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Archive for the ‘nuove tecnologie’ Category

a�?Facebooma�? potenza del social: ricavi record per la creatura di Zuckerberg

BAGNATICA 02/02/2016 – All’inizio fu solo un’intuizione. Un progetto di un a�?nerda�? che in giro passava pressochA� inosservato ma che al buio della sua stanzetta avrebbe scritto la storia. Questo A? l’incipit del racconto della vita di ogni vero genio dell’epoca contemporanea, di quell’era in cui la gloria non si ottiene piA? sul campo di battaglia, ma si misura con i dati di mercato. Quei dati oggi ci dicono che il genio che ha rivoluzionato l’approccio dell’umanitA� alla tecnologia si chiama Steve Jobs. Mentre quello che ha cambiato il modo di concepire e gestire i rapporti sociali si chiama Mark Zuckerberg. PerchA� Facebook A? per i social network ciA? che Apple A? stata per l’informatica: pioniera prima, regina incontrastata poi.
I RISULTATI
Nel quarto trimestre del 2015, l’utile netto del social network A? piA? che raddoppiato, raggiungendo la soglia record di 1,56 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono saliti del 52 per cento a 5,84 miliardi di dollari rispetto ai 3,85 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Cifre da far paura, che hanno portato a un balzo del titolo di Facebook in Borsa e sulle quali furono in pochi a scommettere in occasione dell’esordio dell’azienda a Wall Street. Fra quei pochi, ovviamente, c’era il fondatore e ceo, Mark Zuckerberg, che nel frattempo, partendo dal suo quartier generale a Menlo Park, ha messo su un impero dei social. Lo ha fatto muovendosi su de fronti: da una parte capitalizzando al massimo i ricavi pubblicitari dando la possibilitA� agli inserzionisti di raggiungere fette sempre piA? specifiche di pubblico, dall’altro facendo un po’ di sano shopping (a sei zeri, naturalmente).

LE CONQUISTE
L’acquisizione di Instagram prima e di WhatsApp poi ha permesso a Facebook di espandere ulteriormente i suoi confini, giA� vastissimi, surclassando anche la concorrenza piA? temuta, quella del social network rivale Twitter. Anche qui, A? questione di numeri: se Twitter puA? vantare circa 320 milioni di utenti attivi, Facebook ha raggiunto la mostruosa soglia di 1,59 miliardi di amici virtuali, a cui vanno aggiunti i 400 milioni di persone che condividono foto su Instagram e l’immenso popolo che chatta con WhatsApp, formato da circa 900 milioni di utenti. Senza contare inoltre che, se a Menlo Park si festeggia, dalla sede di Twitter invece si fugge: come annunciato dallo stesso fondatore del sito, Jack Dorsey, ben cinque dirigenti, fra cui quelli delle risorse umane e della comunicazione globale, hanno scelto di lasciare l’azienda. Da quando si A? capito che la fortezza di Facebook era ormai inattaccabile, il social network dei cinguettii A? entrato in una sorta di depressione, che addirittura ha fatto prendere in considerazione ai vertici l’idea di eliminarne il tratto distintivo, i 140 caratteri. Periodo buio che si ripercuote sui risultati, visto che la popolazione a�?cinguettantea�?, nel 2015, A? aumentata solo di 5 milioni di unitA�, a fronte dei 33 milioni del 2014 e dei 37 milioni del 2013.
I RIVALI
L’unica rete sociale che ad oggi puA? competere con Facebook A? YouTube, piattaforma video sulla quale un altro gigante del Web, Google, A? riuscito ad avventarsi prima dell’azienda di Zuckerberg: il sito ha infatti superato la quota di un miliardo di utenti attivi. Ma quel ragazzotto in felpa grigia, avendo acquistato anche Oculus Vr, la piattaforma per visori in realtA� virtuale, e avendo inserito sul suo social network la possibilitA� di trasmettere dirette video in streaming dallo smartphone, oltre a rompere le uova nel paniere a Periscope (e quindi di nuovo a Twitter), minaccia anche di invadere almeno parzialmente il settore di YouTube. Se da una parte comunque l’impero di Zuckerberg continua a mantenere il predominio, dall’altra ci sono alcune reti sociali decisamente in ascesa. Fra queste senz’altro Tumblr e Snapchat. La prima, piattaforma di microblogging acquistata da Yahoo nel 2013, ha oltre 420 milioni di utenti attivi nel mondo, e ha registrato un aumento dei propri iscritti del 45 per cento nel giro di sei mesi. Ma il vero caso si chiama Snapchat. Diventata uno dei luoghi di ritrovo virtuali preferiti dagli adolescenti perchA� permette di scambiarsi testi e immagini senza lasciare tracce, l’app di messaggistica istantanea creata dal 23enne Evan Spiegel con i suoi 200 milioni di utenti attivi fa gola sia a Facebook che a Google. Zuckerberg A? arrivato ad offrire 3 miliardi di dollari per acquistarla, mentre si vocifera di un interesse anche da parte del sito di ecommerce cinese Tencent Holdings, che di miliardi sarebbe disposto a sborsarne addirittura quattro. Offerte che per ora sono state rifiutate, e il perchA� A? facile da capire: se attualmente su Facebook vengono caricate 400 milioni di immagini, su Snapchat la cifra A? di 350 milioni. Ancora qualche mese, e l’imperatore Zuckerberg potrebbe trovare un giovanissimo ma degno avversario.

Il mediatico trionfa in ogni dove….CHAT, YOU TUBE, FACEBOOK, ON LINE, TWITTER, ecc, sembra tutto facile e con costi bassissimi anzi GRATIS, perA? ricordiamoci che ogni cosa su questo pianeta A? soggetta alle leggi della TERMODINAMICA, per ogni azione compiuta c’A? sempre un esatto opposto TOTALMENTE svantaggioso, il costo in termini energetici A? enorme e molto presto ci sarA� un conto SALATO da pagare, il nostro pianeta non dimentica.

BELOTTI EUGENIO.
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Posted on febbraio 2nd, 2016 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Animali Made in China: dal 2016 una fabbrica li clonerA�

PECHINO 25/11/15 – L’obiettivo A? quello di aumentare e anche in modo rapido la qualitA� del bestiame, cosA� da avere anche il beneplacito dell’opinione pubblica. Il fine A? ovviamente commerciale e dunque con forti interessi economici. La realtA� A? perA? sotto gli occhi di tutti: ancora una volta gli animali finiscono nel mirino dell’uomo. La Cina A? infatti pronta a costruire il piA? grande impianto per la clonazione animale del mondo. Dunque non avremo piA? solo prodotti di ogni tipo Made in China, ma anche creature viventi. Dai cani ai cavalli, fino alle mucche. Il progetto, che prevede la realizzazione di un laboratorio, un centro di clonazione, una banca del gene e un centro espositivo per la scienza e la��educazione in grado di attirare investimenti per un valore di 200 milioni di yuan, sarA� sviluppato alla��interno della��area per lo sviluppo economico e tecnologico di Tianjin (Teda) nel nord-est del paese. La��edificio principale sarebbe giA� in costruzione e dovrebbe essere completato entro giugno del prossimo anno. Tra gli animali che saranno clonati ci sono cani, bovini, cavalli da corsa. Tutti saranno utilizzati per servizi commerciali e il miglioramento delle razze. Il progetto potrebbe migliorare rapidamente la qualitA� del bestiame e portare la scienza della clonazione un passo avanti verso la��accettazione da parte di una fetta piA? grande della societA�. Il presidente di Boyalife Xu Xiaochun ha detto che il centro inizierA� a produrre 100.000 embrioni bovini in un anno, per poi espandere la produzione annua ad un milione di embrioni. Dal 2000, gli scienziati hanno clonato ovini, bovini e suini. La prima azienda cinese di clonazione commerciale A? stata istituita nel settembre 2014 nella provincia di Shandong, con la nascita di tre cuccioli di mastino tibetano purosangue. Tra gli animali che piA? probabilmente saranno oggetto di studio anche i cani da fiuto per le forze dell’ordine e i cavalli da corsa. Attenzione perA?, perchA� al di lA� dei fini commerciali c’A? un annuncio da registrare che potrebbe rivoluzionare davvero il mondo animale. Il presidente di Boyalife ha anche sostenuto che la sua azienda potrebbe essere un giorno la

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prima al mondo a riprodurre un panda gigante clonato. Se il tentativo dovesse riuscire si potrebbe risolvere il problema dell’estinzione di molte specie animali a rischio. Fantascienza? SarA� il tempo a dirlo.

Posted on novembre 25th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

“Paraplegico torna a camminare dopo anni di paralisi”

NEW YORK 25/09/2015 – Era paraplegico da 5 anni e per la prima volta A? tornato a muoversi con un sistema che prende i segnali elettrici cerebrali e li trasferisce ai muscoli. L’uomo, uno statunitense di 26 anni, ha fatto, un passo dopo l’altro, 3,5 metri senza protesi, controllando i movimenti direttamente con il cervello. La scoperta dell’UniversitA� della California, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Neurongineering and Rehabilitation , apre nuove speranze per la cura della paralisi anche se i ricercatori ricordano che serviranno ulteriori sperimentazioni. Paralizzato da 5 anni. Il paziente A? rimasto su una sedie a rotelle dopo un incidente che lo ha paralizzato dalla vita in giA?. Il sistema utilizzato da Zoran Nenadic dell’universitA� della California a Irvine, a capo del progetto, si basa sull’uso dell’elettroencefalogramma (EEG) che raccoglie i segnali elettrici del cervello che vengono poi convogliati su elettrodi fissati sui muscoli delle gambe. Sono loro a ricevere gli stimoli e le informazioni su come muoversi, come se fosse un nervo a impartirgli l’ordine. La speranza A? quella di inserire impianti cerebrali nei pazienti per raccogliere i segnali elettrici del cervello in maniera piA? precisa e avere un controllo ancora maggiore del movimento. Ma l’obiettivo A? anche quello di utilizzare i dati per esoscheletri robotici, perchA� mostrano quanto la capacitA� di controllo cerebrale sia elevata, hanno spiegato i ricercatori. Il cervello riattiva i muscoli. Con elettrodotti posizionati sul

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cervello, l’uomo A? riuscito a guidare i suoi movimenti. Si A? dovuto sottoporre a un rigido allenamento per imparare a gestire i segnali elettrici cerebrali e per inserire gli elettrodi nei punti giusti. Per settimane ha eseguito una serie di esercizi di fisioterapia per sviluppare i muscoli delle sue gambe. “Anche dopo anni da una paralisi, il cervello puA? sviluppare dei segnali che permettono di camminare – ha detto al giornale The Guardian il dottor An Do dell’UniversitA� della California, di Irvine, che ha collaborato allo studio -. Abbiamo dimostrato che il cervello puA? riattivare i passi del paziente anche dopo una paralisi durata a lungo. E’ un sistema non invasivo per stimolare i muscoli delle gambe. Il metodo apre molte speranze per il futuro. E’ un passo avanti rispetto agli attuali sistemi che utilizzano la realtA� virtuale o un esoscheletro robotico per far tornare a camminare i pazienti”. Un Avatar al lavoro. Il paziente ha imparato a ‘produrre’ i segnali necessari al cervello, muovendo un Avatar in un ambiente virtuale. Solo dopo essersi esercitato a lungo ha incominciato a fare una serie di prove sospeso a 5 centimetri da terra. In quel modo poteva muovere le gambe in modo libero, ma senza doverne sostenere il peso. Alla ventesima seduta, si A? scelto di fare la prova ‘a terra’. Ci sono volute 19 settimane di lavoro intenso per permettere al ventiseienne di controllare il sistema e il movimento delle gambe. “Servono altri test”. “Il sistema informatico – ha aggiunto Do – riesce a capire quando gli stimoli passano dallo stato del “camminare” a quello del “non camminare”. Quando il computer capisce che la persona sta camminando, ‘attiva’ gli elettrodi che spingono i muscoli a contrarsi prima sulla gamba destra poi su quella sinistra. Poi il sistema permette che tutto vada avanti in modo automatico. Solo quando la persona decide di fermarsi, il sistema si spegne e il paziente non cammina piA?”. Gli esperti hanno tenuto a ricordare che per ora il sistema ha dimostrato di funzionare su un solo paziente e che A? ancora molto presto per fare bilanci e per poter dire che aiuterA� altre persone. “Non si tratta di una camminata in senso proprio”. Secondo Giorgio Scivoletto, neurologo della Fondazione Santa Lucia e responsabile della ricerca della SocietA� mondiale di paraplegia, “il limite del sistema A? che A? improprio parlare di un ritorno alla camminata”. “Dalle stesse immagini circolate con la notizia si vede che il paziente non ha equilibrio e non ha per esempio il controllo dei piedi. Di fatto non sta camminando in senso proprio. Dobbiamo scientificamente limitarci a dire che con l’elettrostimolazione i ricercatori sono riusciti a far muovere i muscoli superiori delle gambe, captando direttamente dal cervello le intenzioni di movimento del paziente”, ha aggiunto. Tuttavia, secondo lo scienziato, “l’utilizzo delle tecniche di elettrostimolazione con segnali provenienti dal cervello potrebbe rivelarsi molto utile anche per lo sviluppo di una nuova generazione di esoscheletri, che non si limitino a ‘trasportare’ il paziente, ma siano guidati dalle intenzioni di movimento del soggetto, captate appunto con la stessa tecnica impiegata dal gruppo di ricercatori californiano”.

Posted on settembre 25th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Grazie all’aria della Svizzera 10mila litri d’acqua potabile

Dalla for how long viagra works Svizzera arriva un progetto innovativo capace di trasformare gli elementi. Produrre acqua potabile a partire dall’aria: A? il progetto Awa Modula (Air to water to air), presentato durante l’evento “Acqua dall’aria per la vita” svoltosi all’interno del Padiglione Svizzera di Expo 2015. Di cosa si tratta? Il sistema, creato dalla start up a�?Seas – SocietA? de l’eau aA�rienne Suissea�?, utilizza, canada pharmacy

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buy dapoxetine online, buy lioresal online. condensandola, l’umiditA� presente nell’atmosfera ed A? in grado di produrre dai 2.500 ai 10mila litri di acqua al giorno, ovunque ce ne sia bisogno, azzerando, tra la��altro, drug interactions with cialis l’impatto ambientale. SarA� cosA� possibile fornire risorse idriche nelle zone colpite da siccitA�, portare a�?vitaa�? anche nelle zone ad alta desertificazione. Awa Modula, utilizzando la��aria come materia prima, non ha bisogno di avere fonti di acqua giA� esistenti da trattare (mare o fiumi, laghi e acque reflue). L’acqua ricavata con questo sistema puA? essere arricchita di sali minerali oppure destinata all’agricoltura, o ancora distillata per uso online viagra alimentare, farmaceutico, ospedaliero, industriale. Anna Magrini, docente di Idraulica, Ambientale ed energetica all’UniversitA� di Pavia ha spiegato: “La tecnologia A? frutto walmart and cialis di oltre quattro anni di ricerca e sviluppo e garantisce un impatto ambientale basso o nullo non rilascia impuritA� nell’ecosistema locale e offre una fonte illimitata e inesauribile di acqua potabile”. Rinaldo Bravo, general manager di Seas, l’azienda sviluppatrice del dispositivo ha spiegato: “A 30 gradi di temperatura when should i take viagra dell’aria, 70% di umiditA� e 21,9 grammi di acqua in un metro quadro di aria, noi possiamo estrarne il 60% che significa, a seconda dell’impianto, dai 2.500 ai 10mila litri di acqua al giorno, modulabili sino a centinaia di metri cubi, mantenendo l’acqua in ricircolo costante, a temperature corrette, con la garanzia di una costante e continua sanificazione”.

Posted on settembre 3rd, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Per diminuire l’inquinamento da rifiuti elettronici arrivano i dispositivi che si autodistruggono

GINEVRA 27/05/2015 – Un team di ricercatori della��UniversitA� della��Illinois ha realizzato dei circuiti elettronici in grado di dissolversi alla fine del loro ciclo vitale: un passo in avanti per la riduzione della��inquinamento elettronico. Nei giorni scorsi a Ginevra A? stato presentato il rapporto Unep, ossia il Programma delle Nazioni Unite per la��ambiente sui rifiuti elettronici. Il settore della��elettronica, buy cialis overnight delivery che cheapest online pharmacy canada A? infatti uno dei piA? grandi e di maggior sviluppo rispetto a tutti gli altri settori del mondo, la��anno scorso ha prodotto 41,8 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici (e-waste) che provenivano da smartphone, computer ed altri dispositivi elettronici, mentre dalle stime sembra inoltre che entro il 2018 gli e-waste potrebbero raggiungere i 50 milioni di tonnellate. Anche se l’Europa e gli Stati Uniti sono ancora i maggiori produttori di rifiuti elettronici, sono in crescita le cittA� asiatiche. Il direttore esecutivo della��Unep Achim Steiner ha affermato: A�Stiamo assistendo alla��arrivo di una quantitA� senza precedenti di rifiuti elettronici che alimentano una buona parte della cialis 20 montagna di rifiuti non riciclati e pone una crescente minaccia alla salute umana e alla��ambiente, a causa di componenti pericolosi in esso contenutiA�. Dal rapporto viene evidenziato che di tali rifiuti solo una percentuale tra il 10 e il 40% viene riciclata in modo conforme alle normative europee; infatti secondo il rapporto, il 90% dei rifiuti elettronici del mondo, per un valore di circa 19 miliardi di dollari, viene negoziato o scaricato in modo illegale ogni anno, alimentando il traffico non lecito di rifiuti. Il cialis patent expiration Programma delle Nazioni Unite per la��ambiente sui rifiuti elettronici (Unep) spiega che A? necessaria una piA? forte cooperazione tra i Paesi del mondo ed una maggiore coerenza da parte dei legislatori, in modo da fortificare buy cialis online us pharmacy le normative nazionali ed ottimizzare la prevenzione del commercio illegale e dello scarico di rifiuti elettronici. Infatti si stima che il ciclo completo del mercato globale dei rifiuti, dalla raccolta fino al riciclo, ha un valore annuo di 410 miliardi di dollari, che lo rende un http://laxaprogeneric4anxiety.com/ settore dalle grandi opportunitA� economiche e occupazionali, ma anche di forte attrattiva per la criminalitA� organizzata, che utilizza il mercato dei rifiuti allo scopo di guadagnare senza fatica, frodando il fisco e riciclando denaro sporco. Molte imprese inoltre, spesso ignorano sia la normativa inerente al trattamento dei rifiuti che le norme di sicurezza, esponendo i lavoratori a sostanze chimiche tossiche, mentre gli scarti della��elettronica vengono riciclati in condizioni pericolose per la salute e portati per la maggior parte nelle discariche. Un’ulteriore pharmacy online fonte di reddito proviene dal riciclaggio di elementi presenti nei dispositivi elettronici, come il rame e l’oro. In una situazione virtuosa di economia formale, invece, le parti costose di cui sono costituiti rifiuti elettronici potrebbero essere riciclate in modo sicuro e riutilizzati, togliendole di mano ai trafficanti illegali e riducendo di conseguenza i rischi per la salute delle persone, con grande beneficio per l’ambiente e generazione di nuovi posti di lavoro. In questo momento storico, l’incoerenza sia nei regolamenti da parte dei Paesi esportatori e importatori, sia nella classificazione dei rifiuti pericolosi e contaminanti, rappresenta una sfida per i legislatori per combattere efficacemente il traffico illecito di questi rifiuti pericolosi. Infatti, siccome l’esportazione dall’Unione Europea e dagli stati OCSE verso i paesi non OCSE di e-waste sia vietata, i rifiuti elettronici vengono dichiarati come prodotti di seconda mano per essere esportati ai Paesi in via cialis male enhancement di sviluppo, come la��Africa (Ghana, Nigeria Costa d’Avorio e Repubblica del Congo) e la��Asia viagra and hypertension (Cina, Hong Kong, Pakistan, India, Bangladesh e Vietnam). Attualmente sono in corso negoziati tra i Paesi del mondo per definire i criteri per classificare le apparecchiature come rifiuti o non rifiuti, per evitare che i rifiuti elettronici vadano a finire nelle discariche dei Paesi. Su Advanced Materials A? stato pubblicato uno studio che puA? essere considerato un passo in http://cialisonline4edtreatment.com/ avanti per la riduzione della��inquinamento elettronico e una lexapro generic produzione piA? sostenibile; infatti un team di ricercatori della��UniversitA� della��Illinois ha realizzato dei dispositivi che si autodistruggono. I ricercatori americani, infatti, hanno costruito dei circuiti elettronici in grado di dissolversi alla fine del loro ciclo vitale utilizzando vari stimoli che innescano la��autodistruzione, come il calore, la luce ultravioletta, le sollecitazioni meccaniche, oppure con un induzione a distanza, grazie ad un ricevitore di radiofrequenza e ad una bobina di riscaldamento ad induzione. Il team ha creato, inoltre un dispositivo che si dissolve in acqua, con possibilitA� di essere applicato anche nel settore biomedico. doxycycline without prescription, zithromax without prescription.

Posted on maggio 27th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Ecco la prima mano robotica made in Italy e stampata in 3D: A�Costa come uno scooterA�

A? pronta e funziona anche bene nei primi test sull’uomo la prima mano artificiale stampata in 3D tutta made in Italy disponibile per il commercio dal 2017 con costi che si aggirano su poche migliaia di euro. Inail e Iit, l’Istituto italiano di tecnologia, hanno infatti completato il primo prototipo di questa super protesi hi-tech in grado di riprodurre l’85% delle prese di una vera mano grazie alla tecnologia robotica. La nuova mano A? stata presentata oggi a Roma al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e a quello della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha annunciato l’intenzione di inserirla tra i livelli essenziali di assistenza a carico del Ssn.

Come funziona il prototipo
Durante la presentazione Marco Zambelli, il primo paziente che ha sperimentato la nuova mano avendo subito un’amputazione quando aveva quindici anni (ora ne ha 60), ne ha mostrato le funzionalitA� e il buon livello di utilizzo, dopo un primo periodo di addestramento. La mano artificiale robotica A? robusta e leggera: pesa meno di mezzo chilo A? stata realizzata con la tecnologia 3D-printing, in materiale plastico e con alcune componenti metalliche ed A? stata perfezionata verso il paziente con le competenze del Centro protesi Inail di Budrio. Il paziente controlla la mano attraverso due sensori che recuperano il segnale naturale dei muscoli residui. Il dispositivo non prevede operazioni invasive ed A? facilmente indossabile sull’arto amputato. Entro il 2017 A? prevista la sua produzione e la commercializzazione che saranno affidate a una nuova start up partecipata almeno in parte dall’Iit. L’obiettivo A? puntare al mercato mondiale grazie anche alla competitivitA� dei costi e al suo design. A�Siamo i primi nel mondo ad aver creato una protesi cosA� efficace e semplice da utilizzare e con costi accessibiliA�, avverte Roberto Cingolani direttore scientifico dell’Iit. Che aggiunge: A�CosterA� all’incirca quanto uno scooter proprio perchA� vogliamo che sia alla portata di tuttiA�.

Tecnologie tutte made in Italy
Il progetto A? completamente made in Italy e vede la luce dopo circa un anno dalla sigla dell’accordo Inail-Iit per lo sviluppo di nuovi dispositivi protesici e riabilitativi avanzati, con investimenti congiunti complessivi di 11,5 milioni di euro. Questo dispositivo protesico rientra in una piA? ampia strategia progettuale – A�Rehab TechnologiesA� – che nei prossimi due anni vedranno l’arrivo di nuove tecnologie, giA� in fase di pre-industrializzazione, dedicate a inabilitA� temporanee o permanenti: si va dall’esoscheletro motorizzato per la deambulazione di persone paraplegiche a una piattaforma robotica per la riabilitazione in campo ortopedico, neurologico e tutte le patologie connesse all’invecchiamento. Per il ministro Lorenzin che pensa di inserire la nuova protesi robotica nei nuovi Lea A�dobbiamo porci il problema di come dare a tutti i pazienti questa tecnologia. In questo modo sarA� possibile superare il gap economico tra chi puA? accedere a questa tecnologia e chi noA�. Per il ministro Poletti bisogna A�mettere al centro gli investimentiA�, come quelli dietro a questo prototipo, e modificare la contabilitA� pubblica perchA� ne tenga conto. A�Se siamo stati capaci di fare la mano artificiale – ha concluso provocatoriamente il ministro – non abbiamo l’intelligenza per fare un nuovo piano di conti?A�. depakote without prescription, clomid without prescription.

Posted on aprile 16th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

BACINO AL TITANIO….SARA’ IL FUTURO?

Una corsa da record mondiale quella del campione sudafricano, una corsa verso una vita il piA? possibile normale quella del giovane paziente oncologico che ieri all’ospedale Cto di Torino A? stato sottoposto al trapianto dell’emibacino. Lui, 18 anni, affetto da un anno da osteosarcoma del bacino, A? il primo al mondo ad aver affrontato un intervento di questo tipo. Al termine di un’operazione durata 12 ore, al ragazzo A? stato impiantato con successo un emibacino in titanio costruito in America. L’intervento A? durato quasi 12 ore ed A? tecnicamente riuscito. Considerato da tutti inoperabile, aveva il paziente aveva risposto abbastanza bene a ben 16 cicli di chemioterapia nel reparto di Oncoematologia dell’ospedale Regina Margherita. Nel frattempo i chirurghi ortopedici dell’ospedale Cto hanno fatto costruire negli Stati Uniti un emibacino in titanio con rivestimenti in tantalio, materiale che si integra con le ossa umane, con misure perfette prese da un calco ricavato dalla Tac del paziente. Nel corso dell’intervento, sono stati rimossi l’emibacino destro e l’anca colpiti dall’osteosarcoma e successivamente sostituiti e ricostruiti con la protesi in titanio e tantalio.

Ora il paziente, dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva ed A�estubatoA�, si trova nel reparto di Chirurgia oncologica. A�Senza questo intervento, mio figlio non ci sarebbe piA?. Se mi dicono dove lo vogliono, a questi medici faccio un monumento…A�, sono state le prime parole del padre del giovane, quando gli A? stato comunicato l’esito felice dell’intervento. I familiari del diciottenne non trattengono la gioia: A�Fino a poche settimane il nostro ragazzo era destinato a morte certa, oggi A? sveglio, bello, con la prospettiva di tornare a camminareA�. C’A? anche voglia di scherzare, e questo A? sicuramente un buon segno: A�Con quella protesi al titanio, la sua vita ora A? ancora piA? prezioso…A�. Ma poi i genitori tornano seri: A�Non cantiamo ancora vittoria e continuiamo a pregare. A? stato proprio nostro figlio a insistere per fare l’intervento. Non ha mai smesso di credere che sarebbe guarito; ottimista, positivo, era il piA? convinto a farsi operare. Appena sveglio ci ha chiesto come era la ferita, pensa al recupero. Diceva di voler fare l’avvocato tributarista, adesso vuole fare il medico e aiutare gli altriA�.

A�Questo trapianto operato per la prima volta al mondo su una situazione di patologia cosA� critica, ci riempie il cuore di orgoglio e di speranza, ed A? la conferma di quali straordinarie capacitA� scientifiche sia ricco il sistema sanitario di TorinoA�, ha detto il sindaco, Piero Fassino.

La realtA� in tante altre parti d’Italia, purtroppo, A? ben diversa. Il gap tra nord e sud rimane enorme, anche se nel meridione non mancano le eccellenze. Ma le classifiche sulla qualitA� degli ospedali nel nostro Paese parlano chiaro: il 55% sono al nord, il 30% al centro e solo il 15% al sud. L’UnitA� d’Italia, sotto il profilo dell’efficienza sanitaria, A? ancora tutta da fare.
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Posted on febbraio 26th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

LA MANO BIONICA……SARA’ IL FUTURO?

A vedere i tre uomini austriaci operati alla��UniversitA� di Vienna dopo un incidente ci si sente come in film: ecco la mano bionica guidata con il pensiero.

I tre uomini austriaci che avevano perso la mano, sono tornati a poter stringere gli oggetti e a una vita normale grazie agli interventi realizzati all’UniversitA� di Vienna sotto la guida di Oskar Aszmann in collaborazione con l’italiano Dario Farina, direttore del Dipartimento di ingegneria della neuroriabilitazione all’UniversitA� di GA�ttingen (Germania).

Secondo quanto emerge dalla rivista Lancet, la protesi A? stata aggiunta dai medici all’avambraccio grazie a un intervento molto complesso che non ha precedenti, una nuova tecnica operatoria che A? stata denominata non a caso a�?ricostruzione bionicaa�?.

Ai tre uomini reduci da incidenti A? stata dunque innestata una mano bionica comandata dal loro stesso pensiero che permette una grande libertA� di movimento grazie a sensori che sono in grado di captare i piccoli segnali nervosi residui dopo i traumi che conseguenti alla perdita della��arto. Grazie alla protesi bionica (ca��A? anche la��occhio bionico), i tre pazienti sono oggi capaci persino di abbottonarsi la camicia e versarsi dell’acqua con grande fluiditA� e precisione.

Tutto A? reso disponibile da elettrodi che catturano i segnali nervosi residui presenti nei nervi del plesso rimasti sani, che hanno una��intensitA� sufficiente per tradursi in comandi da eseguire con l’arto artificiale, una volta che questo A? collegato all’avambraccio

“Questo A? per ora l’unico posto al mondo in cui si possono eseguire tali interventi”, spiega il dottor Dario Farina che ha collaborato al progetto dal punto di vista ingegneristico. a�?Ad oggi – racconta – stiamo collaborando con il gruppo di Aszmann per altri 3 nuovi pazienti che hanno giA� seguito la procedura di ricostruzione bionica, casi clinicamente diversi da quelli riportati su Lancet” (ideate anche le protesi che hanno il tatto artificiale).

Mano bionica: ecco perchA� A? possibile

“In alcuni incidenti a�� racconta il dottor Farina – puA? restare danneggiato il plesso brachiale – una complessa giunzione di nervi che dalla spina dorsale raggiunge tutte le parti del braccio per il controllo dei movimenti di spalla, gomito e mano. Se il danno avviene a livello della spalla, l’informazione di comando del braccio che parte dal cervello non riesce piA? a raggiungere la mano che quindi non puA? piA? muoversi e perde sensibilitA�. L’uso della mano viene quindi perso e non ci sono attualmente soluzioni a queste lesioni”. “Ad esempio – racconta lo scienziato – uno dei pazienti riportati nel nostro lavoro su Lancet aveva perso l’uso della mano da 17 anni”.

E tuttavia, la ricostruzione bionica (che ha fatto passi da gigante anche per la��orecchio) punta tutto sui segnali nervosi rimasti dopo la lesione, un’attivitA� elettrica residua in alcuni nervi che raggiungono l’avambraccio. Come si procede? “In pratica – racconta Farina – questa prima parte della procedura consiste nel creare chirurgicamente dei siti sui muscoli dell’avambraccio in cui A? possibile registrare i segnali elettrici residui dei nervi, piazzandovi sopra gli elettrodi”. Poi, per molti mesi, il paziente si allena a generare e controllare piccoli segnali elettrici (training cognitivo o allenamento mentale). Questi segnali possono comandare la mano artificiale. “Quando il paziente A? divenuto capace di controllare i segnali elettrici in modo naturale e intuitivo (se vogliamo, con il pensiero) – spiega Farina -allora si procede all’amputazione della mano ormai non piA? in uso che viene sostituita da quella artificiale”.
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Posted on febbraio 26th, 2015 by eugenio  |  Commenti disabilitati

La cittA� di HELSINKI sarA� la prima cittA� al mondo senza auto entro il 2025

Helsinki promette di dire addio alle auto entro 10 anni. Questo il progetto rivoluzionario avviato nella capitale finlandese dove, mediante app e sistemi di trasporto on demand, le auto diventeranno oggetti canadian pharmacy reviews consumer reports da museo. Il sistema si basa sul purchase neurontin, purchase dapoxetine. cialis 5mg review concetto che ha reso famosa Uber e sarA� gestito integrando trasporto pubblico, bike sharing, treni e tricor traghetti, in un sistema cosi efficiente e comodo che i cittadini troveranno totalmente inutile possedere auto. Il sistema integrato del trasporto pubblico, unito a minubus prenotabili da smartphone, consentirA� di creare una fitta rete di interconnessioni 20 mg cialis capace di rendere comodo ed efficiente muoversi in qualunque destinazione possibile. La sperimentazione partirA� in alcuni quartieri della cittA� finlandese e sarA� poi esteso a tutta la cittA�. Secondo i tecnici che stanno sviluppando il viagra 100mg price walmart progetto, entro 10 anni, nessuno avrA� piA? bisogno di utilizzare l’auto propria per muoversi in qualunque direzione. Il punto di partenza A? http://canadianpharmacy-rxonline.com/ comunque positivo: 800.000 persone dispongono di un abbonamento ai mezzi pubblici su 1,3 milioni di residenti nell’area metropolitana, nonostante il costo di cheap generic cialis free shipping abbonamento sia tra i piA? alti in Europa, ma con la differenza che, con un singolo titolo di viaggio, si puA? viaggiare in qualunque http://canadianpharmacy-rxonline.com/ mezzo senza dover ogni volta acquistare un titolo apposito. Questo consente di disporre di ampi finanziamenti al trasporto pubblico, basato su treni, metropolitana e autobus, il tutto integrato al sistema dei traghetti, indispensabili per collegare la cittA� al resto dell’Europa. Non a caso, HRTA (Helsinki Regional Transport Authority) gestisce 345 milioni di passeggeri all’anno, 550 milioni di ricavi dei quali 270 milioni dai biglietti e, udite udite, il tutto con appena 360 dipendenti (ATAC, che flagyl pills gestisce la Metro Romana, conta 11.800 dipendenti). La rivoluzione del trasporto rientra nel progetto SuperHub, ovvero SUstainable and PERsuasive Human Users moBility in future cities, un progetto di smart city totale http://viagraonline-storerx.com/ che punta a far divenire Helsinki la cittA� modello per sostenibilitA� e usabilitA�.

Posted on luglio 21st, 2014 by eugenio  |  Commenti disabilitati

Turchia, ecco la cittA� riscaldata coi pistacchi

Ankara 24/04/14 – Una cittA� ecologica in cui gli edifici pubblici sono riscaldati utilizzando i gusci del pistacchio. Non A? fantascienza o una riproposizione del film a�?La fabbrica di cioccolatoa�? versione pistacchio, ma un reale progetto che sta per essere realizzato in Turchia. In un’area di 3.200 ettari tra la cittA� di Gaziantep e Kilis,

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al confine con la Siria, potrebbe nascere infatti una vera e propria Green City, basata sull’utilizzo intelligente delle risorse e sull’adozione delle rinnovabili. L’idea order cialis A? di una societA� d’ingegneria francese, la Burgeap, che ha pensato di sfruttare la buccia del frutto verde per trasformarla in calore, producendo energia pulita. La scelta A? ricaduta sul pistacchio dal momento che adhd online pharmacy la Turchia A? la terza produttrice al mondo della varietA� Antep. Secondo gli ideatori del progetto, i gusci del pistacchio, con il loro potere calorifico di 19,26 Megajoule per chilogrammo, sono viagra generic la migliore fonte di energia da utilizzare nella zona visto che il valore calorifico della biomassa prodotta grazie ai loro scarti basterebbe a fornire il riscaldamento a 55 ettari di edifici pubblici. Il progetto prevede viagra la realizzazione degli impianti a�?verdia�? in 12 mesi, con un budget buy cialis di spesa pari a 600 mila euro.

Posted on aprile 24th, 2014 by eugenio  |  Commenti disabilitati

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