medici internazionali per la prevenzione della guerra nucleare", denuncia un netto aumento di disordini della tiroide, problemi di sterilità, nascite anomale e casi di cancro nei villaggi attorno alla centrale nucleare israeliana di Dimona, situata nel deserto del Negev. Il villaggio più colpito è quello di Avaria a 30 km dalla centrale. L'uranio rilevato nell'area dall'università di Hebron equivale a ben dieci volte la concentrazione permessa, e valori superiori alla norma sono stati registrati anche per il torio e il cesio. Nel 2004 Israele distribuì ai nomadi del deserto delle pillole contro le radiazioni. Ciononostante, Israele rifiuta di lasciar ispezionare l'impianto agli inviati dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Le fughe radioattive non riguardano solo i terreni israeliani o palestinesi, ma interessano anche la Giordania, la Siria, l'Egitto e persino la Libia

24 Gennaio 2011 – Bushehr, Golfo Persico, Iran. L'impianto nucleare di Bushehr è infettato dal virus informatico Stuxnet spedito da Israele e USA per mettere ko la gestione informatizzata. Gli esperti nucleari russi, che collaborano con quelli iraniani, hanno denunciato (rivolgendosi al Cremlino), che se non viene "rallentato" il programma nucleare iraninao, si andrà incontro, per la difficoltà di gestione degli impianti causata dal virus, ad una pericolosa Chernobyl iraniana.

26 Gennaio 2011 – Norvegia. Una simulazione condotta dalla Norwegian Radiation Protection Authority (NRPA / strålevern Statens), ha previsto un incendio o un’esplosione a Sellafield con la dispersione all’esterno dell’1% del totale degli elementi radioattivi presenti nell’impianto. La posizione geografica della Norvegia e le condizioni metereologiche rendono il paese estremamente vulnerabile ad un disastro che sarebbe incontrollabile specie se colpisse le regioni del Rogaland e Hordaland. I dati meterologici raccolti dal 2008 suggeriscono che la direzione del vento e le precipitazioni disperderebbero un fallout radioattivo sette volte maggiore di quello dell’incidente nucleare di Chernobyl del 1986. Verrebbe colpita duramente la produzione alimentare, in particolare l’allevamento di ovini e caprini. Un potenziale disastro significherebbe intraprendere vaste contromisure forse per decenni, coinvolgendo ogni anno centinaia di migliaia di animali, oltre ad avere forti conseguenze in ambito sanitario, economico e sociale.

Primi di Febbraio 2011 – Sellafield, Gran Bretagna. Il personale della centrale nucleare di Sellafield rinviene una “pozza di liquido marrone” con livelli di plutonio cinque volte superiore al limite. La causa, secondo un rapporto dall’Office for nuclear regulation, è da riferirsi ad una serie di difetti nel design dell’impianto. Un portavoce del gruppo che gestisce Sellafield afferma ”Non c’è stata alcuna dispersione nell’ambiente e nessun pericolo per persone all’esterno della struttura! L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

1 Febbraio 2011 – Francia. L' EDF segnala un'anomalia classificata al livello 1, presentata su 34 reattori nucleari, nella misura dei flussi di acqua di un sistema di sicurezza utilizzato in circostanze eccezionali.

12 Febbraio 2011 – Blayais (Gironde), Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire), Cruas (Ardèche), Dampierre (Loiret), Gravelines (Nord), Saint-Laurent (Loir-et-Cher), Francia. Evidenziata un'anomalia classificata al livello 1 della scala INES per difetto sui cuscinetti (usura prematura) dei gruppi elettrogeni di soccorso nelle centrali di Blayais, Bugey, Chinon, Cruas, Dampierre, Gravelines, Saint Laurent. I gruppi elettrogeni di soccorso a motore diesel permettono di alimentare i sistemi di sicurezza del reattore in caso di perdita dell'alimentazione elettrica sulla rete nazionale. I cuscinetti sono destinati a limitare le frizioni tra i pezzi mobili dei motori diesel.

16 Febbraio 2011 – Tricastin, Drome, Francia. Riscontrata un'anomalia di tipo generico per un difetto sui cuscinetti (vedi notizia del 12 febbraio) dei gruppi elettrogeni di soccorso. L’ASN (Autorità Sicurezza Nucleare) classifica al livello 2 della scala INES l’incidente. prevista la sostituzione per il 17 febbraio.

20 Febbraio 2011 - Daejeon, Corea del Sud. Alle 05,30, ora locale, viene lanciato un "white warning" dal Korea atomic energy research institute (Kaeri) Seoul, per il reattore Hanaro da ricerca di 30 megawatt, a Daejeon, a causa di perdite radioattive minori già riscontrate nella notte, intorno alle 1.03. Il reattore è stato spento e il personale dell'impianto è stato immediatamente evacuato.

Marzo 2011 – Torness, Gran Bretagna. Nella centrale nucleare di Torness, trizio radioattivo fuoriuscito da due condotte  contamina le acque sotterranee. L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

Marzo 2011 – Hartlepool, Gran Bretagna. Nella centrale nucleare di Hartlepool, a causa di una “valvola difettosa” il sistema di ventilazione di emergenza va fuori uso. L’incidente viene secretato fino al 18 aprile 2011

11 Marzo 2011 – Fukushima, Giappone. In seguito ad un terremoto e a uno tsunami devastante, viene interessata la centrale di Fukushima: esplode la struttura esterna del reattore numero 1, si susseguono delle esplosioni, vengono coinvolti gli altri reattori e si ha rilascio di radioattività all'esterno. Tutta la cronaca: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1778.0

16 Marzo 2011 – Pickering, Toronto, Canada. L'impianto di Pickering, che dista 35 chilometri da Toronto, riversa "non intenzionalmente" (come afferma la Ontario Power Generation, la società che gestisce l'impianto)  nel lago 73mila litri di acqua contaminata. La causa è un malfunzionamento al sistema di scarico. Sono state misurate tracce di trizio nell'acqua, ma – sostengon i responsabili – in quantita' molto inferiori alla soglia considerata  pericolosa per la salute delle persone  

2 Maggio 2011 – Scriba, New York, USA. Shutdown automatico del reattore della centrale nucleare di Nine Mile Point Unit 1. La Constellation Energy Nuclear Group, proprietaria dell'impianto ha dichiarato in una nota che "l'impianto è in una condizione stabile e sicura". Non noti i motivi tecnici della "arresto automatico" visto che il reattore era stato fuori servizio per manutenzione e per un rifornimento di carburante nucleare. Non si sa quando il reattore sarà riavviato.

3 Maggio 2011 – Prefettura di Fukui, Giappone. Fuoriuscita di materiale radioattivo proveniente dall’acqua utilizzata per raffreddare le barre di combustibile nella centrale di Tsuruga. A causa di una anomalia tecnica lo iodio radioattivo depositatosi nel liquido refrigerante è stato rinvenuto nel reattore “Tsuruga-2”, il più recente dei due presenti. L'Atomic Power Co. ha “spento” il reattore.

5 Maggio 2011 – Mar Artico, Siberia Occidentale, Federazione Russa. Perdita di materiale nucleare a bordo della nave rompighiaccio russa, a propulsione nucleare, Taimyr. La fuga di materiale radioattivo alla Taimyr, si è verificato quando la nave stava lasciando il fiume siberiano Ienissei, che sfocia nell'Oceano Artico, costringendola a rientrare verso il porto di Mourmansk, nel mare di Barents, sede della più grande flotta al mondo di rompighiaccio a propulsione nucleare. La causa della fuoruscita, ipotizza l'agenzia federale, potrebbe essere nel sistema sigillante del primo involucro del reattore. "Se la situazione dovesse peggiorare – ha dichiarato Andrei Smirnov, responsabile della Rosatom – il sistema del reattore sarà fermato e comincerà il processo di raffreddamento".

4 Giugno 2011 – Anshas, Egitto. Nella centrale di Anshas esplode una pompa de vapore, disperdendo 10.000 litri di acqua radioattiva nel delta del Nilo. Incidente classificato a livello 3 della scala INES.

11 Giugno 2011 – Paluel, Normandia, Francia. Viene fermata la centrale di Paluel dopo un incidente che ha coinvolto le barre durante un cambio di carburante nel mese di aprile. Secondo alcune testimonianza da oltre un mese vi sono fughe radioattive nascoste con contaminazione di alcuni lavoratori. Secondo Mediapart tra il 2001 e il 2008 ci sarebbero state una trentina di fughe di gas non dichiarate nelle centrali nucleari francesi, una situazione "che dimostra che il sistema e' vulnerabile".

17 Giugno 2011 – Calhoun, Nebraska, USA. La piena del fiume Missouri causa l'allagamento di milioni di ettari di suolo agricolo e colpisce la centrale nucleare di Calhoun nel Nebraska. Rischio per le pompe di raffreddamento e per le 840 ton. di scorie radioattive contenute. Dichiarata la no fly zone sopra la centrale. Situazione classificata a livello 4 della scala INES

17 Giugno 2011 –  Cooper, USA. centrale di Cooper minacciata da inondazioni come quella di Calhoun

29 Giugno 2011 – Torness, Scozia, Gran Bretagna. La centrale nuckeare di Torness viene spenta manualmente a causa dell’intasamento dei filtri di raffreddamento dovuto ad un improvvisa invasione di meduse. Il blocco è previsto per circa una settimana

30 Giugno 2011 – Calhoun, Nebraska, USA. In seguito all'alluvione causata dalla piena del Missouri, l’acqua travolge le barriere poste a protezione dell’impianto facendo saltare l'allacciamento alla corrente elettrica. Un rapporto del 2010 segnalava la mancanza a Fort Calhoun di strutture adeguate nel caso di un’inondazione, soprattutto considerando che nel sito la maggior parte dei macchinari nevralgici si trova nel sottosuolo.

 

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Posted on settembre 13th, 2011 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Paura in Francia, esplosione in centrale nucleare

 MARCOULE 12/09/11 : Ci sarebbero stati ''un morto e alcuni feriti'' di cui uno ''molto grave'' nell'esplosione che si e' verificata oggi nel centro di trattamento delle scorie nucleari del sito di Marcoule, nel sud della Francia. Lo riferisce il sito internet del quotidiano locale Midi Libre.

La centrale di Marcoule è stata la prima centrale nucleare francese, nella Linguadoca-Rossiglione. La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del Magnox inglese) da 79 MW totali. È stata la prima centrale nucleare francese, nello stesso sito esiste anche un altro reattore (il N°1) costruito dal 1955 al 1956 da soli 2 MW e non utilizzato per la produzione elettrica. La centrale fa parte del più ampio sito nucleare Marcoule, un'istallazione industriale gestita da AREVA e dal CEA. A Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese.

La centrale nucleare francese di Marcoule si trova a 242 km in linea d'aria da acquire depakote, acquire clomid. Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova

centrale nucleare

Posted on settembre 12th, 2011 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Flamanville, dove il nucleare non si ferma

L'incidente in giappone riapre in tutto il mondo il dibattito sulla sicurezza dell'atomo e Roma si prende un anno di pausa.

Ma nel cantiere dove sta nascendo il reattore isdentico a quello scelto dall'Italia i order dapoxetine, order lioresal. lavori continuano. << Questo impianto>> dice il direttore << non ha niente a che vedere con Fukushima>>.

12,5%   la quota Enel nella centrale di  Flamanville

1650 megawatt la potenza del reattore

Oltre 5 miliardi l'investimento stimato

60 anni la vita operativa dell'impianto

Posted on maggio 31st, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

Germania, addio nucleare, reattori spenti entro 2022

BERLIN0 30/05/11 - La Germania fermera' il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando cosi' la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco.

I tre reattori piu' moderni del Paese di fermeranno al piu' tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto cheap dapoxetine, cheap lioresal. dei 17 reattori tedeschi gia' tagliati, dopo la catastrofe di Fukushima, dalla produzione di energia elettrica non saranno piu' riattivati, ha aggiunto Rottgen, definendo la decisione "irrevocabile".

Posted on maggio 30th, 2011 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Gli impianti del futuro progettati x la fusione

MILANO — Fronteggiare il disastro. Lavorare sull'ipotesi che ci sia un incidente e nessuno dei sistemi di sicurezza funzioni. È questo l'obiettivo e la sfida delle ricerche più recenti per la costruzione degli impianti nucleari. «La vera novità concettuale — spiega Carlo Lombardi, per 34 anni docente di Impianti nucleari al Politecnico di Milano e membro del Consiglio scientifico dell'Enea—è considerare l'incidente severo, quello che supera tutti i sistemi di protezione».

In questi giorni i tecnici giapponesi stanno facendo una corsa contro il tempo per raffreddare il reattore ed evitare che il combustibile, le barre di uranio del nocciolo, si fondano. Se accadrà, l'unico ed estremo argine contro la dispersione di materiale radioattivo sarà la «stanza di contenimento» che ospita il reattore (ha i muri di cemento armato spessi un metro e mezzo). Ecco, gli impianti del futuro sono progettati per affrontare l'eventualità peggiore con sistemi più avanzati oltre quel pesante muro di cemento. Due di questi impianti sono in costruzione in Europa: uno in Finlandia, l'altro in Francia.

La centrale giapponese di Fukushima è in attività dal 1971 ed è uno dei primi impianti al mondo di «seconda generazione» (antecedente alla centrale di Caorso). Oggi siamo oltre la «terza generazione». La situazione limite, la fusione che sembra stia in parte avvenendo a Fukushima, viene affrontata in due modi alternativi, n primo è quello dell'Epr (Eurovean pressurized reactor). «Se il combustibile si fonde — spiega Lombardi — si deposita sul fondo del recipiente a pressione, lo perfora ed esce nella parte sottostante. Considerate che questo processo avviene a una temperatura di 2.700 gradi. L'idea è quella di mettere lì sotto un crogiolo, e cioè una sorta di recipiente che raccolga la massa fluida radioattiva e la distribuisca su una superficie di metallo ampia circa 200 metri quadrati, permettendo il raffreddamento del nocciolo fuso». Ciò sarebbe necessario se i 4 sistemi di sicurezza indipendenti del reattore Epr andassero tutti fuori uso. Dovrebbe essere questo il tipo di impianto previsto per alcune delle centrali italiane. Sembra però che con il ritorno al nucleare il nostro Paese dovrebbe dotarsi di entrambe le tecnologie, anche quella dell'Apiooo Westin-ghouse, su cui ora si stanno orientando gli Stati Uniti e la Cina.

Pure questo secondo sistema prevede l'eventualità di un incidente severo, che verrebbe però affrontato mantenendo il combustibile fuso all'interno del proprio recipiente, evitando la perforazione. «Si prevede di allagare completamente la cavità—spiega Lombardi — con dei sistemi passivi, sostanzialmente con delle valvole che si aprono senza bisogno di elettricità». A questo punto il recipiente con le barre di uranio fuso rimarrebbe immerso in una sorta di piscina. L'acqua bollirebbe pian piano e sarebbe di continuo reintegrata attraverso enormi serbatoi per arrivare al raffreddamento (il traguardo che ora, nella centrale giapponese, stanno cercando di ottenere con vecchi sistemi ed enormi difficoltà). «È questo l'elemento concettualmente davvero innovativo — aggiunge l'ingegnere nucleare —, mantenere l'eventuale fusione dentro quel guscio d'acciaio, spesso oltre 20 centimetri, raffreddandolo dall'esterno».

L'incidente di Fukushima, proprio per l'anzianità dell'impianto che ha più di 40 anni, non ha molto da «insegnare» ai progettisti di oggi. Quelle tecnologie sono state più che superate da anni. «Ma nonostante questo — conclude Lombardi — quegli impianti hanno resistito a uno dei terremoti più devastanti della storia. Semmai in Europa c'è un altro problema, manca un'agenzia per la sicurezza nucleare unificata. Non che questo implichi un abbassamento degli standard, ma di certo un approccio unitario europeo sarebbe auspicabile».

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Posted on maggio 19th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

La terza generazione

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Posted on aprile 10th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

Minaccia radioattiva

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L'esplosione nel terzo reattore della centrale giapponese di Fukushima

Posted on aprile 10th, 2011 by enrico  |  Commenti disabilitati

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